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I P8A-Poseidon di Sigonella pattugliano la flotta russa sul canale di Sicilia

Mosca tiene alta la tensione su Kiev e sull’Occidente spostando per mare e per terra le proprie Forze armate. Un gruppo navale anfibio della Marina russa composto da sei navi da sbarco, cinque della classe Ropucha e una della nuova classe Ivan Gren, nei giorni scorsi ha attraversato lo stretto di Gibilterra e in queste ore starebbe solcando il Canale di Sicilia. Della squadra russa che si prepara a congiungersi con altre navi russe provenienti dal Mar Rosso, via canale di Suez, ci sono l’incrociatore Varyag, il cacciatorpediniere Admiral Tributs e il rifornitore Boris Butoma.

In missione a bordo P A8 Poseidon di Petty Officer 3rd Class Zachary Dalton…

Il transito della flotta navale è monitorato dall’alto con i P-8A Poseidon, gli aeri da pattugliamento marittimo dell’US. Navy, di stanza a Sigonella. A sorvegliare quel tratto di mare anche i caccia F-18 Hornet imbarcati sulla portaerei USS Harry Truman, affiancati dal sottomarino nucleare Georgia, armato con missili da crociera Tomahawk. Il P-8A sostituisce il P-3C Orion che ha operato per decenni nella Sesta flotta degli Stati Uniti. Essenziale architettura del dominio marittimo statunitense, il P-A Poseidon è costruito sul telaio del Boeing 737-800.

NAS Sigonella con due Poseidon

E’ progettato per svolgere missioni di interdizione, ricerca e soccorso, intelligence, sorveglianza, ricognizione, acquisizione di bersagli e antisom. Della forza di pattugliamento marittimo di Sigonella fa parte il Patrol Squadron 16 (VP-16) schierato in Sicilia dall’aprile del 2017 a sostegno delle attività della Sesta flotta americana. Ha rilevato il Patron Squadron 45, ritornato nella base navale di Jacksonville, che ha effettuato 3.700 ore di operazioni.

Personale a lavoro a bordo di PA8 Poseidon foto AP-MAURICIO CUEVAS

Nella lotta antisommergibile nel Mediterraneo e nel Nord Atlantico, la US Navy utilizza i vettori con capacità Elint, Electronic signals intelligence, schierati in turnazione in quella che è definita Hub of the Med. Sigonella, in Sicilia, ospita permanentemente una forza di pattugliamento marittimo in rotazione semestrale per monitorare il movimento navale russo nel Mediterraneo. I velivoli schierati nella base siciliana, in attesa che venga ricostruita la forza di pattugliamento marittimo della Nato, effettuano voli di ricognizione anche nel Giuk gap.

Boe idrofoniche a bordo del P A8 Poseidon Foto U.S. Navy Mass Communication Specialist 2nd Class Austin Ingram-Released-

La nuova flotta antisom della Marina degli Stati Uniti nel Mediterraneo decolla da Sigonella, in Sicilia, sede anche  del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare Italiana. Una piattaforma di lancio per gran parte delle operazioni che si svolgono nel Mediterraneo. L’Italia ha più volte indicato il P-8 Poseidon come il futuro aereo da pattugliamento marittimo per sostituire il Breguet Br. 1150 Atlantic. A causa della mancanza di fondi il programma è stato più volte rinviato finché si è deciso di ordinare 4 ATR 72 in configurazione di pattugliatori marittimi con predisposizione per l’armamento antisommergibile.

Missione antisom Foto U.S. Navy Mass Communication Specialist 2nd Class Austin Ingram-Released

 

Al di là delle turnazioni programmate, l’obiettivo dei nuovi pattugliatori marittimi è la flotta russa nel Mediterraneo e, particolarmente, i sottomarini diesel-elettrici di quinta generazione classe Varshavyanka, progettati per svolgere missioni anti-sommergibile in ruolo hunter killer.

Un P A8 Poseidon al termine della missione Photo by Petty Officer 3rd Class Zachary Dalton.

Versione migliorata della Kilo, quest’ultima al di sotto dei cinque nodi di velocità risulta invisibile ai sonar passivi, la classe Varshavyanka implementa tecnologia stealth avanzata. Propulsi da motori a diesel-elettrici a bassissima emissione di rumore, possono colpire bersagli a lunghe distanze senza essere rilevati dai radar antisommergibile nemici. Salpando da Novorossiysk, nel Mar Nero, i sottomarini russi effettuano pattugliamenti nel Mediterraneo a sostegno dello sforzo militare in Siria.

Fabio Gigante

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