Economia e LavoroPrimo Piano

Workshop Palermo-Tunisi, Albanese: “Punto da cui partire per la rinascita economica”

Accrescere le opportunità di investimento e di cooperazione con uno dei Paesi più prossimi alla Sicilia, la Tunisia, e permettere allo stesso tempo alle imprese che operano in questi territori di incontrarsi. E’ questo il tema al centro del  “Workshop Economico Palermo – Tunisi”  organizzato dall’assessorato Attività  produttive del capoluogo, dal Consolato generale di Tunisia a Palermo con la collaborazione della Camera di Commercio.

Una manifestazione che si articola in due sessioni, all’interno delle quali gli imprenditori siciliani incontrano i colleghi tunisini del settore manifatturiero, dell’ edilizia, dell’abbigliamento, dell’agroalimentare, dell’industria chimica ma anche del turismo.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo, quali sono le reali potenzialità di questi appuntamenti e soprattutto quali prospettive di crescita, anche a lungo termine, possono avere la Tunisia e più in generale i Paesi del bacino del Mediterraneo per la Sicilia.

“Quello di oggi è un evento importante perché, al di là della collaborazione che ci deve essere fra le Camere di Commercio, le associazioni industriali di entrambi i Paesi, prevede il B 2 b , vale a dire lo strumento che mette direttamente in contatto imprenditori tunisini e siciliani, così da consentire loro futuri scambi commerciali. Questa è l’anima degli incontri”.

Per Confindustria, cosa può rappresentare il mercato magrebino?

“Vede, siamo tutti concentrati sull’Expo che si terrà la prossima primavera, ma per noi è già passato. Noi, come associazione, dobbiamo cominciare a pensare più in avanti; con la Tunisia dobbiamo convincerci che avremo un riferimento che deve essere quello di una nuova grandissima identità geografica, pur lasciando inalterata l’identità culturale che ci consenta di uscire dal decremento del Pil mondiale, che è l’Europa, la quale ha il 20% del Pil mondiale con il 10% della popolazione e va erodendosi sempre di più. Allora, cominciamo a pensare che la Tunisia può essere la grande porta dell’Africa, il punto da cui partire per la rinascita economica e culturale, ma anche sociale di questo Paese. L’Italia e la Sicilia possono contribuire fortemente alla realizzazione di infrastrutture in quei territori, ma soprattutto possono partecipare all’economia emergente di questi Paesi. Bisogna ancora fare i conti con le forti carenze infrastrutturali presenti, ad esempio non hanno le fibre ottiche, manca la produzione di energia elettrica, ma è fondamentale che l’Italia faccia la sua parte sia come sistema Paese sia come singole aziende. Riconoscendo che il prossimo grande sviluppo dell’economia non può che essere quello dei grandi Paesi africani oggi economicamente arretrati”.

Cosa si aspettano le imprese siciliane da questi nuovi mercati?

“Le imprese siciliane desiderano vedere replicare quanto accaduto in Sud America, con il Brasile o in Cina dove la crescita del Pil è a due cifre, e dove la cooperazione fra imprese italiane e imprese locali porta non soltanto a fare crescere i nostri fatturati ma anche a darci nuovi mercati di riferimento. Il comune di Palermo, malgrado le grandi emergenze, si fa promotore di importanti incontri per promozione dell’economia locale”.

Marina Pupella

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button