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Assessore Catania su Facebook smentisce l’intervista e attacca Forello

“Forello è da guinness dei primati: un’intervista e diciotto bugie.”

Con questa frase apre l’Assessore Catania sulla sua pagina di Facebook

Assessore Catania su Facebook smentisce l’intervista e attacca Forello
“Si possono dire 18 bugie in una sola intervista di 35 righe? Forello, l’artefice dell’emendamento contro il tram, è riuscito in questa impresa da guinness dei primati. Le bugie sono pericolose perché per smentirle servono tante parole.”

Il post è lungo ma fa crollare il castello di menzogne.

“Analizziamo le bugie scorrendo l’intervista:

1) “togliere la linea 1 ha effetti politici” – FALSO!

Togliere la linea 1 ha devastanti effetti trasportistici, ecologici ed economici. L’intero sistema tranviario senza questa linea non può funzionare. Un solo esempio, tra i tanti possibili: su 80 milioni di passeggeri annui dell’intero sistema la linea 1 ne trasporta 27 milioni.

2) “mancata programmazione e pianificazione del sistema tram” – FALSO!

Il tram è previsto in tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione del Comune. Nel piano regolatore vigente dal 1997; nello schema di massima approvato dal Consiglio comunale nel 2013; nella variante generale del PRG all’ordine del giorno del Consiglio comunale; nel piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) adottato dalla giunta e ancora all’ordine del giorno del Consiglio comunale; nel piano triennale delle opere pubbliche 2017-2019, nel piano triennale 2018-2020; nel piano triennale 2019- 2021; nel piano triennale 2020-2022.

3) Togliere la linea A ha “effetti pratici limitati” – FALSO!

Tutti i pareri (dirigenti, segretario generale, avvocatura) hanno dimostrato (dopo mesi di ostruzionismo della maggioranza numerica in Consiglio) che senza l’approvazione dell’elenco annuale 2020 non si può procedere alle gare e alla definizione del successivo piano triennale. Aver azzoppato il progetto, eliminandone una parte, imporrebbe agli uffici, in assenza di ulteriori indirizzi politici, di fermare l’attività in corso.

4) “Dal 2017 non si è mossa una pietra.” – FALSO!

Il contratto con i professionisti vincitori del concorso di progettazione è stato stipulato nel luglio del 2018; ad ottobre 2018 è stato presentato il progetto di fattibilità delle linee A B C D E F G. Nell’ottobre del 2019 è stato presentato pubblicamente il progetto definitivo delle linee A B C e da quel momento è iniziato l’iter per i pareri espressi da 11 uffici diversi (Ufficio del Genio civile, Autorità di bacino, Assessorato urbanistica del Comune; Assessorato regionale all’Urbanistica regionale; Soprintendenza ai beni culturali, Ispettorato ripartimentale, Commissione regionale lavori pubblici, Consiglio superiore lavori pubblici, Ministero infrastrutture e trasporti, Commissione tecnica Valutazione ambientale, Assesorato regionale Territorio ed Ambiente.) Adesso il progetto è all’ultimo step: la verifica.

5) Forello chiede “Di chi sono i ritardi?” attribuendo responsabilità alla giunta – FALSO!

I tempi di approvazione di un progetto sono lunghissimi e certamente non ci sono responsabilità politiche sui tempi utilizzati dagli enti preposti, per legge, ad analizzare un’opera pubblica. Se c’è qualche responsabilità su tempi eccessivamente lunghi va ricercata tra chi, anche dentro la macchina comunale, ha osteggiato il progetto. E per ultimo la responsabilità è di qualche consigliere comunale che bocciando la linea A, nella migliore delle ipotesi, ha allungato i tempi col rischio di perdita del finanziamento.

6) “Mancano elementi essenziali che dimostrino la fattibilità dell’opera. Lo dice il Consiglio superiore dei Lavori pubblici…” – FALSO!

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso parere favorevole al progetto di fattibilità, rimandando al progetto definitivo e al progetto esecutivo alcune indicazioni progettuali. Il progetto definitivo ha già previsto le indicazioni fornite dal più importante organo tecnico dello Stato. Il progetto esecutivo è realizzabile solo dopo la gara, cosi come prevede la legge sugli affidamenti a contraente generale.

7) “… lo dice il primo rapporto di ispezione della società ICMQ a cui è stato affidato il controllo di qualità del progetto” – FALSO!

