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“Stragi, banditi e povertà. Storia di un padre”, raccontato da Maria Monica Gentili.

E’ stato presentato ieri in un’affollatissima Sala delle Missioni presso la Biblioteca centrale della Regione Siciliana il libro “Stragi, banditi e povertà. Storia di un padre” di Maria Monica Gentili. Si tratta di un romanzo storico che richiama alla memoria l’attentato di Bellolampo, in Sicilia, nel 1949, dove morirono 7 giovani Carabinieri. Il tragico avvenimento ebbe vasto eco nel tempo e fu la risposta degli uomini del bandito Salvatore Giuliano ad uno Stato che aveva potenziato la presenza delle forze dell’ordine dopo la strage di Portella della Ginestra avvenuta due anni prima, sempre in provincia di Palermo, durante la festa dei lavoratori. Una tragedia di stampo mafioso rimasta nella storia. Tra gli uomini di rinforzo inviati in Sicilia c’era anche Primo Gentili, padre di Maria Monica e giovane carabiniere. Primo Gentili venne coinvolto nella rappresaglia di Bellolampo, ne uscì fortunatamente indenne ma vide morirsi accanto i sette compagni e visse in prima persona quel clima di violenza e di paura. La scrittrice parte da questa tragica vicenda e ne ricostruisce le varie fasi attraverso i racconti e le esperienze vissute in famiglia, e approfondimenti personali frutto di minuziose e appassionate ricerche.

Un momento della presentazione del libro foto Biblioteca centrale Regione Siciliana

A dialogare con l’autrice l’ispettore regionale dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri, Ignazio Buzzi. Moderatoree  il vice segretario regionale vicario, Roberto Leone. Erano presenti il Generale di Brigata Luciano Magrini, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, il Colonnello Andrea Desideri, Comandante del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, gli alunni della 2^ e 3^ C del Liceo Classico Vittorio Emanuele II accompagnati dai professori Assunta Picone e Igor Cardella. “Un romanzo – ha rilasciato Maria Monica Gentili, – rivolto anche ai ragazzi che ringrazio per essere presenti. Questo libro vuole essere un investigare sulle cause sociali alla base delle diverse scelte di vita dei protagonisti, entrambi figli di una medesima povertà”.

Il giornalista Roberto Leone con Maria Monica Gentili foto Biblioteca Centrale Regione Siciliana

Due anni di lavoro – ha dichiarato Roberto Leone, – per realizzare questo libro partendo dal ricordo di suo padre. Un romanzo pieno di dettagli. Voglio ricordare anche otto giornalisti uccisi in Sicilia che è il numero più alto in Europa, uccisi alla ricerca della verità”. Per l’ispettore Regionale, Ezio Buzzi, “l’Arma dei Carabinieri è formata da tanti uomini che hanno fatto una scelta di vita. Una scelta etica e non una scelta criminale. Con la loro scelta hanno reso un servizio alla collettività. Scegliere una vita per lo Stato e non contro lo Stato”.

Fabio Gigante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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