Lo scaffaletto di GippettoPrimo Piano

Colonia Genesis, un salto nel futuro di Enzo Buffa

LETTERATURA -23 aprile 2031...non mi sembra vero

Un libro ispirato ad un quadro, il mondo idealizzato dell’artista contemporaneo russo, Dima Dmitreiev. Questa è la strada percorsa da Enzo Buffa in questo suo romanzo ambientano nel 23 aprile 2031. Si tratta di un libro di fantascienza sociologica: attenzione non si parla di navicelle spaziali e alieni, niente di tutto ciò, la fantascienza sociologica si basa sulla società umana, sul nostro quotidiano di tutti i giorni rivolto al futuro. Come il quadro, narra di un paradiso visivo a cui tutti noi aspiriamo, ma anche la complessità nascosta della vita di tutti noi. Nonostante possa sembrare un parolone, non c’è nulla di complesso, temi come la manipolazione della verità e l’immigrazione, vengono affrontati attraverso gli occhi dei personaggi che sono dei ragazzi, coinvolti in un viaggio verso la riscoperta dei valori che fondano la nostra società…la nostra, non una futura e inarrivabile realtà. In fondo il 2031 non è poi così lontano e ancora tutto può accadere. Tutti verso questa colonia genesis paradiso ritrovato? Romanzo scritto in modo scorrevole senza tanti giri di parole che conducono il lettore in quel paradiso che ricreano scene di vario genere. Un racconto che può essere letto tutto di un fiato per sapere come va a finire.

Enzo, come nasce l’idea di questo libro?

Il quadro in copertina (Dima Dmitriev): la verità è una bambina che cammina di spalle ed è sempre un passo avanti a noi. Ognuno crede di vedere quello che vuole verso dove va cosa ha intorno come sia in volto. Perfino Pilato davanti il volto di cristo mentre diceva io sono la verità sussurrò che cosa è verità.

Quanto la contemporaneità ti ha condizionato

2031 è oggi purtroppo non esiste certezza di nulla e la mistificazione è ordinaria. Solo la purezza dei giovani ci potrà salvare.

In questo era di social e web quanto vale la carta stampata?

Moltissimo il libro non esiste in formato ebook. Io credo nel profumo della carta nella sensazione del tatto

 

Palermo diventerà fantascientifica?

Palermo è spesso un non luogo è la terra di mezzo del Signore degli Anelli. A Palermo può accadere di tutt,o da cose meravigliose a cose terribili.

Ludovico Gippetto

Presentazione di Teresa Di Fresco Se sia un poeta, non so e non posso affermarlo ma che sia un sognatore, sì. Lo dimostrano le imprese in cui, con spirito avventuroso, si tuffa incurante di qualsivoglia difficoltà e che, avendo dato tutto se stesso e coinvolgendo amici e conoscenti, riesce a portare a termine. E con successo. Ludovico Gippetto, insomma, a volte veste i panni di Don Chisciotte per affrontare ora fantomatici mulini a vento che assumono di volta in volta le sembianze di opere d'arte trafugate, ora della maieutica di platoniana memoria. Queste divagazioni aprono uno scenario su un personaggio, Ludovico Gippetto appunto che, nella città di Palermo, in molti conoscono e insieme a lui i suoi progetti, i suoi successi ma anche le sue aspettative. Raccontiamolo meglio: Studia Architettura, dopo avere conseguito l'abilitazione alla professione, preferisce dedicarsi alla creazione e realizzazione di eventi culturali. Non disdegna la ricerca, anzi la “caccia” - come lui preferisce definirla – di opere d'arte trafugate in Sicilia. Per questa attività lavora in collaborazione con il Comando dell’Arma dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma organizzando convegni internazionali su temi della sicurezza, trafugamenti di opere d’arte e loro illecita commercializzazione. A questo scopo fonda - e ne è presidente – il Centro Internazionale Multimediale d’Arte Contemporanea Extroart e la Fondazione Wanted Palermo. E' inoltre ideatore e responsabile del programma di tutela e prevenzione del patrimonio culturale denominato “WANTED …presi per il verso giusto”, finalizzato appunto al contrasto della commercializzazione illecita di opere d’arte ed è protagonista di importanti ritrovamenti e restituzioni di opere trafugate nel territorio nazionale. È anche giornalista pubblicista ed autore di numerose pubblicazioni e monografie d’arte. E' stato Assistente alla Cattedra di Storia e Tecnica dell’Editoria, presso l’Istituto Superiore di Giornalismo dell’Università di Palermo dal 1994 al 1997; Cerimoniere del Dipartimento cerimoniale del G.C.T.O. in occasione della Universiade Sicilia ‘97; Consulente del Sindaco di Corleone per la riqualificazione del patrimonio culturale, storico e artistico per il 2007 e il 2008; ha curato e prodotto, nel 1995, la monumentale opera scultorea in pietra arenaria siciliana, dell’artista Medhat Shafik dal titolo “Il Muro del Silenzio” ed “I percorsi dell’acqua”, in occasione della XLVI^ Biennale di Venezia – Padiglione Egitto premiato con il “Leone D’Oro”; Collaboratore parlamentare del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, per le attività culturali dal 1998 al 2001. Da oltre tre lustri ha creato, insieme a Tommaso Romano, la “Rassegna Internazionale del Melologo ExtroVersi che quest'anno – con il tema “La parola che unisce” ha raggiunto il traguardo della quindicesima edizione. Ma un'ulteriore avventura lo attende: la manifestazione che nelle precedenti edizioni è stata ospitata in sedi prestigiose ed istituzionali, ottemperando alle disposizioni impartite dai decreti ministeriali e regionali, in merito alle misure di contenimento dell’emergenza per il COVID19, non uscirà da casa ma calcherà il palco virtuale della piattaforma Facebook. Tra poeti, musicisti e attori, professionisti e semplici “amici della porta accanto”, come Gippetto li chiama, saranno più di 100 i partecipanti che condivideranno con lui quest'altra, straordinaria avventura. Ma poiché il suo spirito filantropico non si esaurisce mai, ogni “puntata” di questa straordinaria e innovativa avventura, sarà dedicata a coloro che in questo brutto momento segnato dal Covid19, si stanno prodigando senza se e senza ma per aiutare tutti coloro che necessitano di assistenza, cure e ...di una parola che scalda il cuore. Insomma, se possiamo prendere a prestito “I have a dream” (Io ho un sogno), frase che il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington, al termine di una marcia di protesta per i diritti civili, Martin Luther King pronunciava, con altri intenti e aspirazioni di altra natura, possiamo affermare che non ci stupiamo se Ludovico Gippetto ci riserverà altre sorprese perché, come ho già detto, lui è un sognatore.

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