La società ICMQ è incaricata di redigere la verifica del progetto e nel suo primo rapporto ha chiesto, secondo le normali procedure, di acquisire tutti gli elementi tecnici necessari per completare la verifica. Non è scritto da nessuna parte che l’opera non è fattibile. Da nessuna parte!
😎 “L’amministrazione ha nascosto al Consiglio comunale la prima relazione di ICMQ.” FALSO!
Il primo rapporto della società di verifica è un atto tecnico endo-procedimentale che la società ICMQ ha inviato al RUP che, a sua volta, l’ha inoltrata ai progettisti. Nessun atto da nascondere. È un documento tecnico che, correttamente, non è stato trasmesso ad organi politici. Né il sindaco né l’assessore erano a conoscenza del testo. Nella pubblica amministrazione ci sono migliaia di documenti tecnici che hanno valenza endo-procedimentali che correttamente non passano dal vaglio della politica. Il documento non è segreto. Qualcuno dovrebbe spiegare come ne è venuto in possesso, visto che non c’è stata alcuna richiesta al Rup (unico che aveva ricevuto il documento). Vuoi vedere che qualcuno l’ha passato sottobanco, attribuendone una valenza superiore alla sua reale entità, per costruire questa sceneggiata?

9) L’amministrazione ha affermato che 12 dicembre “si sarebbe arrivato alla validazione del progetto e all’impegno di spesa entro l’anno” – FALSO!

Il Rup ha scritto che prevedeva entro il 12 dicembre, sulla base del cronoprogramma delle attività, di concludere la fase di verifica. Ma nessuno ha detto né scritto che si sarebbe arrivati all’impegno di spesa entro l’anno. Semplicemente perché è impossibile. L’impegno di spesa si può assumere solo dopo aver completato le procedure di gara e la firma del contratto con chi si aggiudica la gara. L’amministrazione ha sostenuto che entro l’anno sarebbe stata nelle condizioni di concludere le attività, definire il bando di gara ed impegnare la spesa per pubblicare il bando. La scelta del Consiglio comunale ha impedito il rispetto di questa tempistica. L’argomento oltre ad essere falso è privo di logica: perché bloccare tutto ritenendo che l’amministrazione non possa rispettare una data indicativa?

10) “Una volta che abbiamo scoperto tutto questo abbiamo deciso in quel modo” – FALSO!

Il Consiglio comunale ha discusso della cancellazione della linea A per mesi, anche con argomenti diversi rispetto a quelli usati per approvare l’emendamento. Infatti, i dirigenti del Comune hanno scritto una nota, mesi fa, spiegando i danni che avrebbe comportato la cancellazione della linea A. Del resto il candidato sindaco Forello, nel 2017 su Repubblica, senza conoscere il progetto tram (infatti ancora non c’era!) ad una domanda sul tram in via Libertà rispondeva testualmente: “siamo assolutamente contrari”. Usava il plurale ma nel programma del Movimento 5 Stelle non è mai esplicitata questa contrarietà.

11) “Non abbiamo cassato la linea A, abbiamo stralciato”. FALSO!

In realtà siamo davanti ad un gioco di parole. La Treccani dà questa definizione del verbo stralciare: “Togliere da un insieme un elemento o una parte per eliminarli o per esaminarli e considerarli separatamente.” Facciamo finta che per Forello valga solo la seconda parte della definizione, e non intende eliminare la linea A, ma esaminare e considerare separatamente la linea A. Quale sarà il momento di esaminarla separatamente? E se fosse vera intenzione allora sono false tutte le dichiarazioni festanti e i post di giubilo che inneggiano alla liberazione di via Libertà dal Tram.

12) “Siamo di fronte a un progetto incompleto” – FALSO!

L’argomento è pure privo di efficacia logica: il progetto è nella sua fase definitiva. E deve essere obbligatoriamente così in questa fase. Adesso si sta procedendo alla verifica, dopo che si sono espressi 11 soggetti tecnici diversi. Il progetto potrà essere esecutivo, e quindi completo, solo dopo la gara. Oppure si riferisce ad altro? E quali competenze ha Forello o qualche altro consigliere per dire, contraddicendo 11 soggetti tecnici dello Stato e della Regione, che il progetto è incompleto.

13) “Costringiamo l’amministrazione a presentarci atti di pianificazione e programmazione dei prossimi anni” – FALSO!

La presentazione degli atti di programmazione non è oggetto di costrizione. L’assessore Prestigiacomo ha affermato migliaia di volte che avrebbe presentato il piano triennale 2021-23 solo dopo l’approvazione del piano triennale 2020-22, cosi come prevede la legge.

14) Vi accusano di avere rifiutato 50 milioni di finanziamento regionale, chiede il giornalista. Forello risponde riuscendo nell’impresa di dire perfino due bugie in una decina di parole: “prevedeva opere accessorie a un’opera che ancora non si sa come sarà.” FALSO!

