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Wind Jet: Ciambella di salvataggio. Spunta ipotesi cordata siciliana

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Dopo l’esasperato appello del segretario della Uil Trasporti, Angelo Mattone, in cui si esortava “a smettere di continuare a penalizzare il Sud” non lesinando accuse nei confronti di Alitalia, rea di fagocitare lentamente, da otto mesi, la compagnia catanese, e, soprattutto, nei confronti del Ministro Passera che, a suo dire, sta tenendo il gioco ad Alitalia – situazione che ha parecchie analogie, a parere del sottoscritto, con la vicenda della compagnia aerea Air Sicilia dell’imprenditore calatino Luigi Crispino – arriva la notizia che tre imprenditori siciliani: un noto imprenditore della Sicilia orientale operante nel settore della grande distribuzione agroalimentare; l’ingegnere aeronautico Francesco Surace, ex dipendente Wind Jet; e Roberto Corrao, medico, specialista in medicina aeronautica e titolare della Aviomed, impresa specializzata nel trasporto aereo di pazienti infermi; hanno reso pubblico l’interesse a creare una cordata per salvare o, meglio dire, tenere temporaneamente a galla la Wind Jet.

Pietro Giordano – Segretario Generale Adiconsum – ha appreso con entusiasmo la notizia del piano di risanamento sottolineando che “esso permette sia la salvaguardia occupazionale dei dipendenti della compagnia aerea sia la possibilità di recuperare gli indennizzi dovuti ai consumatori”.

Il piano, curato dallo studio del commercialista Salvo Tripoli, è basato su una soluzione-ponte utile ad assicurare la continuità aziendale attraverso l’affitto per stralcio dell’azienda alla società che verrà creata dai componenti del gruppo.

Il “Concordato con continuità aziendale” prevede che la soddisfazione dei creditori, anziché, avvenire attraverso i proventi della liquidazione dei beni sociali, sia effettuata grazie ai redditi derivanti dalla continuazione dell’attività.

L’affitto in questione dovrebbe riguardare solamente gli asset indispensabili alla ripresa immediata dei voli con esclusione delle posizioni debitorie per le quali è possibile utilizzare la normativa sulla composizione negoziale.

Secondo i promotori dell’iniziativa il piano è la premessa per la soluzione definitiva in quanto conveniente a tutte le parti interessate, consentendo l’intervento di ulteriori operatori del settore mantenendo congelati gli asset più importanti e permettendo, così, ai dipendenti la conservazione del posto di lavoro e alla Wind Jet di negoziare la cessione di un’azienda funzionante e non disgregata ricavandone un miglior prezzo o una buona partecipazione, anche se di minoranza, nella nuova società operativa. Al momento, comunque, i vertici della Wind Jet affermano di non essere a conoscenza di nessun interessamento da parte del trio imprenditoriale.

Marcello Russo

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