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In volo non ce n’è COVID

Le probabilità di contrarre il COVID-19 a bordo di un aereo sono estremamente basse. L’aria che respiriamo all’interno degli aeromobili infatti è molto più pulita e sicura di quella che si trova negli ambienti interni come le scuole, le abitazioni e gli uffici. I colossi dell’industria aeronautica: Airbus, Boeing e Embraer, stanno lavorando a nuovi sistemi di gestione dei flussi d’aria all’interno delle cabine dei passeggeri per portare a zero il rischio contagio.

Questo è quanto emerso dalle indagini condotte in questi mesi dai tre principali costruttori di aeromobili sulla dinamica dei fluidi computazionali (CFD). Sebbene le metodologie differissero leggermente, ogni simulazione dettagliata ha confermato che i sistemi di flusso d’aria degli aerei controllano il movimento delle particelle nella cabina, limitando la diffusione dei virus.

Il sistema di circolazione dell’aria è realizzato per immettere dall’esterno il 50% di aria, altrettanto, filtrata, dall’interno per 20-30 volte in un’ora. Per cui, l’aria che respiriamo in alta quota viene sostituita ogni 2-3- minuti. Ciò, non avviene negli ospedali, dove l’aria viene cambiata cinque volte in un’ora, mentre negli altri edifici (case, scuole, cinema, ristoranti) una sola volta o al massimo 2,5 volte ogni sessanta minuti.

Analizzando i dati è emerso che il rischio di trasmissione di malattie a bordo si riduce tantissimo per tre ordini di motivi: il primo, il flusso d’aria degli aerei viaggia ad una velocità di circa un metro al secondo, merito dei filtri HEPA, High Efficiency Particuate Air (filtro particolato), di ultima generazione che sono identici a quelli degli ospedali i quali hanno un tasso di efficienza tale da riuscire a catturare e bloccare batteri/virus superiori al 99,9%, andando a fermare virus molto piccoli anche di 0,01 micrometri di diametro; basti pensare che i coronavirus hanno una dimensione che va da 0,0 a 0,16 micrometri. I filtri vengono verificati con cadenza semestrale e sostituiti annualmente. Da quest’estate molte compagnie aeree hanno dimezzato i tempi di utilizzo sostituendoli ogni 6 mesi, almeno, fino a quando la pandemia non sarà terminata. L’aria che giunge dall’alto, dall’altezza delle cappelliere, scende velocemente in basso e viene poi catturata da altri filtri posti sul pavimento. Altro punto, è la barriera naturale dello schienale e in ultimo il flusso d’aria diretto verso il basso che evita che le particelle contagiose possano circolare in cabina.

Ulteriori indagini realizzata dalla IATA (International Air Transport Association) hanno evidenziato che “il rischio che un passeggero possa contrarre il virus a bordo – ha dichiarato Alexandre de Juniac, Amministratore Delegato della IATA – ha la stessa probabilità che venga colpito da un fulmine”. Un rischio estremamente basso.

“Dall’inizio del 2020 ci sono stati soltanto 44 potenziali casi identificati di trasmissione su 1,2 miliardi di viaggiatori – ha affermato il Dr. David Powell, consulente medico della IATA. Riconosciamo che queste cifre siano estremamente rassicuranti. Inoltre, la stragrande maggioranza dei casi pubblicati si è verificata prima che si diffondesse l’uso di protezioni per il viso durante il volo”. La raccolta dei dati della IATA è in linea con i bassi numeri riportati anche da uno studio pubblicato sul Journal of Travel Medicine, in cui si raccomanda l’uso delle mascherine, efficace per ridurre ulteriormente il rischio di contagio.

Un requisito comune ormai nella maggior parte delle compagnie aeree sin dalla successiva pubblicazione e implementazione della Guida al decollo da parte dell’ICAO (Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile). La guida, si basa su più livelli di protezione che coinvolgono sia gli aeroporti che gli aerei. L’uso delle mascherine è il più visibile. La gestione delle code ai check-in, la riduzione del movimento dei passeggeri in cabina ed i servizi di bordo semplificati da parte degli assistenti di volo sono tra le misure che l’industria aeronautica sta adottando per mantenere i voli sicuri, oltre ad un’intelligente disposizione dei posti dei passeggeri.

Per tal motivo l’Aviointeriors, azienda italiana che produce interni di cabina e sedili per aeromobili da oltre 40 anni, nella previsione di una graduale ripresa del traffico aereo, propone due soluzioni innovative per mantenere le distanze di sicurezza.

La poltrona Janus,che si contraddistingue per l’inversione del posto centrale della tripla, proprio per garantire il massimo isolamento tra i passeggeri seduti accanto l’uno all’altro mantenendo il massimo confort. Mentre i passeggeri seduti sui posti esterni, lato corridoio e lato parete, continuano ad essere posizionati nella direzione di volo come usale, il passeggero seduto al centro è rivolto in senso diverso. Ogni passeggero ha il suo spazio isolato dagli altri, anche dalle persone che transitano per il corridoio. Ogni posto della poltrona Janus è circondato su tre lati da una schermatura di altezza tale da impedire la propagazione del respiro verso gli occupanti dei sedili adiacenti.

L’altra soluzione è il kit Glassafe, realizzato in materiale trasparente può essere installato sulle poltrone attualmente esistenti per rendere più sicura la convivenza tra passeggeri che condividono il medesimo ambiente di viaggio. Aviointeriors, spera di ripristinare la fiducia dei passeggeri e aumentare le prenotazioni. Da mesi, la IATA ha esortato i paesi europei a riaprire le loro frontiere e a continuare ad allentare le misure preventive imposte, per aiutare l’industria aeronautica e il settore turistico.

Fabio Gigante

 

 

 

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