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MONDELLO, LA PEDONALIZZAZIONE: CHI TROPPO VUOLE……

Un approccio troppo radicale spesso compromette il risultato di un intervento. Mondello ne è un esempio

Mondello è da sempre oggetto di attenzioni particolari da parte dell’amministrazione comunale palermitana. Questa estate abbiamo assistito ad un esperimento riguardante la mobilità al suo interno, che nelle intenzioni dell’amministrazione avrebbe dovuto rendere più piacevole la fruizione della località balneare.

La pedonalizzazione 

Frequentatissima e difficilissima da raggiungere nei mesi estivi, questa borgata marinara è stata praticamente pedonalizzata per tutta la parte che riguarda la strada litoranea, l’elegante viale Regina Elena. Tutto il traffico che vi passava è stato trasferito in due fasi, il 15 giugno ed il 20 luglio scorsi, nelle strade parallele di monte. In tal modo la strada litoranea si è presentata libera dagli autoveicoli, e continuerà ad esserlo per qualche altra settimana.

Un intervento che in linea di massima trova d’accordo i cittadini, che si vedono allontanare le inquinanti automobili da aree così pregiate e frequentate. Tuttavia, mi sento di fare qualche appunto, soprattutto alla luce delle segnalazioni che mi sono giunte come amministratore della pagina facebook Palermo in Progress.

Esse riguardano, principalmente, l’organizzazione del trasporto pubblico, fondamentale per raggiungere Mondello nell’ambito di una così forte limitazione del mezzo di trasporto privato.

Le criticità del servizio pubblico

Innanzitutto è stato fortemente criticato l’utilizzo di poche navette per il collegamento al parcheggio di via Galatea: la loro frequenza è di un passaggio ogni 10 minuti.  Ci si sarebbe aspettato uno sforzo maggiore di fronte a decine di migliaia di persone che ogni giorno si spostano dalla città a Mondello e viceversa.

In realtà, non ci meravigliamo affatto della scarsa presenza di mezzi pubblici AMAT. La municipalizzata continua a vivere una drammatica carenza di autisti, che, giocoforza, limita la circolazione dei mezzi. Probabilmente si tratta del problema più grande per l’azienda palermitana dei trasporti pubblici. Se non risolto, ed in fretta, la mobilità palermitana, continuerà ad essere caratterizzata dall’uso massiccio del mezzo privato.

Il traffico intasato ed il deserto pedonale

Ma c’è dell’altro. Sul servizio di navette, oltre che sulle altre linee AMAT convergenti su Mondello, si verificano ritardi notevoli. Effetti più che probabili dell’intasamento di via Principe di Scalea, utilizzata per l’intero deflusso veicolare da e per la borgata. Ho potuto constatarlo di persona durante un sopralluogo filmato che ho effettuato per la mia pagina facebook (qui il link).

Il fenomeno riguarda soprattutto la parte percorribile a doppio senso di circolazione (da viale Galatea a viale Margherita di Savoia), dove defluiscono sia i mezzi pubblici che quelli privati. Si pensi che nei momenti peggiori, l’attesa del bus alle fermate ha superato abbondantemente la mezz’ora.

Nello stesso tempo, la parallela litoranea si presenta libera non soltanto dalle automobili, ma anche dai pedoni. Cosa è successo? Semplice: in presenza di ampi marciapiedi alberati, gli avventori  hanno preferito di gran lunga utilizzare questi spazi piuttosto che la parte carrabile della carreggiata. Cosa peraltro non piacevole, se si considerano gli oltre 40 gradi all’ombra di questi mesi estivi.

Un’ulteriore difficoltà ci è stata segnalata a proposito della manovra degli autosnodati che giustamente svolgono il servizio  Mondello-centro città (linea 806) dato il notevole afflusso e la necessità di vettori dalla capacità giusta. Rimane inoltre problematico il raggiungimento di Capo Gallo, a monte della piazza della borgata.

La proposta

In sintesi, possiamo senza dubbio affermare che il provvedimento che va nella giusta direzione: liberare le aree più pregiate della città dalla morsa del traffico veicolare. Tuttavia, sarebbe stato opportuno non ”radicalizzarlo” troppo.

Mi chiedo se non fosse il caso, invece che intasare la parallela di monte (via Principe di Scalea), non utilizzare almeno una corsia carrabile della litoranea per i soli mezzi pubblici. In tal modo si sarebbe notevolmente migliorato il deflusso di navette ed altre linee bus, garantendo il rispetto delle frequenze previste. E, magari, si sarebbe convinto qualche palermitano in più a lasciare l’automobile a casa, riducendo ulteriormente il traffico in zona.

Lasciare una corsia per i mezzi pubblici,  magari dalle caratteristiche meno inquinanti possibili (euro 6, in assenza di bus elettrici),  non avrebbe di certo compromesso la gradevolezza dell’ambiente né la sua percorribilità a piedi, vista la presenza di ampi marciapiedi. Peraltro, una corsia delimitata, ad esempio, da fioriere, avrebbe reso disponibile almeno metà della carreggiata agli stessi pedoni o alle biciclette.

A fronte di questo piccolo “sacrificio” di spazio pedonale,  l’effetto sarebbe stato, paradossalmente, quello di incrementare la fruizione della spiaggia, limitando nello stesso tempo l’afflusso di automobili. Infatti, ne sarebbe uscita fortemente potenziata l’efficacia del servizio pubblico, disponibile direttamente a ridosso della spiaggia.

Non essendoci, ormai, il tempo di rimediare nella stagione in corso, lascio volentieri questa idea a chi dovrà gestire la pedonalizzazione di Mondello per la prossima estate. Permettendomi, nel contempo, di sottolineare come un approccio ragionato, e libero da pregiudizi e radicalismi, riesce ad ottenere meglio l’obiettivo che ci si prefigge.

Sarebbe probabilmente il caso di utilizzare lo stesso modus operandi, in generale, nell’approccio alla gestione della mobilità… Dove spesso si è preferito il tifo, più o meno organizzato, al pensiero razionale.

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3 Commenti

  1. Giusto‼️
    Le crociate contro gli automobilisti non raggiungono mai pedonalizzazioni riconvertire! Perché non basta emettere una ordinanza, ma trasformare quello spazio pedonalizzato in spazio vivibile e vissuto

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