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Emergenza Covid-19 – Richiesta misure urgenti “Economico – Finanziarie“ a favore delle piccole e medie imprese

(riceviamo e pubblichiamo) Lettera inviata da PMI Sicilia ai deputati Alessandro Pagano e Donatella Cerminara

PMI Sicilia ad oggi, a più di un mese dall’emanazione ed approvazione del DL. N. 6 del 23/02/2020 poi convertito nella legge n. 13 del 05/03/2020, risulta necessario e determinante per la sopravvivenza del nostro sistema economico chiedere a gran voce aiuto allo Stato: provvedimenti urgenti e dedicati, aventi efficacia più che immediata, subitanea a favore di quelle PMI oggi al limite del collasso. Dovrebbe essere questo lo scopo dello Stato di Diritto: se è vero infatti che nei confronti della categoria dei lavoratori subordinati è lo stesso Esecutivo a ricercare nel più breve tempo possibile una soluzione concertata, concordata tra associazioni datoriali e associazioni sindacali (vedi Protocollo del 14/03/2020), ciò non accade con la stessa solerzia ed efficacia laddove il soggetto da tutelare siano le imprese, soprattutto le PMI, sulle quali si basa il tessuto economico italiano, nonostante sia ben chiaro come al momento le maggiori risorse economiche del paese risultano incentrate principalmente sul rafforzamento del sistema sanitario nazionale.

Risulta evidente infatti come gli investimenti sulla Sanità pubblica (grazie a Dio) stiano producendo i loro effetti positivi, a partire dalla chiamata al servizio di medici e personale sanitario volontario presso le zone del territorio più colpite dal Covid-19.

Tuttavia, la strage di imprese e di posti di lavoro non sembra aver ricevuto contraccolpi, continua imperterrita; tantomeno gli strumenti messi in moto in questi giorni dalla Presidenza del Consiglio sembrerebbero risolvere la questio, o per lo meno invertirne la tendenza.

Gli strumenti adottati infatti al momento non riescono a garantire che le imprese, in qualunque settore esse operino, possano sopravvivere a questo lunghissimo periodo di sospensione dell’attività lavorativa (che potenzialmente potrà essere prorogato per un lasso di tempo maggiore del previsto) per via di numerosi fattori, tra i quali si evidenziano soprattutto investimenti (con conseguenti costi

 

di ammortamento fisiologicamente scaglionati in relazione alle prestazioni da adempiere secondo contratto) e costi fissi incomprimibili (quali personale di struttura aziendale, canone di affitti, oneri finanziari, costi generali, ecc…).

Ritenuta l’esistenza di un comparto di imprese che operano nel settore della fornitura di beni e servizi nei confronti di Enti pubblici in genere, con particolare riferimento alla refezione scolastica ed ospedaliera; un’impresa nella quale prestano la loro opera diverse maestranze, migliaia, al fine di fornire, ex contractu, la prestazione richiesta, ossia il servizio di refezione.

Laddove venga prevista e resa efficace la misura per cui viene a decadere la possibilità di corrispondere la prestazione presso ogni qualsivoglia istituto di istruzione di qualsiasi ordine e grado oggetto del contratto di refezione, l’azienda subisce passivamente l’azzeramento assoluto dell’attività produttiva e quindi del fatturato che questa genera, lasciando di fatto inalterati i costi aziendali.

Si pensi ulteriormente alle direttive del Ministero della Salute che impongono il ricovero presso le strutture ospedaliere solo delle urgenze, oltre ai ricoveri per Covid-19; ciò sta determinando una contrazione delle prestazioni contrattuali del 60% in meno.

Non può che scaturirne una situazione drammatica in cui i costi fissi generali rimangono del tutto inalterati ed i costi variabili vengono a ridursi solo in parte (in virtù del minor numero di lavoratori richiesti in servizio o della minor mole di unità di materie prime necessarie alla produzione): è proprio una simile condizione a determinare l’inevitabile crisi d’impresa.

Questo di cui sopra è solo un esempio di come una qualsiasi impresa italiana oggi rischi il fallimento, qualunque sia il settore economico industriale nel quale si opera.

A seguito di queste riflessioni allora non può che sorgere un interrogativo: quale strumento potrebbe garantire nell’immediato la salvaguardia della solvibilità delle imprese che ogni giorno vedono ridursi sempre di più i propri flussi finanziari?

L’unico strumento idoneo a garantire ciò è la ridefinizione delle condizioni contrattuali di prestazione di un bene/servizio.

Il riferimento non va fatto solo a quelle aziende pubbliche, le quali, avendo già assegnato una copertura finanziaria per garantire la fornitura di quel bene/servizio nei confronti di una certa impresa, si potrà rideterminare, caso per caso, un riequilibrio della remunerazione dell’impresa assegnataria al fine di rendere il meno incisivo possibile, quello squilibrio di cassa.

Grazie a questo strumento le aziende pubbliche, disponendo già dei fondi necessari, non potrebbero così far fronte senza ulteriore ritardo alle esigenze delle imprese fornitrici laddove ne ricorrano le condizioni.

Concludendo, si sottolinea il costante sforzo intrapreso da PMI Sicilia e da tutte le forze politiche che sono in grado di generare un dibattito sociale teso a garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali,  secondo uno spirito di massima collaborazione con la compagine di Governo, alla quale PMI Sicilia  oggi chiede quindi di adottare con urgenza misure economiche a favore delle imprese (non proclami), protagoniste della futura ripresa del nostro Paese al termine di questa grave epidemia.

firmato

G.R. Polizzi Segr. Reg.PMI Sicilia

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