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(F. Gigante) Anche a Palermo il Club Frecce Tricolori

Nei giorni e nelle settimane successive all’incidente aereo di Ramstein, la vicinanza e l’affetto dimostrato dalla gente alla P.A.N., Pattuglia Acrobatica Nazionale, prende corpo nella creazione del primo, di una serie di Club “Frecce Tricolori”, che nasceranno spontaneamente in Italia e nel mondo a partire dal 1990 per arrivare a 135 nel 2020.

Sulla scia del 1° club costituito a Pieve di Soligo, viene fondato, il 29 maggio del ’92, nel capoluogo siciliano da Maurizio Monreale e Michele Carrara, il 19° Club Frecce Tricolori Palermo.

Abbiamo intervistato l’Arch. Michele Carrara, Presidente del 19° Club di Palermo e Aviation Reporter per diverse riviste specializzate nazionali ed internazionali. Ci può spiegare cosa successe quel giorno a Ramstein? “Le Frecce Tricolori – chiarisce il Presidente Carrara – il 28 agosto 1988, durante l’Airshow Flugtag nella base NATO di Ramstein in Germania, in occasione della conclusione della figura del “Cardioide”, dopo la salita verticale a diamante le Frecce si divisero in due formazioni, una da 5 e una da 4, con il solista in coda alla formazione. Mentre le due formazioni si divisero effettuando due looping e formando una grande mela, il solista continuò la sua salita in verticale. Ma qualcosa andò storto; il solista uscì dalla manovra prima del previsto e arrivò troppo veloce e troppo vicino alle due formazioni che effettuarono l’incrocio sopra la pista e ne determinò il disastro con lo scontro fra i tre MB 339. Ai comandi il Ten. Col. Ivo Nutarelli (Pony 10 della formazione), il Ten. Col.  Mario Naldini (Pony 1, capo pattuglia) e il Cap. Giorgio Alessio (Pony 2). Mentre i velivoli numero 1 e 2 piombarono in fiamme sulla pista, il numero 10 precipitò sul pubblico procurando 67 vittime e 346 feriti. Da quell’incidente furono riviste le misure di sicurezza, allontanando il pubblico dall’area delle esibizioni acrobatiche”.

Quale fu lo stato d’animo dei piloti e dello Stato Maggiore dell’Aeronautica nei giorni e nei mesi a seguire?Fu il più grave incidente della storia delle esibizioni acrobatiche. Potete immaginare come ci si potesse sentire in quei frangenti; fu un colpo al cuore per le Frecce Tricolori, la migliore tra le pattuglie acrobatiche del mondo, il fiore all’occhiello dell’Italia. Innanzitutto ai Club andò il merito di aver contribuito a ridare fiducia ai piloti delle Frecce – precisa il Presidente Carrara – che in quella sciagura aveva subito gli attacchi strumentali di alcuni politici e giornalisti che volevano la chiusura definitiva del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. Dalle polemiche lo Stato Maggiore si difese rivendicando le “tradizioni del cielo” e la necessità, ai fini dell’addestramento e degli impieghi militarti, di esplorare il limite dell’uomo e delle macchine”.

Che attività svolgono i Club Frecce Tricolori?I Club sono riconosciuti dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica – continua il presidente Carrara – pertanto viene data la possibilità di visitare le basi aeree ed i gruppi volo delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, in questo modo abbiamo la possibilità di stare a fianco dei piloti e dei loro velivoli. In questi anni oltre ad organizzare uscite collettive, eventi e cene sociali volte a riaccendere la passioni dei nuovi e vecchi soci abbiamo girato in lungo e in largo molte basi aeree nel territorio italiano e all’estero in particolare a Fairford in Inghilterra al Royal International Air Tatoo ed all’Axalp, la famosa esercitazione di tiro dell’aeronautica militare svizzera”.

Al club sono iscritti tutti gli appassionati di volo e non di età compresa dai 14 anni in su. Per alcuni l’attività del club è stata da stimolo per conseguire la laurea in Ingegneria Aeronautica, ne sono esempio i soci: Cristiana Cimino, Emanuele Costanza e Paolo Zizzo.

 

Presidente Carrara in Italia negli anni sono nati tantissimi Club, ne esistono anche all’estero?Assolutamente si, alcuni si trovano in Austria, Germania, Canada, Emirati Arabi Uniti, Svizzera, Principato di Monaco e in Australia. Proprio in Australia, in occasione di un mio recente viaggio e venendo a conoscenza della costituzione dell’88° Club Frecce Tricolori di Melbourne, dove risiede una grande comunità di italiani, ho stretto un gemellaggio alla presenza del presidente, John Acciarito e del tesoriere, Giovanni Eusabella, emigrati da tanti anni e originari di Troina. L’occasione è stata anche la commemorazione della trasvolata, da parte di Francesco De Pinedo, nel 1925, dall’Italia a Melbourne e precisamente a Saint Kilda, con ritorno attraverso il Giappone a bordo di un idrovolante SavoiaMarchetti S 16 ter, sorvolando le coste di tre continenti per un totale di 55 mila chilometri in 370 ore”.

Possiamo dire che il principio dei Club è di conservare vivo lo spirito e le tradizioni della Aeronautica Militare esaltando in tutti noi l’affetto e l’ammirazione per le Frecce Tricolori, indicate come la miglior pattuglia acrobatica nazionale.

 

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