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SICILIA: PER I PRODUTTORI DI MIELE UNA ANNATA DA DIMENTICARE.

LA PROPOSTA DI EDY BANDIERA

ANNATA DISASTROSA PER I PRODUTTORI DI MIELE. ECCO LA MIA PROPOSTA 

di Edy Bandiera 

Produzione di miele di zagara di arancio e di sulla,  quasi azzerata in molte zone della Sicilia. Le perdite di produzione hanno punte anche al 95%. Una vera e propria calamità si è abbattuta, quest’anno, sui produttori siciliani di miele, a causa di tutta una serie di avversità climatiche e meteorologiche che si sono verificate durante il periodo della fioritura delle specie vegetali in questione. Basse temperature, forte vento e, in ultimo, le piogge cariche di sabbia desertica, hanno fortemente compromesso la produzione.

Il comparto Siciliano sviluppa una economica importante che, notoriamente, si caratterizza anche per una produzione di mieli di straordinaria qualità. Nella nostra regione sono attive circa 1200 aziende, nel comparto apistico, con oltre 125 mila alverari, facendo della Sicilia la terza regione italiana per numero di aziende e per produzione. 

L’eccezionalità dell’annata, impone misure straordinarie, se non vogliamo lasciare nella disperazione i nostri valorosi produttori e se non vogliamo perdere questo patrimonio eccezionale,  anche dal punto di vista della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.

Conoscendo la sensibilità del Governo regionale e avendo precisa contezza della capacità del dipartimento agricoltura della regione siciliana, suggerisco di attivare, immediatamente, l’iter di modifica dell’attuale Psr (cosa che già negli scorsi anni abbiamo realizzato più volte, con successo, andando incontro, concretamente, ad alcune emergenze che attanagliavano comparti importanti della nostra agricoltura), creando la sottomisura 10.1.i – “Apicoltura per la preservazione della biodiversità”, che consentirebbe di poter erogare aiuti economici che, in base alle economie presenti e ai fondi assegnabili, potrebbero avere importi da 22 a 40 euro ad alverare, con tetti di di 20-30 mila euro, per ogni singola azienda.

Sostenere concretamente le nostre aziende, attraverso l’impiego di fondi comunitari e senza gravare sul bilancio regionale è possibile. 

Occorre farlo e fare presto.

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