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Una cupa primavera nell’era del Coronavirus, alcune riflessioni critiche per capire

Editoriale di Filippo Virzì: "Riprenderemo a sorridere alla vita, ma nulla sarà più come prima"

 

Mai visto negli ultimi 60 anni niente di simile.
Misure drastiche del Governo, l’Italia è zona rossa, restano attive soltanto alcune filiere produttive per garantire i servizi pubblici essenziali.
Le farmacie, le banche, le assicurazioni, le finanziarie e gli alimentari, i trasporti e l’agricoltura ci faranno sentire ancora vivi.
Magra consolazione, ma è necessario!
Stato marziale nel controllo dei movimenti dei cittadini mente il numero dei contagiati aumenta inesorabilmente.

Questa è la sintesi nell’era del Coronavirus in paese che è cambiato dall’oggi al domani così come tutto il mondo!Ma i nostri governanti veramente ci dicono tutto?
Mentre i lavoratori verranno messi in cassa integrazione in quanto chiudono le loro aziende, alcune categorie in particolare quella dei bancari si ritengono in trincea seppur i sindacati si stanno adoperando nel garantire il massimo della sicurezza nei luoghi di lavoro, per fortuna esistono i canali evoluti con i servizi on line la clientela deve comprenderlo, le banche come le poste non possono chiudere le loro attività, ma le banche se ne ricordano soltanto adesso mentre continuano a chiudere agenzie su agenzie desertificando interi territori, infatti costituirebbe un segnale devastante quindi preoccupante per la tranquillità dei cittadini alla pari del settore agricolo ed in particolare alimentare necessario per la sopravvivenza, che paga lo scotto nei supermercati di un controllo meno attento in particolare, dove lo stress dei lavoratori ha raggiunto livelli preoccupanti, i livelli di sicurezza spesso non vengono rispettati, mancano le mascherine, i gel disinfettanti le distanze spesso non vengono rispettate.
I lavoratori sono a rischio continuo!
Gli stessi consulenti finanziari, si adoperano telefonicamente nel rasserenare ed assistere i clienti per i loro investimenti, ma ben sappiamo tutti facendo una semplice riflessione critica che tutto sta cambiando dai nostri risparmi che si stanno attualmente assottigliando sempre più, alla nostra libertà personale gravemente limitata per l’emergenza sanitaria senza precedenti, nelle ultime ore le denunce penali sono aumentate in maniera esponenziale, le stesse andranno ad ingolfare i tribunali ed in particolare le Procure.
Il sistema giustizia risulta da tempo in ginocchio per l’enorme mole di lavoro pregresso per la carenza cronica di personale a causa di un mancato turn over negli anni con nuove assunzioni, con una prospettiva a cascata di lavoro agghiacciante per via delle nuove e drastiche disposizioni per chi viola i limiti imposti negli spostamenti.
Uno scenario apocalittico mentre le carceri esplodono e le forze dell’ordine a partire dagli agenti di Polizia Penitenziaria di cui in pochi parlano, ai Carabinieri , Polizia di Stato, Guardia di Finanza sul fronte con l’esercito finalmente utilizzato con competenze di agenti di P.S. in azione a Palermo, modello che sarà probabilmente ripreso in altre città.

Ma non è tutto!

Le nostre libertà compromesse da una forzata coabitazione, l’insofferenza di non potere disporre del proprio tempo come lo si vuole,  genererà innevitabilemente conflitti domestici, tensioni familiari, bisognerà imporsi di riprodurre in casa tutto quello che facevamo abitulmente  prima, orari, abitudini, alimentazione, lavoro, divertimento, i tempi per ritornare alla vita normale saranno lunghi, gli esperti stimano 6 mesi, ma la definisco una previsione fin troppo rosea.

Anche i rapporti interpersonali seppur a distanza,  subiranno delle influenze e saranno condizionati dal nostro umore altalenante e instabile.
Come se non bastasse si paventa anche la tracciabilità dei nostri smartphone quindi il controllo a distanza dei nostri movimenti, una sorta di braccialetto elettronico che di fatto abbiamo già innescato nei nostri cellulari che portiamo ogni giorno con noi, la localizzazione può essere usata per il controllo di massa della popolazione istituzionalizzandone l’uso con un semplice clic.
Il 2020 sarà un anno infausto, dove in nostri figli non concluderanno probabilmente il loro corso scolastico in aula, faticando a studiare su internet senza il necessario confronto e le fondamentali spiegazioni dei loro professori e maestri, senza vivere la loro infanzia con i loro coetanei, adesso faticano a stare al passo e molti di loro non riescono a fare neanche questo, tutti i loro dati confluiscono in piattaforme on line che arricchiranno di dati sensibili di minori i provider che gestiscono gli stessi servizi.
Ne siamo tutti consapevoli?
Tutti schedati quindi anche i bambini, con i genitori ai limiti del collasso nell’assisterli, mancano i pc, servono le linee internet adeguate, non tutti ne sono forniti, le cognizioni informatiche in taluni casi nelle famiglie non sono sufficienti a garantire un aiuto reale ai ragazzi.
Gli insegnanti devono pure capire che non devono caricare di compiti i ragazzi, non tutti saranno al passo, molti rimarranno indietro.
Attenzione le scuole non è detto che riaprano, nel contempo proliferano le fake news da cui stare attenti in quanto provocano panico ed allarmismo , i veri giornalisti lavorano 24 ore su 24 per garantire una reale informazione il nostro codice deontologico ce lo impone, fra complottasti, poteri forti palesi e occulti che pressano e condizionano i mass media.
La sanità è al collasso, serve personale, 7.923 medici hanno risposto all’appello per dare aiuto negli ospedali,  necessitano ospedali, la loro opera meritoria meriterebbe un investimento senza precendenti nella sanità e non vergognosi tagli, ma dovevano pensarci in tempo i nostri governati nell’investire in questi settori vitali per le nostre esistenze, la globalizzazione ha ucciso l’Italia, le nostre eccellenze sono andate via, e adesso stiamo cercando di rimediare con provvedimenti tampone assumendo volontari a tempo, sulle macerie di una nazione già provata da un immobilismo politico che non ha mai pensato seriamente a creare negli ultimi 30 occupazione e quindi nuova ricchezza.
Adesso i ricchi si arricchiranno sempre di più, le grandi crisi economiche per i poteri forti sono una grande opportunità, ma solo per pochi, mentre il popolo diventerà sempre più povero.
Domani cosa succederà?
Quale sarà il nostro futuro?
Intanto è una guerra silenziosa quella che stiamo vivendo con tanti morti.
Voglio concludere questo mio editoriale con un pizzico di ottimismo e quindi con delle belle parole di Maria Teresa di Calcutta:
“Le cicatrici sono il segno che è stata dura. Il sorriso è il segno che ce l’hai fatta”.
Io vi dico concludendo:”Riprenderemo a sorridere alla vita, ma nulla sarà più come prima!”

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Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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