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Grifo e gli altri siciliani alla conquista della Nazionale azzurra

 

L’Italia di Roberto Mancini si appresta a debuttare agli Europei di calcio 2021 come una delle squadre favorite per il successo finale. Dopo aver clamorosamente fallito l’obiettivo della Coppa del Mondo in Russia con l’eliminazione patita nella fase di qualificazione, gli Azzurri grazie al loro nuovo tecnico si sono imposti negli ultimi due anni come una delle squadre a livello continentale che hanno raccolto più successi e più applausi da parte degli addetti ai lavori e dal pubblico dei tifosi.

Tanti sono stati i volti nuovi che l’ex tecnico di Inter e Manchester City ha voluto con sé nella sua nuova avventura nazionale. Tanti giovani e tanti giocatori di belle speranze hanno contribuito negli ultimi mesi a far ritornare grande l’Italia. Tra questi vogliamo ricordare anche Vincenzo Grifo, centrocampista offensivo classe 1993, nato a Pforzheim, in Germania, ma originario della Sicilia.

Il padre di Grifo è infatti nativo di Naro, in provincia di Agrigento, ed è partito, come tantissimi altri suoi corregionali, alla volta della Germania molti anni fa per fare fortuna. Qui è nato Vincenzo, talento puro del calcio italiano che prima della chiamata di Mancini nella nazionale maggiore aveva già giocato con le selezioni giovanili degli Azzurri (con l’Under 20 di Chicco Evani e l’Under 21 di Gigi Di Biagio), anteponendo prima di ogni cosa il tricolore dell’Italia.

Con la nazionale senior, Grifo ha sinora disputato 5 partite e già segnato due gol nell’amichevole dello stadio Franchi di Firenze contro l’Estonia. Grifo oggi gioca con il Friburgo nella Serie A tedesca. Con i rossoneri è alla sua terza esperienza professionale, dopo un primo biennio disputato tra le stagioni 2015/16 e 2016/17 (con 61 presenze e 21 gol in tutte le competizioni) ed una seconda parentesi nel 2019.

Grifo, che nel 2012 è stato vicinissimo a giocare in Serie A con la maglia della Lazio, si è subito imposto come uno dei giocatori migliori del massimo campionato tedesco, tanto da vincere l’anno scorso l’alloro per il miglior assist stagionale.

In Germania a comandare è sempre la formazione del Bayern Monaco che, nonostante l’agguerrita concorrenza di Lipsia e Borussia Dortmund, si avvia alla vittoria dell’ennesimo campionato, così come confermato dai pronostici Bundesliga. Ma il Friburgo di Grifo è lì a ridosso delle grandi e pronto a conquistare un posto nelle prossime competizioni europee.

Grifo è soltanto l’ultimo dei calciatori dell’isola della Trinacria che sono passati per la Nazionale. L’ultimo, prima di Grifo, è stato più di dieci anni fa Beppe Mascara, attaccante nativo di Caltagirone, diventato grande con il Catania in Serie A nel primo decennio del nuovo millennio.

Mascara è cresciuto a Comiso ed ha cominciato a giocare tra i Dilettanti del Ragusa, prima di trasferirsi in Campania, a Battipaglia, per disputare il sul primo campionato tra i professionisti della Serie C1. Sempre in Campania, prima ad Avellino e poi a Salerno, giocò negli anni successivi con alterne fortune in Serie B prima del ritorno in Sicilia, con il Palermo, la cui esperienza in rosanero fu funestata da mille infortuni che ne pregiudicarono la carriera agli inizi degli anni duemila.

Fu quindi a Catania che la carriera di Mascara prese la svolta. Il patron degli etnei all’epoca, Luciano Gaucci, lo stimava moltissimo, tanto da promettergli un bonus di mille euro ogni gol segnato con i rossoazzurri. Ai piedi dell’Etna, Mascara gioca e segna con regolarità. Dopo una parentesi a Perugia, Mascara tornò a giocare a Catania dove conquistò finalmente la promozione in Serie A.

Nella massima divisione, Mascara diventa protagonista di alcuni gol che sono rimasti nella storia della Serie A, tanto da meritarsi nel 2009 il premio per il goal dell’anno. Marcello Lippi, tecnico campione del mondo con la Nazionale in Germania, a fine campionato lo chiama in Azzurro e lo fa esordire nell’amichevole contro l’Irlanda del Nord: servirà un assist decisivo per Giuseppe Rossi.

Quella è stata la sua prima ed unica esperienza con l’azzurro della nazionale. Qualche tempo dopo, Mascara troverà un altro azzurro, quello del Napoli, società con cui, all’età di 31 anni, debutterà per la prima volta anche nelle coppe internazionali, prima in Europa League e successivamente in Champions League. Ma il giocatore siciliano che meglio di tutti ha rappresentato il proprio territorio in Nazionale è stato senza dubbio Totò Schillaci, il protagonista delle notti magiche di Italia ’90. Schillaci è stato uno degli attaccanti più rappresentativi della storia del calcio italiano.

Grazie alla buona stagione disputata con la maglia della Juventus (che lo prelevò dal Messina nel 1989 dopo che aveva vinto il titolo di capocannoniere della Serie B), l’allora commissario tecnico della Nazionale Azeglio Vicini lo convocò per la Coppa del Mondo del 1990 che l’Italia giocò in casa, come riserva di Andrea Carnevale nel pacchetto offensivo.

Entrò in campo contro l’Austria nella ripresa del match d’apertura, sbloccando in pochi minuti una gara destinata ad uno scialbo pareggio. Ed è qui che cominciò la favola di Totò da Palermo. Schillaci prese a segnare a ripetizione in quel Mondiale, anche in quella maledetta semifinale persa contro l’Argentina (ed anche nella finale per il terzo posto contro l’Inghilterra), vincendo alla fine del torneo il titolo di capocannoniere (con 6 gol) ed il trofeo di miglior giocatore della Coppa del Mondo.

Quell’anno, Schillaci mancò di un soffio anche la vittoria del Pallone d’Oro (finì dietro il tedesco Lothar Matthäus) ma la fama e la notorietà conquistate al Mondiale gli valsero l’interesse dell’emergente (e ricco) campionato giapponese, l’allora J. League. Nel paese del Sol Levante, Schillaci divenne ben presto un idolo assoluto e così, lo Schillaci del Mondiale di Italia ’90 riuscì a prolungare quell’aura mistica che lo circondava dalle “notti magiche” ancora per molti anni, prima del ritiro e del ritorno in Italia.

Schillaci è stato il simbolo di un’intera regione che, grazie alle prodezze del suo più illustre figlio, da quel momento è diventata ancora più nota. La Sicilia e i siciliani attendono un altro Schillaci in Nazionale, un altro trascinatore che possa far rivivere quelle emozioni, mai dimenticate nel cuore di tutti i tifosi di calcio.

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