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Palermo. Arresti e corruzione. Arcuri fa un passo indietro. Ecco le dichiarazioni del Sindaco e dell’opposizione

Il Sindaco Orlando in più comunicati ha dichiarato l’uscita di scena dell’Assessore Arcuri:

“Confermo pieno sostegno ed ogni ulteriore collaborazione all’attività degli organi inquirenti perché si faccia piena luce su ogni ipotesi di comportamento illecito a danno della città e del programma dell’Amministrazione comunale.

Ho sentito Emilio Arcuri che mi ha manifestato la sua disponibilità a non ricoprire incarichi nella Giunta comunale, in questa fase delicata ed anche per consentire a lui stesso e agli Organi inquirenti di fare piena luce.

Ho apprezzato tale disponibilità e comunico pertanto che nei prossimi giorni provvederò alla designazione del terzo nuovo assessore della Giunta.”

Nel secondo comunicato il Sindaco dichiara:

“Questa vicenda dimostra il primato della politica e dimostra la separazione divisione fra indirizzo politico e attività amministrativa.

In questo caso specifico, di fronte a richieste private di modificare il PRG, la politica ha risposto picche.

Siamo di fronte ad una scelta politica della Giunta prima e del Consiglio comunale dopo che hanno negato le modifiche al PRG perché pensano che quelle aree debbano essere utilizzate per edilizia popolare e non per edilizia privata.

Questa vicenda getta luce e non ombre sull’amministrazione, proprio perché è evidente e certificato che l’Amministrazione si è opposta all’operazione che è oggi motivo degli arresti.”

Lo ha dichiarato il Sindaco Leoluca Orlando nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina in merito all’indagine giudiziaria che coinvolge consiglieri e dipendenti comunali, ricordando che in merito ai programmi costruttivi oggetto dell’indagine una specifica riunione di Giunta comunale e poi una con le forze consiliari di maggioranza si svolge per esprimere il parere negativo del Sindaco e della Giunta.

I provvedimenti furono poi effettivamente respinti dal Consiglio comunale con voto a maggioranza.

Il Sindaco ha comunicato di aver dato disposizione stamattina al Segretario generale di avviare le procedure previste dal contratto per l’applicazione delle misure cautelari previste nei confronti dei dipendenti indagati e di aver dato disposizione all’Avvocatura comunale di predisporre quanto necessario per la costituzione di Parte civile nei confronti di tutti gli indagati.

Anche l’on. Marianna Caronia ha diramato un comunicato che recita:

“C’è un elemento inquietante che emerge dall’indagine giudiziaria che coinvolge consiglieri e dipendenti comunali: mentre il Consiglio comunale e la cittadinanza attendono da mesi, se non da anni, la redazione di un nuovo Piano regolatore da discutere e approvare in Consiglio con trasparenza e nel rispetto di regole democratiche, altri, a quanto pare per interessi del tutto personali, hanno avuto accesso a documenti in solitaria e ciò getta ombre su quanto effettivamente “segreta “ sia questa elaborazione.
Un Piano regolatore moderno e trasparente, frutto del lavoro e del confronto politico dell’intero Consiglio Comunale, è di sicuro il principale antidoto a comportamenti irregolari e alle tentazioni di piegarlo ad interessi criminali di ogni  tipo.
La città di Palermo ha bisogno di un PRG che raccolga le voci delle categorie interessate ed ha bisogno di averlo in tempi estremamente rapidi.
Per troppe volte Orlando e i suoi gli Assessori hanno preannunciato l’invio di questo piano  ma sistematicamente lo hanno disatteso.
Se non vuole apparire complice in ragione della poca trasparenza, Orlando, che comunque ha una oggettiva responsabilità in quanto al vertice della Giunta, venga in Consiglio con i suoi assessori e con un sussulto di orgoglio sappia assumersi le sue non certo lievi responsabilità politiche.

Per quanto ci riguarda non possiamo  assistere inerti a quanto accaduto e assumeremo ogni necessaria iniziativa che porti al ripristino della legalità e della democrazia.”

 

Lo ha dichirato Marianna Caronia, consigliere comunale e deputato regionale della Lega, commentando la vicenda degli arresti di Consiglieri comunali, funzionari comunali ed imprenditori.

 

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