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Ennesima ingiustizia di una lunga serie per l’esercizio cinematografico. La Ueci interpella l’Autorita’ Garante del Mercato

Ennesima ingiustizia di una lunga serie per l’esercizio cinematografico.
La Ueci ha interpellato  l’Autorita’ Garante del Mercato nella giornata di Giovedì 29 Aprile 2021.

Ueci lancia un grido di allarme al Ministro Dario Franceschini.

Ad intervenire è Davide Fontana –  Presidente UECI Roma Capitale ed Area Metropolitana dell’ Unione Esercenti Cinematografici Italiani.

“Le attuali fonti normative del decreto Bonisoli –  chiarisce Fontana – che valgono solo per le produzioni cinematografiche italiane prevedono obblighi di uscita e tenitura sul circuito cinematografico prima di trovare accesso al piccolo schermo, pena la perdita dei contributi pubblici riconosciuti ai produttori ed ai loro Film.

Bisogna trovare adeguate nuove norme nella direzione di un modello Europeo di tutela delle Sale Cinematografiche.

A fronte delle riaperture dopo oltre 6 mesi di chiusura, ingessati con le restrizioni che vanno dagli accessi in sala, al numero ridotto di presenze per ciascuno spettacolo, alla mancata possibilità di vendita Food e Beverage fino al coprifuoco dalle 22.00 ci troviamo di fronte ad una situazione molto difficile per l’apertura Industriale di tutto il comparto con una realtà stravolta ed un futuro difficile da qui alla vera Ripartenza delle Sale che avverrà pensiamo in molti del nostro Settore dopo la stagione Estiva.

“In questo avvio di Riapertura – spiega Fontana – gli esercenti attendevano la possibilità di programmare a lungo un prodotto Cinematografico valido e con una importante risposta di pubblico non solo di alta levatura e grande interesse proveniente dai grandi Festival Internazionali ma anche di un indiscusso valore commerciale.

E’ accaduto il contrario.

Sul grande schermo il film di Carlo Verdone era uno dei più attesi ed invece e’ stato dirottato sulle piattaforme televisive, lasciando un vuoto enorme nelle Sale che hanno avuto il coraggio di Riaprire in questi giorni.

‘Si vive una volta sola’, e’ un prodotto della società Filmauro che ha deciso di far uscire il suo film per soli 3 giorni nelle proprie sale che sono chiuse da oltre un anno e che torneranno a richiudersi nuovamente dopo la programmazione, il tutto sembrerebbe per eludere gli obblighi di legge (Decreto Bonisoli) per sbloccare i contributi statali.

“Onorevole Ministro Dario Franceschini – stigmatizza – la ripartenza da Lei decisa deve essere accompagnata da norme e regole da mettere in campo con tempi certi altrimenti si andrà verso la chiusura di centinaia di cinema.

Gli Esercenti hanno chiesto di programmare il film, interpellando anche l’Autorità Garante del Mercato nella giornata di Giovedì 29 Aprile, con Pec indirizzata anche alla stessa Filmauro da parte di Ueci.

E’ chiaramente evidente che tutta la pubblicità fatta in sala (prima e dopo la proiezione) – effettuata con tempi non corrispondenti alle limitazioni del decreto Bonisoli – è andata a beneficio del piccolo schermo: una strategia voluta e speculativa, attuata con lusinghe e promesse purtroppo non mantenute.

Non si comprende allora come giustificare le risorse pubbliche destinate alla distribuzione cinematografica, se queste anzichè sostenere i prodotti cinematografici nati per il grande schermo valorizzano l’uscita sui canali televisivi e piattaforme streaming, che producono solo utili per aziende che non sono presenti sul territorio e che utilizzano mezzi di diffusione non aggreganti.

“La nostra Associazione constatato quanto accaduto – aggiunge –  auspica che vengano concessi i contributi di legge vincolando però la Filmauro Srl a programmare il Film “SI VIVE UNA VOLTA SOLA” nelle sale Cinematografiche facendo mantenere le “Windows” come da Decreto o ridiscutendole per il futuro.

Saremo sempre vigili su inciampi di questo genere e chiediamo che in parlamento venga consegnato un nuovo disegno di legge che tuteli il mercato cinematografico del nostro paese, prendendo esempio dal modello Francese che rappresenta l’eccellenza delle norme Europee con obblighi di uscita superiori a 12 mesi.

Alla attuale normativa italiana sarebbe sufficente ripristinare la legge 26 del 1994 art 12.

Anche grazie a quella legge, la percentuale italiana sul mercato internazionale era del 15% a livello mondiale a differenza di oggi che siamo fermi a un 2% del Mercato Globale.

Solo così il nostro comparto avrà la forza di rialzarsi e ritrovare il proprio immenso pubblico, che non aspetta altro che tornare a sognare ed emozionarsi in tutte le Sale Cinematografiche d’Italia”.

“Questa per tutti deve essere la sfida di tutte le sfide – Davide Fontana  Presidente UECI Roma Capitale ed Area Metropolitana dell’ Unione Esercenti Cinematografici Italiani –   e deve vedere uniti Produttori, Distributori ed Esercenti, con una vera regolamentazione per ridare slancio e potenza ad una ripresa che altrimenti avrà il sapore dell’ennesima mortificante ingiustizia per tutti i lavoratori e le Imprese di questa grande catena Industriale”.

Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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