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Vulcano: tanta rabbia per proroga stato d’emergenza fino al 30 giugno 2023

Vulcano: “L’isola che non c’è”; pochi fatti, molte parole, tanta rabbia

Vulcano: proroga stato d’emergenza fino al 30 giugno 23, ed è protesta

La popolazione dell’isola di Vulcano, decide di esprimere il proprio dissenso su vari interrogativi inerenti la situazione emergenziale protratta per ulteriori sei mesi attraverso una manifestazione pacifica sul posto, in data 22 gennaio 2023.

Un’ulteriore proroga dello stato d’emergenza fino al 30 giugno 2023 per l’isola di Vulcano: è questo quello che fa scaturire negli abitanti, negli imprenditori, e nell’associazione “La Fucina di Efesto”, una voce corale avente il sapore di amarezza, rabbia, incoerenza nella gestione dell’emergenza da parte del Comitato per il Coordinamento delle Misure di Tutela della Salute e dell’Incolumità Pubblica, formatasi all’inizio del 2022, speranze sul futuro ormai vicine alla perdita. Molteplici risultano essere le contraddizioni in questa situazione che si protrae ormai da più di un anno. A partire dal non coinvolgimento dei cittadini nella redazione del piano emergenziale, nonostante sia dettato dal Codice di Protezione Civile, e che sfocia di conseguenza in un ulteriore rapporto negativo e di distanza siderale con la stessa; ed è sempre rimanendo in tema di Piano Nazionale di Protezione Civile che si prosegue verso l’inserimento di un nuovo allegato allo stesso con il quale si includono i “Gas Hazard” nei fattori di rischio: strategia probabilmente messa in atto per poter dar vita alla situazione emergenziale. Spostandosi, invece, nella sfera economica ci si interfaccia con ulteriori interrogativi su fondi stanziati dal Ministero degli Interni in supporto alla popolazione e mai percepiti o di lavori pubblici mai conclusi. Nella fattispecie si fa riferimento a: rimborsi conseguenti lo “sfratto notturno” di cittadini domiciliati presso abitazioni nella zona portuale, nonché la non realizzazione della strada per la frazione Vulcano Piano e la messa in sicurezza di pontili di emergenza con annesse nuove strumentazioni per il monitoraggio dell’isola. Un ulteriore dilemma affonda nella situazione nominata dai vertici “emergenziale”, visto e considerato che nella stagione estiva 2022 nessuna persona ha riportato malori fra gli innumerevoli visitatori che, ignari o noncuranti delle ordinanze in essere, si recavano nelle zone interdette. Dunque, se il turismo in Italia ricopre circa il 6,4% del PIL, e l’isola di Vulcano è ritenuta patrimonio dell’UNESCO e destinazione turistica per la presenza del Gran Cratere, di terme naturali e di tante altre risorse naturalistiche che vanno a costituire l’immagine, elemento essenziale per la formazione dell’offerta turistica, come si può pensare ad un incremento di flussi turistici se chi dovrebbe tutelare, sponsorizzare, supportare e creare situazioni alternative è in grado soltanto di mostrare disinteresse o disporre chiusure?

Affinché venga preservato questo territorio dal punto di vista naturalistico, sociale ed economico la popolazione ha deciso di indire una manifestazione pacifica che si terrà il 22 gennaio 2023 dalle ore 10:30 partendo dal Porto di Levante. Numerosi sono gli obiettivi prefissati, i quali, verranno elencati in un allegato al presente documento.

 

Gli obiettivi della manifestazione sono i seguenti:

  • Rendicontazione dei fondi stanziati per il 2022;
  • Trasparenza su come verranno spesi i fondi stanziati per il 2023;
  • Mantenimento delle promesse inerenti alla messa in sicurezza dell’isola;
  • Apertura in sicurezza del sentiero alternativo per il cratere;
  • Ristori per danni diretti e collaterali alla popolazione e agli esercenti;
  • Compensazione per i danni economici e d’immagine arrecati.

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Un commento

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