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FERROVIE SICILIANE: DOPO IL SUCCESSO DEI TRENI “ESTIVI”, SI POTENZINO I SERVIZI ORDINARI

I treni introdotti nei fine settimana di luglio ed agosto in Sicilia sono stati presi d'assalto. A conferma che il potenziamento del servizio ferroviario funziona e va attuato sempre e dovunque

I dati diffusi da Trenitalia non lasciano adito a dubbi:  circa 340.000 viaggiatori hanno preso d’assalto i treni regionali nei fine settimana di luglio e agosto per raggiungere le più belle e ricercate mete turistiche siciliane, da Taormina a Ragusa. da Cefalù a Noto.

I treni “estivi” di successo

E’ quanto risulta dai dati diffusi dal gestore dei servizi ferroviari siciliani sui nuovi servizi introdotti nell’orario estivo, che avevano avuto un prologo nell’estate scorsa con il Cefalù Line (tra Cefalù, Palermo Centrale e l’aeroporto di Punta Raisi), riconfermato quest’estate.

A questo servizio si è aggiunto il Barocco Line (che collega Siracusa e Donnafugata, passando per Fontane Bianche, Avola, Noto, Pozzallo, Scicli, Modica, Ragusa Ibla e Ragusa), il Taormina link tra la stazione di Giardini ed il centro di Taormina, con scambio intermodale attivato con i bus di ASM Taormina. Inoltre l’Etna link, partendo dalla stazione di Giarre Riposto fino a Piano Provenzana, alle pendici dell’Etna, grazie ad un’inedita collaborazione con la Ferrovia Circumetnea.

Un altro collegamento attivato è stato il Taormina Line, con corse aggiuntive – nei giorni festivi – fra le stazioni di Catania Centrale e Letojanni, con fermate ad Acireale, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini.

Il gradimento crescente dell’utenza verso il treno

Relazioni evidentemente molto gradite da chi ha viaggiato in Sicilia per esigenze turistiche, ma non solo. Certi numeri fanno presupporre, infatti, una componente non indifferente dell’utenza locale. D’altronde, negli ultimi anni il gradimento per la ferrovia ha conosciuto una crescita insperata, soprattutto se raffrontata ad epoche non molto lontane. Tutti ricordiamo che, almeno fino agli anni Ottanta del secolo scorso, i treni erano considerati vecchi arnesi dal futuro inesorabilmente segnato.

La ripresa di “feeling” tra la ferrovia ed il pubblico è una tendenza di livello mondiale, certamente dovuta ad una maggiore sensibilità nei riguardi dell’ambiente. Di conseguenza, è venuto meno il ruolo dell’autovettura privata, e del gommato in generale, come vettore principale di mobilità.

Alla versatilità indubbia del mezzo privato ha fatto sempre più da contraltare, nell’immaginario di molti nuovi utenti del trasporto, l’appeal del servizio ferroviario, più rispettoso dell’ambiente e finalmente modernizzato. Questa tendenza si è affermata anche in Sicilia, nonostante i ritardi nel riammodernamento del servizio ed una condizione infrastrutturale ancora insoddisfacente.

Non si può comunque negare che i treni in circolazione sono, per la maggior parte, più efficienti e moderni di quanto non si offrisse alla clientela qualche decennio fa. L’estate siciliana, infatti, ha visto anche la consegna degli ultimi treni “Pop” previsti dal Contratto di Servizio sottoscritto da Regione Siciliana e Trenitalia. Sui binari dell’isola si può contare adesso su 21 treni regionali di ultima generazione, che si aggiungono ai moderni “Jazz” ed ai “Minuetto” già circolanti. Altri nuovi treni, fino ad un totale di 43, sono previsti in arrivo entro i prossimi due anni.

Adesso potenziamo i servizi ordinari

Una dotazione di tutto rispetto per i servizi ferroviari da erogare in Sicilia, grazie alla quale la Regione dovrà chiedere, e pretendere, una maggiore quantità e qualità del servizio al gestore Trenitalia. Checché se ne dica, la Sicilia non vive di solo turismo, e necessita di servizi ordinari all’altezza delle esigenze di chi deve spostarsi quotidianamente, in estate come d’inverno. Studenti e pendolari che utilizzano sempre più il treno come mezzo di trasporto e che vorrebbero continuare a farlo a dispetto di qualche criticità che, purtroppo, continua a caratterizzare il servizio.

Non mi riferisco alle citate carenze infrastrutturali, rispetto alle quali gli interventi in corso daranno i loro frutti fra qualche anno. Nè al mantenimento in esercizio di vetuste automotrici diesel (le famigerate ALN668) che risalgono agli anni ’70 del secolo scorso e che continuano a fornire un poco invidiabile servizio sulle linee del trapanese e sulla Siracusa-Canicattì. Ne do per scontata (speriamo bene) la sparizione entro il prossimo biennio, grazie all’arrivo dei nuovi convogli bimodali, capaci di percorrere indifferentemente le linee di cui sopra e quelle elettrificate.

Il pensiero di chi, come il sottoscritto, utilizza spesso il servizio e recepisce i “feed back” dell’utenza, va innanzitutto ad alcune criticità negli orari, dove occorrerebbe semplicemente verificare tutte le corrispondenze tra le varie relazioni regionali. Per fare un esempio, capita di arrivare a Palermo Centrale da Messina o Agrigento e vedere partire, nello stesso momento, il treno del passante ferroviario verso l’aeroporto.

L’importanza (incompresa) dei servizi di tipo metropolitano

In chiave quantitativa, occorre senza dubbio incrementare la frequenza dei treni lungo i passanti ferroviari di Palermo e Catania, nonché lungo la metroferrovia di Messina. Assi che rispondono ad esigenze di tipo metropolitano che non possono essere utilizzati per un servizio concepito su scala regionale.

Dove, come succede a Palermo, un treno su due è un “regionale veloce” e salta, inopinatamente, importanti fermate: tra queste, ad esempio, Tommaso Natale ed Isola delle Femmine. Un maggiore coinvolgimento dei Comuni, in questo senso, sarebbe assolutamente necessario, anche per coordinare fra loro i diversi vettori ed i diversi gestori. Si pensi, ad esempio, che a Catania manca il biglietto integrato.

Treni ancora lenti

Occorrerebbe dare un’occhiata anche alle “tracce”, ovvero alle tabelle di marcia dei treni, troppo lunghe. In altri termini, i treni viaggiano ancora lentamente tra una stazione e l’altra, anche laddove si sono spese ingenti somme per potenziare le infrastrutture. L’ho evidenziato in tempi non sospetti all’interno del mio studio sul Passante ferroviario di Palermo , che chi vuole può leggersi sul sito Sicilia in Progress. Tabelle di marcia più adeguate alle caratteristiche tecniche reali di linea e convogli potrebbe comportare il recupero di decine di minuti, rendendo ancor più competitivo il servizio ferroviario rispetto ad altri vettori.

Sono solo alcuni esempi di quanto si può e si deve fare per il servizio ferroviario in Sicilia. Dove, In sintesi, i successi di questa estate confermano che la gente apprezza sempre più il treno. Occorre, a questo punto, consolidare questa tendenza, migliorando ancora l’offerta, nella qualità e nella quantità. I margini di crescita, in tal senso, sono ancora notevoli.

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