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Cavani, Pastore e Dybala, sudamericani di Palermo

 

Palermo, così come Napoli, è una delle realtà italiane da sempre più vicine al Sud America.

E come accade per qualsiasi aspetto della vita, così accade per il calcio, lo sport che maggiormente riflette i sentimenti contrastanti dell’animo umano. Per questa ragione, negli ultimi anni, in un lungo periodo nel quale il Palermo è riuscito a disputare 14 stagioni in 15 anni nel campionato di Serie A, sono stati tanti i calciatori sudamericani a far parte della squadra rosanero, specialmente provenienti dalle cosiddette zone del Río de la Plata, ossia dove si dividono il territorio l’Argentina e l’Uruguay. Il primo di tutti fu Edinson Cavani, il quale approdò al Renzo Barbera nel gennaio del 2007 grazie al grande occhio del procuratore Gustavo Mascardi e giocò al Palermo fino all’estate del 2010, quando fu acquistato dal Napoli, come spiegato di seguito https://www.gazzetta.it/.

L’attaccante di Salto, la città dell’Uruguay in cui è nato anche l’altro grande attaccante Luis Suarez, fu solamente uno dei tanti sudamericani a vestire la maglia del Palermo, una delle squadre con più opzioni di vincere il prossimo campionato di Serie C, secondo le quote delle scommesse elencate in questo link: https://www.planetwin365.it/.

Cavani, al quale seguì il connazionale Abel Hernandez, fece sognare i tifosi del Palermo soprattutto nelle ultime due stagioni, quando mise a segno rispettivamente 14 e 13 reti, dando dimostrazione non solo di una grande velocità e di una grande potenza ma anche di un’abnegazione assoluta. Proprio nell’ultima stagione al Barbera l’uruguaiano condivise lo spogliatoio con Javier Pastore, trequartista di Cordoba, Argentina, con il quale si vedeva spesso anche per condividere il mate, la famosa bevanda che si consuma in questi paesi così vicini.

Amici sia in campo che fuori, Cavani e Pastore avrebbero fatto divertire moltissimo i tifosi rosanero, trascinando la squadra isolana a uno storico quinto posto in classifica anche grazie al contributo dell’allora capitano Fabrizio Miccoli, il massimo goleador della squadra. Era un Palermo che, dopo l’arrivo in panchina di Delio Rossi, vinceva e convinceva sull’onda dell’entusiasmo di un calcio gioioso, verticale e offensivo che faceva divertire tantissimo i tifosi. In quell’armonia in campo il ruolo di Pastore, il collante tra centrocampo e attacco, fu fondamentale, vista la grande fantasia dell’ex giocatore dell’Huracan, che nell’estate del 2010 avrebbe partecipato al mondiale sudafricano dopo essersi guadagnato la stima di Maradona, che lo aveva definito un “maleducato del calcio”, come riportato di seguito https://www.tuttopalermo.net/.

L’ultimo grande sudamericano in ordine di tempo a vestire la maglia del Palermo è stato Paulo Dybala, oggi tra i principali protagonisti delle imprese della Juventus. Il trequartista mancino, anch’egli della provincia argentina di Cordoba, arrivò al Barbera nell’estate del 2012 e con i rosanero ha giocato tre stagioni, l’ultima delle quali lo ha visto protagonista assoluto in Serie A con 13 reti in 34 presenze, quando insieme al connazionale Franco Vazquez faceva impazzire i difensori avversari. Dotato di una tecnica individuale strepitosa e di una capacità innata di dribblare gli avversari, la Joya, così come lo chiamano in patria, è passato anche lui per il capoluogo isolano nel suo percorso di consolidazione a grande calciatore.

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