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UDC chiede le dimissioni del sindaco Orlando dopo la bocciatura del bilancio consolidato

Politica, Ficarra e Aiello (UDC): “Bocciatura del bilancio consolidato atto gravissimo. Chiediamo le dimissioni del sindaco Orlando”

Palermo, 6 aprile – Il Consiglio comunale di Palermo, nel corso della seduta tenutasi lo scorso 2 aprile, ha bocciato il bilancio consolidato relativo all’anno 2019. Decisive, ai fini dell’esito del voto, le assenze di alcuni consiglieri che compongono la coalizione di maggioranza a Palazzo delle Aquile. Tredici i pareri favorevoli a fronte di quattro contrari e nove astenuti: un epilogo che ha determinato la mancata approvazione dell’atto. Circostanza che genera, inevitabilmente, un riverbero negativo in termini di fluidità operatività in seno all’attuale Pubblica Amministrazione del capoluogo siciliano, bloccando in termini di legge qualsiasi tipologia di stabilizzazione contrattuale o nuova assunzione di dipendenti comunali.

Il vice coordinatore regionale dell’UDC Sicilia, Elio Ficarra, esprime il suo disappunto e chiede, in qualità di esponente del partito centrista a Sala delle Lapidi, le immediate dimissioni del Sindaco, Leoluca Orlando.
“La mancata approvazione del bilancio consolidato costituisce un atto politicamente molto grave e concettualmente eloquente. Orlando è stato di fatto sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, l’ennesimo, desolante, capitolo di quella che personalmente ritengo essere una gestione fallimentare sul piano politico ed amministrativo. In ragione dello stato di incuria, abbandono e degrado in cui versa attualmente la nostra città, ulteriormente acuito dall’emergenza sanitaria mondiale che stiamo vivendo, non è concepibile non riuscire neanche a votare un documento basilare e fortemente significativo.

Il respingimento della delibera in Aula finirà inevitabilmente per zavorrare l’attività del Consiglio comunale, lo sfaldamento della maggioranza, tradotto in termini di assenze nell’ultima focale seduta, rischia di determinare ripercussioni molto gravi .Palermo versa già in uno stato particolarmente critico, tra disservizi di ogni sorta, negligenze ed assenza delle istituzioni cittadine nelle periferie, preoccupante tasso di disoccupazione, un vasto bacino di precariato in attesa di tutela e di risposte. Il sindaco Orlando e la sua maggioranza hanno dimostrato di aver esaurito il patrimonio di credibilità e fiducia a loro assegnato dai palermitani – conclude il consigliere comunale di Palermo in quota UDC –  non detengono più numeri e requisiti politici idonei a governare questa città. Auspico, quindi, una serena ed autocritica presa di coscienza da parte di Leoluca Orlando, chiedendo le sue dimissioni immediate dalla carica di Sindaco di Palermo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il coordinatore cittadino dell’UDC a Palermo, Andrea Aiello.

“Le assenze fatte registrare dai consiglieri della maggioranza alla base della mancata approvazione del bilancio consolidato rappresentano, a mio avviso, una palese dimostrazione di irresponsabilità ed inadeguatezza dell’attuale Amministrazione. Al netto degli aspetti burocratici e legislativi, nonché del riscontro numerico che ha originato l’epilogo della votazione in Aula, credo che sia molto grave non comprendere l’entità delle rovinose conseguenze che un simile tonfo politico può generare su una città già avversata da una serie di problematiche di non semplice risoluzione. Ratificare il placet al documento avrebbe avuto un valore, strategico e propedeutico, cha va ben oltre l’aspetto contabile e burocratico. Inficiare tempi, procedure e funzionalità del Consiglio significa ritardare ulteriormente la risposta delle istituzioni allo stato di emergenza sociale, economica e strutturale in cui versa la nostra città.

Il sindaco Orlando ha dimostrato una volta di più, unitamente alla sua maggioranza, di non avere più numeri e presupposti per governare la città di Palermo. Rassegnare le dimissioni dalla carica di Primo cittadino del capoluogo siciliano sarebbe un gesto coscienzioso e opportuno. Bisogna avere onestà intellettuale e coraggio, alla luce di inconfutabili evidenze, di porre fine ad una gestione che reputo disastrosa sotto ogni punto di vista”.

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