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Che fine farà la transizione ecologica…?

La disamina attenta di un osservatore non politico che guarda oltre la guerra (di Giulio Verro)

Che fine farà la transizione ecologica…?

La disamina attenta di un osservatore non politico che guarda oltre la guerra.

La fine di un inzio…

 

Purtroppo, inutile a dirsi che l’elezione di Joe Biden per me è stata foriera della guerra in atto in Ucraina. Ci siamo illusi che la ritirata da Kabul non fosse stata una sconfitta, abbiamo tolto dalla ribalta mediatica la triste debacle, e invece credo sia stato l’inizio di una capitolazione più grande.

Chiunque dei sedicenti esperti di politica estera o geopolitica, ad ogni latitudine, sapeva che l’Ucraina per i Russi era qualcosa di diverso, non era la Polonia, l’Ungheria, la Romania, l’Estonia o tutti gli altri paesi entrati nell’Alleanza Atlantica. Ed ora, per esserci rifiutati di volere interpretare una visione differente, invitando Kiev ad entrare nella Nato, dobbiamo difendere l’Europa nel mezzo di una pandemia, con l’inflazione al 4,8% e in piena crisi economica ed energetica; fattori che certamente avranno effeti devastanti sull’economia dei paesi membri e in particolare per l’Italia, che non ha mai avuto una vera politica energetica.

In tutto ciò l’Italia manderà in soffitta la programmata transizione energetica, dovrà rimettere in funzione le centrali a carbone sparse sul territorio nazionale “per colmare eventuali mancanze nell’immediato” e dovrà rimettere in programma la costruzione di centrali ad energia nucleare di IV generazione nonché la realizzazione dei rigassificatori.

Una parte di ben pensanti radical chic del nostro Paese, che si sono arrogati il ruolo ambientalisti duri e puri, hanno portato il nostro paese ad essere dipendente quasi esclusivamente dall’estero per gli approvvigionamenti energetici gravando di maggiori costi del 30% c.ca la nostra produzione industriale, commerciale e le nostre famiglie. Ciò ha favorito la delocalizzazione industriale sovvertendo il ruolo strategico commerciale dell’Italia essendo un paese dedito perlopiù alla trasformazione e produzione industriale.

I mali vengono spesso da lontano e sono, quasi sempre, legati alla mancanza di una vera “Politica” che guarda con visione al futuro delle proprie generazioni.

Dunque l’Italia è da rifare?

La risposta è…
dentro ognuno di noi.

Dott. Giulio Verro

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