La Regione ha destinato quasi 50 milioni, già rendicontate all’Unione Europea, destinate ESCLUSIVAMENTE, all’accrescimento del sistema tramviario di Palermo. Servono per comprare le vetture. Che cosa accadrà quando l’Unione europea chiederà il conto alla Regione siciliana per la mancata spesa di una somma già rendicontata? Manderanno Forello a spiegare?

15) La seconda bugie della frase precedente riguarda le cosiddette “opere accessorie”. Forello lascia intendere che sono opere superflue. – FALSO!

In realtà sono opere funzionali al sistema che, grazie alla scelta nefasta, di qualche mese fa, di non attivare il mutuo non sono finanziate. Sarebbero state risorse necessarie per eliminare alcune criticità del sistema tramviario attuale e futuro. Nello specifico: lo svincolo Einstein al fine di evitare l’attuale conflitto tram/automobili; la strozzatura della Stazione Notarbartolo; lo svincolo di viale delle scienze per evitare interferenza tram/automobili. Sono opere funzionali (non accessorie) al miglior funzionamento del sistema tranviario. Quando i cittadini rimarranno bloccati alla rotonda Einstein o davanti alla stazione Notarbartolo si ricorderanno che il Consiglio comunale non ha voluto investire risorse per migliorare la viabilità.

16) Sui 14 milioni pagati ai progettisti, Forello risponde: “non hanno finito il lavoro perché è stato rilevato che mancano elementi fondamentali.” FALSO!

La modalità di pagamento della progettazione delle opere pubbliche non è una decisione politica. Lo stabilisce la legge sulla base dell’avanzamento delle fasi progettuali. Forello non indica quali elementi fondamentali mancherebbero nella progettazione. In realtà non può indicarlo per la semplice ragione che la progettazione definitiva è già all’ultimo stadio: la fase di verifica del progetto. Ai progettisti sono stati già pagati 12 milioni per l’avanzamento della progettazione. Gli ultimi due milioni saranno corrisposti alla fine della fase di verifica. Se si perderanno le risorse del tram il pagamento dei progettisti rischia di essere un debito senza copertura finanziaria. A quel punto lo accerterà la magistratura contabile di chi sono le responsabilità.

17) “Non si può pretendere al buio di avere il consenso del consiglio comunale” FALSO!

Nessuna carta è stata mai nascosta e il Consiglio comunale, da anni, ha tutti gli elementi per decidere con coscienza e consapevolezza. Gli uffici hanno chiarito in aula tutto. Sono state depositate centinaia di interrogazione che, malgrado si dicesse il contrario, hanno ricevuto tutte le risposte. E il progetto definito è disponibile da ottobre 2019. Non ci sono mai stati segreti. Evidentemente il buio lo voleva Forello, infatti per due anni all’assessore competente è stato impedito di parlare in Consiglio comunale sul tram. Non sono mai stato invitato a parlare di tram, malgrado le mie richieste. Tutti i dibattiti in aula sul tram si sono svolti in assenza di contraddittorio politico. Il modo migliore per alimentare le bugie.

18) “Se i finanziamenti verranno persi la colpa è solo di un progetto inadeguato.” FALSO!

Il progetto è stato ritenuto adeguato alle esigenze di mobilità della citta dal Ministero delle Infrastrutture tanto che, a seguito della progettazione definitiva delle linee A B C, lo stesso Ministero ha destinato alla città di Palermo un ulteriore finanziamento di oltre 500 milioni per completare il sistema tram di Palermo. Sulla base di quali elementi tecnici Forello ritiene inadeguato il progetto? La città si deve fidare di Forello più di quanto si fidi dei tecnici e dei professionisti del Ministero? Se la città perderà il finanziamento la responsabilità sarà esclusivamente di chi ha impedito di raggiungere l’obiettivo del 31 dicembre 2022. Entro quella data ci deve essere un’obbligazione giuridicamente vincolante. Forello spiegherà alla Corte dei conti e alla città le sue ragioni.
Queste sono solo alcune delle migliaia di bugie che, negli ultimi anni, sono state dette sul tram di Palermo (manca la VAS, il Pums è stato bocciato, ci sono le barriere su via Libertà, la Soprintendenza ha negato il parere, hanno anticipato soldi non dovuti ai progettisti, il progetto è in variante, non c’è ancora il progetto definitivo, non rispondono alle interrogazioni, la commissione giudicatrice era illegittima…)
Perché si è costruito questo castello di bugie? Non saprei. Anche se nell’intervista di Forello si intravede una sorta di ossessione contro la professionalità dei progettisti. Magari si sperava che fossero altri?”

 

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