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Sicilia formazione, Ecco la Top Five dell’Avviso 7

Analisi dei protagonisti della formazione in Sicilia e l'urgenza di una trasformazione profonda del sistema educativo regionale

Ecco la Top Five della Formazione in Sicilia: le prime classificate dell’Avviso 7

 

Una graduatoria tanto attesa quanto discussa ha finalmente visto la luce, delineando le realtà formative più rilevanti in Sicilia. Sebbene l’elenco ufficiale non sia ancora apparso sul sito regionale, l’entusiasmo e la delusione si mescolano tra coloro che attendevano con ansia questa rivelazione. Mentre alcuni accettano il verdetto con rassegnazione, altri ponderano ricorsi in caso di irregolarità palese. Una panoramica dettagliata di chi primeggia e chi si colloca ai margini della formazione nell’isola.

La distribuzione dei fondi e le principali sigle della Formazione

Palermo, 24 marzo 2024 – Si assiste a una svolta nell’allocazione dei fondi destinati alla formazione in Sicilia, con un’attenzione particolare rivolta a settori cruciali per il mercato del lavoro. I meccanici, gli impiantisti, i costruttori, i camerieri, i sommelier, gli addetti informatici e i tecnici della comunicazione sono tra i principali beneficiari della prima tranche di 68 milioni dell’Avviso 7. Una vera novità rispetto alle precedenti assegnazioni, con conseguenze che vanno al di là della mera distribuzione economica, ma che lascerà alcune associazioni con l’amaro in bocca

 

Ma chi sono i primi della classe della Formazione? e quali risorse ricevono?

L’elenco dei principali enti formativi rivela una gerarchia consolidata nel panorama della formazione siciliana.
Sono, probabilmente quelli della norma “piglia tutto” che con il buon senso delle sigle e associazioni medio piccole e il contributo dell’Assessorato e Ars hanno abrogato.
Ma vediamo i “primi della classe”:
Euro si piazza al vertice con un finanziamento di 1 milione e 900 mila euro per 15 corsi, seguito da Ted con un milione e 739 mila euro per lo stesso numero di corsi. Seguono poi Infaop, Cesam-Centro studi aziendali Mediterraneo e Isors.

Nuova direzione per la formazione siciliana

L’Avviso 7 introduce un nuovo paradigma nell’assegnazione delle risorse formative, ponendo l’accento sui profili professionali richiesti dal mercato del lavoro (l’auspicio è che si evolva ancora di più) . Questo cambio di prospettiva mira a garantire una migliore corrispondenza tra l’offerta formativa e le reali esigenze occupazionali dell’isola. Non più un semplice finanziamento basato su scelte interne degli enti, bensì un’obbligatoria aderenza agli indirizzi stabiliti dalla Regione, altrimenti si rischia l’esclusione dai finanziamenti.

La geografia della Formazione

Dall’analisi territoriale emerge una distribuzione eterogenea dei corsi, con un maggiore concentrarsi a Palermo e una presenza più limitata in altre province. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato dell’assessorato alla Formazione è quello di garantire un’accessibilità diffusa, evitando concentrazioni eccessive in determinate zone. Il numero di allievi iscritti ai corsi testimonia l’ampia portata dell’iniziativa, con una partecipazione significativa che coinvolge diverse città e comunità.

Le aspettative e ancora una riforma radicale

Dunque, è innegabile che una revisione del sistema formativo non possa essere più rimandata. È necessario un coinvolgimento esteso e inclusivo di tutte le parti interessate per garantire una politica veramente democratica e rispondente alle esigenze della nostra società. La “politica” stessa, intesa come l’arte del governo della polis, ossia della comunità, deve orientarsi verso una governance partecipativa e responsabile, abbandonando favoritismi e nepotismi e puntando a far crescere la Sicilia su un piano paritario rispetto ad altre regioni che procedono a un ritmo nettamente diverso. È importante studiare nuovi approcci per non escludere nessuno, cercando fonti di finanziamento alternative e distribuendo in modo equo e trasparente le opportunità di lavoro, con una presenza diffusa su tutto il territorio, anche nei centri più piccoli.

Non possiamo continuare a fare impresa affidandoci alla fortuna, come è avvenuto nel caso del click day. È preoccupante pensare che alcuni enti, seppur piccoli ma professionalmente validi, siano stati esclusi a causa di problemi tecnici come connessioni lente o procedure burocratiche ostacolate. Dietro la presentazione di progetti ci sono il lavoro di tante persone e notevoli investimenti economici, che non possono essere ignorati.

Quindi, il motto è andare avanti, ma dobbiamo guardare a un futuro che sia equo, trasparente e condiviso. Attraverso una distribuzione mirata delle risorse e una maggiore attenzione ai profili professionali richiesti dal mercato del lavoro, speriamo di promuovere una crescita economica più inclusiva e sostenibile. Ora è importante monitorare l’effettiva implementazione dei corsi e valutare i risultati ottenuti, con l’obiettivo di riformare radicalmente il sistema formativo regionale, garantendo un accesso equo e una qualità uniforme per tutti i cittadini siciliani.

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