Da Palermo l’ex sindaco di Roma Alemanno lancia il “Manifesto di Orvieto 23”, per un nuovo progetto politico trasversale

L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, già ministro e promotore del comitato “Fermare la guerra”, al quale hanno aderito diversi esponenti della destra, intellettuali di area ma anche rappresentanti dei “mondi del dissenso” e delle associazioni, ha incontrato oggi i giornalisti, presso l’hotel Astoria Palace di Palermo. Tema della conferenza stampa: “La costruzione di un percorso politico che interpreti il cambiamento, in alternativa alle attuali politiche messe in campo dal governo Meloni. Un progetto politico per un partito trasversale, che colga il disagio di quella parte del paese, da sempre attento alle minoranze e alle questioni sociali”. Nel corso dell’incontro, inoltre, si è parlato anche di una possibile partecipazione ai futuri appuntamenti elettorali.

L’esponente storico della destra sociale, nel mese di luglio, aveva lanciato da Orvieto il “Forum dell’indipendenza italiana” al quale hanno aderito ben 38 sigle della destra sociale, spiegando il senso dell’iniziativa: “una base su cui aggregare, specchio delle nostre rivendicazioni, rispetto alla politica ufficiale con la quale cercheremo fino alla fine un confronto costruttivo. Ma non ci fermeremo se non troveremo risposte adeguate e concrete”.

Oggi, Alemanno in merito ai migranti ha ribadito che “bisogna registrare un insuccesso del governo nazionale. Avevano promesso blocchi navali e avevano detto che non sarebbero più arrivati i migranti e invece i flussi migratori sono più che raddoppiati. La sinistra dice cose peggiori, sostiene l’immigrazionismo, vuole i porti aperti e non si rende conto che qui possono arrivare milioni di persone disperate. Noi riteniamo che bisogna fare una politica, bloccando le partenze e non gli arrivi. Quando il migrante arriva in mare non si può non dargli assistenza e non si possono chiudere i porti. Bisogna evitare che partano, usando cooperazione economica e strategie militari”.

Altro tema affrontato è stato quello della guerra in Ucraina. “É costata all’economia italiana fino ad ora 180 miliardi di euro, un costo veramente inaccettabile per una guerra che non è nostra. Il secondo punto al quale teniamo particolarmente sono le politiche di sviluppo, fatte con veri investimenti. E infine, bisogna porre un argine alle tecnologie imposte dalle multinazionali sul Covid, sull’intelligenza artificiale e la transizione green perché rispondono non agli interessi dei cittadini ma a quelli economici delle multinazionali”.

A conclusione della conferenza stampa ha ribadito che “vogliamo verificare di avere una forza adeguata ma sostanzialmente vogliamo agire sui delusi del governo Meloni, di quelle persone che si aspettavano un cambiamento profondo che non c’è stato fino ad adesso. E vogliamo essere in una posizione costruttiva per questo governo. Parliamo a tutti, anche a coloro che vengono dal M5S o dalla sinistra. C’è molta attenzione in tutta Italia e in Sicilia in maniera particolare. Ci sono tanti movimenti locali e liste civiche qui. Ecco, vogliamo lavorare con il civismo che è il modo migliore per rappresentare le esigenze del territorio. E qui in Sicilia c’è tanto da fare, bisogna combattere l’autonomia differenziata, una riforma assolutamente sbagliata. Decideremo a novembre se trasformare il Forum, che attualmente è una confederazione di tante sigle della destra sommersa, in un movimento di partito che può partecipare alle europee”.

Fabio Gigante

 

 

 

 

 

 

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