Violenza stradale: l’ennesima vittima di un fenomeno in continua crescita
È sconcertante pensare come da un gesto così banale, ovvero aver alzato il "tono" per l'eccesiva velocità, possano scatenarsi reazioni così estreme, da dover costringere un padre a difendere il proprio figlio minorenne e rimetterci la vita.
Violenza stradale: l’ennesima vittima di un fenomeno in continua crescita
La recente brutale vicenda che ha decretato la morte del partinicese Gioacchino Vaccaro di soli 46 anni, sconvolge non soltanto la comunità di appartenenza di quest’ultimo, ma la collettività, tutta!
Gioacchino Vaccaro, è purtroppo l’ennesima vittima di una sorta di “follia” che imperversa nelle strade di tutto il globo. Il pestaggio, avvenuto per mano di due fratelli, per un futile motivo, ha decretato la fine della vita di un padre, un marito, un essere umano!
La violenza stradale è, purtroppo, sempre esistita spessissimo in forma verbale, ma ad oggi è diventato un problema ancor più serio e preoccupante che ci fa vivere le strade in una dimensione di “far west”.
È sconcertante pensare come da un gesto così banale, ovvero aver alzato il “tono” per l’eccesiva velocità, possano scatenarsi reazioni così estreme, da dover costringere un padre a difendere il proprio figlio minorenne e rimetterci la vita.
Ad ognuno di noi è successo sicuramente di trovarsi in situazioni di discordanza per la strada, dove un “vai a quel paese” è potuto scappare di bocca e dove la risposta è stata reciproca, ma trovarsi in situazioni dove a seguire si verificano atti di violenza fisica , sembra ormai diventato un fenomeno all’ordine del giorno.
Proprio lo stesso pomeriggio in cui ha perso la vita il povero Gioacchino Vaccaro, ho avuto un’esperienza durata pochi secondi che mi ha fatto vivere una manifestazione di “odio gratuito” da parte di un automobilista sconosciuto che, peraltro, guidava con a fianco un minore di età tra i 5 e i 7 anni, sul sedile passeggero e senza cintura di sicurezza.
Mi accingevo all’uscita di una traversina per immettermi in una strada principale, purtroppo, un altro automobilista poco responsabile, aveva sostato “selvaggiamente” la sua automobile in doppia fila, occludendo la visibilità a chi si affacciava sulla strada principale e quindi costringendomi ad avanzare un po’ più del dovuto per poter vedere se dalla mia sinistra sopraggiungevano auto; bene (ma non bene) il signore alla guida dell’auto che arrivava alla mia sinistra non si è reso conto della necessità che avevo di una maggiore visibilità, dando per scontato che avrei accelerato per immettermi sulla strada principale, ma così non era! Rallenta in modo repentino e comincia a rivolgersi a me con parolacce varie e manifestazioni corporee molto “scomposte” lanciandomi uno sguardo carico di odio e di minaccia, nonostante comunque, io fossi ferma. La sensazione è stata terribile! Molto probabilmente sarebbe sceso dall’auto per fare chissacché, se non fosse stato che le auto dietro la sua “clacsonavano all’impazzata”.
Sono stati secondi che sembravano un’eternità, ho deciso di mantenere la calma e non dar seguito alla sua manifestazione di violenza verbale, nonostante mi ribolliva il sangue.
Le domande sorgono spontaneamente:
Perché tanta manifestazione di odio e smania di violenza, come a voler a tutti i costi cercare e trovare un pretesto per sfogare i propri nervosismi sul prossimo, uno a caso, uomo, donna o bambino che sia?
Che educazione avrà ricevuto in quei pochi secondi il figlio che viaggiava, in modo irregolare, sull’auto col padre?
Quali possono essere i fattori che contribuiscono ad incrementare questo vile fenomeno di violenza nelle strade?
Allora, sarebbe bene porsi delle regole personali, ovvero evitare di rispondere a provocazioni o azioni gratuite, proprio in funzione del fatto che ormai in tantissimi non hanno il controllo delle proprie azioni e l’unico modo per poterle contrastare, pare sia proprio quello di avere self control ed evitare ogni tipo di diverbio, quando già istintivamente ci accorgiamo che “l’altro” non ha buone intenzioni.
Viviamo in un’epoca in cui stress e frustrazione sembrano essere protagonisti della vita di tantissimi esseri umani che manifestano reazioni eccessive e impulsive, soprattutto quando sono al volante.
L’era contemporanea evidenzia come sono in crescita i fenomeni di aggressività e individualismo, dove la competizione regna sovrana e idem la mancanza di empatia, l’incapacità di mettersi nei panni degli altri e di considerare le conseguenze delle proprie azioni è predominate su tutto; dove il senso di impunità nel prevaricare l’altro è in netto aumento e dove non ci si rende conto che vi sono sempre devastanti conseguenze per le vittime e per le loro famiglie.
Cosa si può fare per contrastare questi fenomeni?
È importante che, soprattutto le Istituzioni preposte, si attivino maggiormente, attraverso campagne di sensibilizzazione e di prevenzione dei rischi collegati. È altresì importante non solo infliggere sanzioni, come già previsto dalle nuove normative in materia di sicurezza stradale, ma soprattutto l’applicazione delle stesse, senza sconti di sorta.
È fondamentale adottare sistemi di sicurezza della qualità della formazione erogate dalle scuole guida, formando gli aspiranti patentati non soltanto per l’aspetto “guida”, ma anche sulle implicazioni derivate da fattori esterni alla guida: dal punto di vista meccanico, teorico, e normativo, ma soprattutto dal punto di vista della responsabilità e ad avere maggior senso civico rispettando, in primis, la vita degli altri.
Sarebbe opportuno attuare una intensa e costante azione di repressione da parte delle forze dell’ordine. Inoltre potrebbe essere utile istallare sulle automobili una telecamera a tutela delle parti poiché quelle istallate in strada, non sempre sono sufficienti.
Concludo con un pensiero ai nostri lettori: la cosa più importante in assoluto è “ognuno di noi faccia la propria parte”, mantenendo la calma al volante ed evitando comportamenti aggressivi cercando di non cadere nella tentazione di rispondere a questi ultimi.
Da parte mia e della redazione de ILMODERATORE.IT, vanno le più sentite condoglianze alla famiglia di Gioacchino Vaccaro.
Marianna Costantino






