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Whatsapp nel mirino del Garante della Privacy. Sicurezza a rischio?

Foto internet

WhatsApp, il noto servizio di messaggistica istantanea utilizzato da moltissimi utenti di smartphone che consente l’invio di messaggi di testo tramite internet, è nel mirino del Garante della privacy.

L’applicazione, infatti, una volta installata, accede in automatico a tutti i contatti della rubrica del tablet o dello smartphone, indipendentemente dal fatto se questi usino o meno il servizio. Il Garante ha dunque chiesto spiegazioni alla società californiana che fa capo al servizio, come già successo anche in Canada e nei Paesi Bassi.

Il servizio è gratuito al momento dell’installazione, ma dopo un anno è richiesto un pagamento annuale, corrispondente a 0,79 centesimi su Android e 0,89 invece per iOS: molti utenti si stanno lamentando per il trattamento loro riservato e minacciano di abbandonare WhatsApp per altri servizi di messaggistica istantanea, al momento totalmente gratuiti come Viber, Line o Tango. Tra l’altro per poter rinnovare annualmente il servizio bisogna associare una carta di credito, oppure un account PayPal e anche questo potrebbe favorire la “migrazione” degli utenti verso le altre applicazioni.

Oltre a tutto questo, il servizio ha avuto in passato altre problematiche legate alla presenza di alcune falle di sicurezza, che ne hanno compromesso il sistema. Tuttavia WhatsApp vanta ancora milioni di utenti nel mondo, molti lo continuano ad usare per la sua rapidità e semplicità: è difficile poter prevedere, al momento, un crollo verticale di utenti.

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