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Esteri: l’Italia prenderà il comando tattico della missione europea Aspides in Mar Rosso

L'Italia impiegherà anche gli “aerei spia” acquistati da Israele.

Il comando tattico della missione europea “Aspides” anti-Houthi nel Mar Rosso sarà affidato all’Italia. Lo ha annunciato, con una nota, il ministro della Difesa, Guido Crosetto: “L’Unione Europea ha chiesto all’Italia di fornire il Force Commander dell’operazione Aspides nel Mar Rosso (l’ufficiale ammiraglio che esercita il comando imbarcato degli assetti navali che partecipano all’operazione). Nella nuova missione europea in Mar Rosso denominata “Aspides” saranno coinvolte sia la Marina che l’Aeronautica”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto nei giorni scorsi in Commissione Difesa di Camera e Senato per illustrare gli assetti italiani della missione, ha spiegato ai parlamentari che “sarà impiegata almeno una nave italiana per 12 mesi e si valuta anche l’invio di aerei con compiti di sorveglianza e raccolta dati”. Negli ultimi 2 mesi sono stati perpetrati più di trenta di attacchi da parte degli Houthi, gruppo armato dello Yemen. Il ministro in aula ha ricordato che l’Italia è già presente con assetti navali e personale in 3 missioni internazionali nell’area: Atalanta (Ue), Emasoh (europea a guida francese) e la Task Force 53 della Combined maritime forces (a guida Usa). Attualmente è la fregata Martinengo ad fornire “un ombrello di protezione al naviglio nazionale”. La nave potrebbe essere raggiunta a breve da una seconda unità navale, con tutta probabilità il caccia Duilio.

Specialistai a bordo di un Gulfstream G550 Foto AMI.

A queste potrebbero aggiungersi i “Gulfstream  G550 Caew” del 14° Stormo dell’Aeronautica militare che potrebbero essere rischierati in un aeroporto in zona di operazioni. “Aspides – ha spiegato Crosetto -, dovrebbe agire nel Mar Rosso e parte del Golfo Persico, inglobando, in qualche modo, l’altra operazione europea Emasoh ed auspichiamo possa prevedere la partecipazione di Paesi arabi moderati che volessero unirsi a questo sforzo collettivo di sicurezza ed anche dell’India”. L’operazione, ha proseguito il ministro, “punta a creare un meccanismo di deterrenza per difendere il traffico marittimo in tutta l’area, fino a Suez. Gli assetti europei di previsto impiego per l’operazione comprenderanno, per ora, un minimo di tre unità navali, supporto intelligence e logistico, capacità di Early Warning aereo, protezione cyber, supporto satellitare e comunicazione strategica in supporto alla cosiddetta Information Warfare”. “L’Italia – ha proseguito il ministro -, come anche la Francia e la Grecia, ha dato la sua disponibilità iniziale anche ad ospitare il Comando operativo o, in alternativa, ad assumere la responsabilità del comando tattico della forza europea da bordo di una nostra nave, nell’ottica di dare pratico impulso all’operazione, se questo si rendesse necessario”.

Gulfstream G550 Foto AMI

Ma, secondo fonti dell’Ue, il quartier generale della missione europea in Mar Rosso sarà probabilmente in Grecia, a Larissa. Secondo Crosetto, “il Mar Rosso non è ancora un teatro di guerra, non nel senso classico, ma ne sta assumendo sempre di più le sembianze. Per questo, dobbiamo agire. La stabilità e sicurezza dell’area è per noi una condizione fondamentale, dato che affidiamo al trasporto marittimo gran parte della nostra ricchezza e nostra prosperità. Per arrivare nel Mediterraneo senza passare da Suez, le navi devono fare quasi 6.000 km in più e chiaramente si dirigeranno verso altri porti e destinazioni, non in quelli italiani – sottolinea ancora il ministro – rischiamo di vedere quindi i nostri porti inoperosi e improvvisamente irrilevanti. La difesa dell’interesse nazionale è prioritaria: il Mediterraneo allargato resta centrale nella strategia di sicurezza nazionale italiana. Da qui deriva la celerità delle scelte effettuate e dei processi decisionali avviati, per i quali la Difesa sta operando in sinergia con gli Esteri”.

Fabio Gigante

 

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