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Ora legale ad ora solare: il dibattito aperto in europa non ha ancora raggiunto un accordo

Il dibattito aperto in sede europea non ha ancora raggiunto un accordo sull’abolizione del passaggio da ora legale ad ora solare. Tra sabato 30 e domenica 31 ottobre  le lancette si sposteranno indietro di un’ora.

 

Europa: Ora legale ad ora solare questo è il dilemma?

 

Negli ultimi anni si è molto discusso della possibilità di abolire il cambio d’ora.

Dopo un sondaggio del Parlamento Europeo risalente al 2018 nel quale l’84% dei cittadini interpellati (oltre 4,5 milioni) si erano detti favorevoli all’abolizione del passaggio da ora legale ad ora solare, la Commissione europea propose agli stati membri di scegliere quale orario adottare definitivamente, cercando di uniformare le decisioni il più possibile. Il rischio, infatti, era quello di avere un’Europa frammentata, costringendo chi si sposta tra più Paesi a cambiare ora ogni qualvolta si attraversa un confine nazionale, in un continente nel quale peraltro ci sono già più fusi orari diversi tra loro.

Il dibattito aperto in molti paesi europei  ad oggi non ha portato ad una decisione congiunta e definitiva, pertanto nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 ci sarà il passaggio dall’ora legale all’ora solare.

Le lancette saranno spostate  indietro di un’ora, passando dalle 3 alle 2, un cambio che sarà automatico nella maggior parte degli orologi elettronici. Gli effetti più immediati e visibili di questo spostamento saranno il fatto di poter dormire un’ora in più tra il 30 e 31 ottobre e le maggiori ore di buio, dato che il sole tramonterà 60 minuti prima il pomeriggio, ma sorgerà in anticipo di mattina, regalandoti più luce al risveglio.

L’ora solare durerà fino a sabato 26 marzo, dato che a partire da domenica 27 marzo 2022 tornerà l’ora legale, che contribuirà ulteriormente a farci accorgere del graduale allungamento delle giornate.

 In Italia dal 1966 avviene ogni anno il passaggio da ora solare ad ora legale e viceversa. Per il nostro Paese,   l’ora legale grazie a  60 minuti in più di luce al giorno favorisce  un risparmio energetico da parte dei cittadini, che possono utilizzare meno energia elettrica per l’illuminazione, che viene ritardata a causa della maggiore presenza del Sole nelle ore pomeridiane. Questo minore consumo energetico, inoltre, non è vantaggioso solo dal punto di vista economico ma fa bene anche all’ambiente, vista la minore produzione di CO2.

Tuttavia, esistono molti Paesi con una situazione diversa da quella italiana: basta pensare  ad esempio a quelli situati nel Nord Europa, nei quali, durante l’estate, le ore di luce sono in ogni caso tantissime, rendendo di fatto inutile il cambio d’ora. È per questo motivo che l’Unione Europea ha faticato a lungo a trovare un accordo con tutti i suoi stati membri, e infatti è solo dal 1996 che i Paesi europei hanno iniziato ad adottare l’ora legale in maniera uniforme, anche se alcuni di questi non ne sono mai stati pienamente convinti.

A parte il disaccordo sull’utilità di avere più ore di luce in primavera ed estate, il cambio dell’ora ha anche alcune conseguenze negative che possono essere più accentuate per alcune persone. Basti pensare ai  disturbi del sonno, come la difficoltà ad addormentarsi per chi fatica ad abituarsi al nuovo orario, ma anche problemi di concentrazione e sbalzi d’umore. Non è un mistero infatti che le ore di luce solare influenzino i ritmi circadiani, ovvero quelli che aiutano il nostro organismo a regolare il ciclo sonno-veglia, che in poche parole determina quando avere sonno e quando invece è il momento di svegliarci.

 

Caterina Guercio

 

 

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