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Crisi Ucraina: le missioni dei Global Hawk di Sigonella visibili su internet

Le crescenti tensioni in Ucraina di queste settimane hanno generato nei curiosi e appassionati di volo un grande interesse per i siti internet: PlaneRadar, ItaMilRadar e per l’app Flightradar24, con i quali è possibile monitorare tutti gli aerei, sia civili sia militari che in quel momento transitano nel cielo di tutto il mondo. In particolare un velivolo ha attirato l’attenzione rispetto ai bombardieri B-52H ed ai C-17 da trasporto strategico presenti nella regione.

Operando con il codice di chiamata FORTE12, il velivolo è stato tracciato da quasi 20.000 utenti collegati all’app. lunedì pomeriggio. Si tratta di un drone RQ-4 Global Hawk, un velivolo senza pilota sviluppato da Northrop Grumman negli anni ’90 e che è ancora oggi una delle principali risorse di intelligence del Dipartimento della Difesa e dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti.

Global Hawk in attesa di decollo Foto NATO

Il drone, decollato da Sigonella, ha prima svolto una missione vicino al confine con la Bielorussia, probabilmente per monitorare le esercitazioni russo-biellorusse che vi si stanno svolgendo. In un secondo momento, il Global Hawk è volato al largo della costa della Crimea per monitorare le attività che la Russia sta conducendo nella penisola. L’RQ-4 è un drone di tipo HALE (High Altitude, Long Endurance), utilizzato nelle missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). Non trasporta missili o bombe, a differenza di altri droni: la sua “arma” è una suite di sensori integrata, che include un radar attivo a scansione elettronica (AESA) che funziona insieme a sensori elettro-ottici e infrarossi (EO/IR).

Decollo Global Hawk da Sigonella Foto NATO

Il Global Hawk è uno dei più grandi velivoli senza pilota in funzione al mondo, misura 15,5 metri di lunghezza, 4,7 metri di altezza e un’impressionante apertura alare di quasi 40 metri. Un’ala così grande combinata con il potente motore Rolls-Royce F137-RR-100 conferisce all’RQ-4 una delle sue caratteristiche più notevoli: un’altitudine di (18.288 metri) con un’autonomia di oltre 32 ore e può sorvegliare quasi 100 000 chilometri quadrati (40 000 miglia quadrate) di terreno di giorno. E’ in grado di operare per 24 ore di seguito ed osservare una griglia di 370 x 370 km, per poi ritornare alla base di partenza.

Sala controllo Global Hawk Foto NATO

Questo drone è gestito da tre militari. Uno è il pilota, tecnicamente chiamato Launch and Recovery Element (LRE), responsabile del decollo e della sua guida fino al punto in cui verrà effettuata la missione. Da quel momento in poi, altri due militari prendono il comando del velivolo. Questi sono designati come Mission Control Element (MCE) e sono responsabili della pianificazione, conduzione, comando, controllo della missione, elaborazione e distribuzione delle immagini e dei dati ottenuti durante il volo. Essendo moduli indipendenti, MCE e LRE possono operare in punti geograficamente distinti. L’aeromobile riceve comandi e trasmette dati tramite un satellite per comunicazioni militari, operando tramite comunicazioni sicure e crittografate in banda X.

Global Hawk in atterraggio Foto NATO

Oltre alle missioni di intelligence e sorveglianza, l’RQ-4 è già stato utilizzato in operazioni di aiuto umanitario. Nel 2011, quando il Giappone è stato devastato da uno tsunami, il drone è stato utilizzato per generare immagini ad alta risoluzione delle immagini colpite. Lo stesso è accaduto nelle Filippine nel novembre 2013, quando il Paese è stato colpito dal tifone Haiyan. Il velivolo è stato ampiamente utilizzato soprattutto nella Guerra Globale al Terrorismo, ottenendo informazioni sulle operazioni in Iraq, Afghanistan e Siria. La NATO possiede l’RQ-4, utilizzato dal programma Alliance Ground Surveillance (AGS), che gestisce cinque RQ-4 Block 40, ricevuti tra il 2019 e il 2020.

Sala controllo Foto NATO

I velivoli sono di stanza presso la NAS (Naval Air Station) di Sigonella, la più attrezzata base di intervento americana del Mediterraneo ed è un importante asset della NATO per (AGS). Da lì opera anche l’RQ-4B FORTE12, che ha sorvolato quotidianamente l’Ucraina. L’RQ-4 Global Hawk sarà presente ogni volta che sarà richiesta la ricognizione di un particolare obiettivo di interesse per il Pentagono. Mentre perdurano le tensioni in Ucraina, FORTE12 continuerà a volare per diverse ore, raccogliendo una serie di dati di intelligence.

Fabio Gigante

 

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