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ORCHESTRA JAZZ SICILIANA – FONDAZIONE THE BRASS GROUP- ESCLUSA DALLA CULTURA

La Fondazione The Brass Group esclusa dalle provvidenze statali?

Si, non è uno scherzo di cattivo gusto. La Fondazione musicale che di jazz ne ha fatto la sua Mission viene castrata dal Ministero che promuove cultura.

Una strana anomalia di sistema che inficia sul futuro di una prestigiosissima istituzione musicale che da oltre 50 anni produce, cultura, musica e lavoro.

Siamo ai limiti dell’indecenza comportamentale di chi ha la responsabilità di gestire denaro pubblico. Probabilmente chi rappresenta la commissione valutatrice non ha conoscenza adeguata per potere redigere quella graduatoria che mortifica, anzi  uccide chi da sempre investe denaro e salute a garanzia della continuità culturale, sociale e di sviluppo della musica JAZZ nel mondo.

L’ORCHESTRA JAZZ SICILIANA – FONDAZIONE THE BRASS GROUP

ESCLUSA DALLE PROVVIDENZE STATALI

C’è del marcio in Danimarca ?” S’interroga Ignazio Garsia, presidente della Fondazione The Brass Group, dopo l’esclusione dell’Orchestra Jazz Siciliana – Fondazione The Brass Group dal Fondo Unico dello Spettacolo del Ministero dei Beni Culturali. “Un provvedimento inquietante – continua Ignazio Garsia – perché è forte il sospetto che una Commissione valutatrice che attribuisce, per esempio, un punteggio bassissimo al Teatro alla Scala e altissimo alla Compagnia Lirica Peloritana, abbia commesso un macroscopico errore nell’apprezzamento, talmente abnorme e grossolano da essere evidente a chiunque, anche a chi non frequenta i teatri musicali, di ravvisare la palese incongruità della valutazione.

E poiché è sempre maggiore il sospetto che l’assenza di criteri specifici e trasparenti favorisce l’applicazione, da parte dell’esperto di jazz della Commissione Consultiva del Ministero, di giudizi arbitrari guidati dalla logica di favorire i soli raccomandati, ci stiamo riservando di valutare meglio con i nostri legali la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica.

In disparte la necessita della Fondazione, d’ora in poi, di rivolgersi al TAR Lazio, orientato sempre di più con le ultime pronunce adottate a richiedere al Ministero le concrete e reali motivazioni che hanno condotto al negativo giudizio espresso ed impugnato.

“Un provvedimento, prosegue il Maestro Garsia, teso a sfregiare una delle più antiche istituzioni del Paese che opera da quasi 50 anni ed è perciò considerata, oramai, patrimonio di tutti i siciliani per l’unica orchestra italiana a partecipazione pubblica (legge regionale 1 febbraio 2006, n. 5) che opera stabilmente nell’unico teatro pubblico storico che esista al mondo destinato al jazz e che in oltre 3.000 concerti promossi, ha ospitato alcuni tra i più grandi protagonisti della storia del jazz e formato, attraverso la sua Scuola di Musica, centinaia di giovani musicisti di riconosciuto valore”.

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