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RUBRICA DELL’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ INFORTUNIO SUL LAVORO: COME OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO

 

Cosa è l’infortunio sul lavoro?

L’infortunio sul lavoro è una sciagura che si verifica in durante il periodo dell’attività lavorativa. Tale sinistro è coperto dall’assicurazione obbligatoria e prevedere il risarcimento del danno patito dalla vittima/lavoratore. Nel concetto di infortunio sul lavoro, si deve intendere in “senso lato” gli incidenti causati da agenti aggressivi esterni tali da provocare danneggiamenti all’integrità psico-fisica del lavoratore come ad esempio, sostante tossiche (si pensi all’amianto ecc…) sforzi muscolari eccessivi oppure casi eccezionali come ad esempio “liti”.  Dunque, l’INAIL ricomprende tutti gli eventi che possono ledere la salute del lavoratore, lo svolgimento dell’attività lavorativa, ovvero, durante l’ora di lavoro, sul posto di lavoro, sul percorso casa-lavoro, tutti quegli eventi con rapporto indiretto di causa effetto tra l’incidente che causa l’infortunio e l’attività lavorativa.

La definizione di infortunio sul lavoro (D.P.R. 30/06/1965 n. 1124) con la quale si indica un evento che si verifica per cause violente sul lavoro, ivi inclusa (come sopra descritto) la morte e/o l’inabilità al lavoro permanente, assoluta o parziale o l’invalidità temporanea assoluta che comporti un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni. Affinché una circostanza verificatosi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, per essere considerato infortunio sul lavoro deve presentare alcune caratteristiche ben specifiche:

  • Immediato, circoscritto nel tempo con causa violenta, imprevedibile e violento;
  • Quando si protrae nel tempo potrebbe insorgere una malattia professionale;
  • L’incidente sul lavoro, avviene in un momento ben preciso dell’orario di lavoro, mentre il lavoratore sta svolgendo un’attività e subisce un danno;
  • Inoltre, deve comportare un’assenza, definita dal medico competente, di almeno tre giorni dovuta a un danno biologico certificato;
  • Le cause e le circostanze devono rientrare nell’occasione di lavoro.

Dunque, l’infortunio sul lavoro si definisce tale solo quando colpisce il lavoratore mentre svolge la sua mansione o si trova in orario operativo. Un caso esemplificativo, quando avviene un incidente durante la pausa pranzo, è previsto il risarcimento del danno, viene così definito incidente in itinere.

Procediamo per passi. Come si ottiene il risarcimento del danno? Cosa significa danno biologico?

Il danno biologico è un evento che si può manifestare a seguito di incidenti sul lavoro. Tale danno deve arrecare al lavoratore una menomazione o una forma di inabilità temporanea e/o permanente. Per cui quando il datore di lavoro, ha inoltrato la denuncia agli organi di competenza, INAIL dedita alla valutazione degli infortuni sul lavoro. Al fine di poter valutare il singolo infortunio INAIL si serve delle “tabelle delle menomazioni” i quali indicano l’incidenza sulla validità psicofisica del soggetto danneggiato. Una volta valutato l’infortunato, INAIL provvede ad erogare la dovuta prestazione assistenziale secondo le disposizioni di legge. In tal caso si possono presentare due situazioni:

  • Il lavoratore può accettare il danno biologico disposto dal INAIL;
  • Il lavoratore qualora non fosse d’accordo con la valutazione del danno, potrà presentare opposizione entro tre anni presso la sede INAIL competente.

Quali sono le prestazioni che eroga INAIL:

Gli infortuni sul lavoro si distinguono in due diverse aeree di danno:

  • In base all’inabilità del lavoratore permanente e/o temporanea al lavoro. In tal caso, infatti, INAIL eroga un indennizzo in sostituzione alla retribuzione dal quarto giorno successivo alla data di infortunio, compresi i giorni festivi, fino alla guarigione clinica. L’indennizzo può avere un valore del 60% (fino al 90° giorno), del 75% (retribuzione media dal 91° giorno). Per cui i primi tre giorni compreso quello dell’infortunio sono a carico del datore di lavoro, il quale paga la retribuzione completa del giorno dell’incidente e il 60% della retribuzione per i tre giorni successivi.

Per cui se il lavoratore presenta:

  1. Un danno biologico permanente tra il 6% ed il 15% dell’invalidità psicofisica, l’INAIL dovrà erogare un indennizzo in base alla menomazione che presenta il lavoratore;
  2. Se il lavoratore presenta un danno biologico permanente tra il 16% ed il 100% l’INAIL dovrà erogare un indennizzo in rendita dal giorno successivo alla guarigione clinica, basandosi sulle tabelle delle menomazioni.
  • In caso di morte del lavoratore, l’INAIL dovrà erogare un indennizzo a favore dei superstiti, ovvero della sua famiglia. In particolare il 50% della retribuzione al coniuge, il 20% a ciascun figlio ed il 20 % a ciascun genitore naturale o adottivo e a ciascuno dei fratelli o sorelle se non vi sono figli o coniugi, salvo sempre la rinuncia all’eredità.

In caso di morte, quali sono i diritti riconosciuti agli eredi?

In caso di morte del dipendente, oltre il profilo penale, si profila una responsabilità contrattuale/civile per la violazione dell’obbligo di sicurezza e, dunque, la necessità di risarcire al dipendente, se in vita o ai suoi eredi il danno per perdita del familiare. L’Inail riconosce ai familiari dei lavoratori deceduti a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale delle prestazioni quali la rendita e il risarcimento del danno. La rendita viene riconosciuta dall’INAIL al coniuge superstite ed ai figli. In mancanza dei prossimi congiunti tali diritti viene riconosciuto ai genitori naturali o adottivi e ai fratelli e sorelle conviventi e a carico del lavoratore. Per quanto riguarda il risarcimento del danno biologico, morale e patrimoniale per la morte del lavoro, nel caso in cui venga riscontrata nelle cause del decesso del lavoratore, una colpa del datore di lavoro, i familiari della vittima hanno diritto al risarcimento dei danni biologici, morali e patrimoniali subiti. Dunque, il risarcimento del danno biologico sarà di natura iure proprio quando inerente alle lesioni all’integrità psico-fisica subite dai familiari della vittima e causate dall’evento nefasto. Ogni erede potrà agire in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti a cause delle sofferenze patite sia fisiche sia morali per la perdita del parente. Il danno sarà iure hereditatis quando tra l’infortunio e la morte del lavoratore sia trascorso un apprezzabile lasso di tempo quest’ultimi avranno diritto al risarcimento dei danni patiti. In tal caso sono risarcibili tutti i costi e le spese processuali sostenute nonché i patimenti economici e patrimoniali di cui i familiari si sono fatti carico a causa della morte del lavoratore.

La materia in oggetto necessita di ulteriori approfondimenti per la quale bisogna esaminarli in relazione al singolo caso concreto. Per maggiori informazioni e/o pareri in merito alla questione consultate il sito www.avvocatoquartararo.eu

 

 

Francesca Paola Quartararo

Avvocato Francesca Paola Quartararo

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