Via Roma torna a respirare: il Comune pone un limite agli espositori dei commercianti
Strutture in ferro o legno, massimo 1,50 metri di altezza e rimosse ogni sera: il piano del Comune per il decoro urbano

DECORO URBANO
Via Roma a Palermo, nuove regole per le merci esposte all’esterno: cosa cambia per i commercianti
Il sindaco Lagalla firma un’ordinanza che disciplina l’occupazione di suolo pubblico lungo una delle arterie storiche più importanti del capoluogo siciliano
Il Comune di Palermo mette ordine lungo via Roma. Con una nuova ordinanza firmata dal sindaco Roberto Lagalla, l’amministrazione comunale introduce regole precise per l’esposizione di merci all’esterno degli esercizi commerciali, puntando a restituire decoro a una delle vie più frequentate e rappresentative della città.
Cosa prevede l’ordinanza: il perimetro delle regole
Il provvedimento fissa limiti chiari e operativi. Ogni attività commerciale potrà collocare sul marciapiede un massimo di due strutture — espositori, stender o rastrelliere — destinate unicamente alla vendita di merci di piccole dimensioni: souvenir, cartoline, opere artistiche, libri e riviste, piante, fiori, artigianato, antiquariato e accessori di abbigliamento.
Le strutture dovranno rispettare dimensioni contenute: altezza massima di 1,50 metri, larghezza e profondità non superiori a un metro. Dovranno essere appoggiate al suolo — come cavalletti o treppiedi — e realizzate in ferro nero o antracite, oppure in legno, in linea con il contesto storico della via.
Un vincolo fondamentale riguarda il passaggio pedonale: dovrà essere sempre garantito uno spazio libero di almeno un metro. Gli espositori potranno essere collocati solo durante l’orario di apertura e dovranno essere rimossi alla chiusura, senza lasciare alcun tipo di accumulo o deposito all’esterno.
Stop alle merci appese alle facciate
L’ordinanza vieta esplicitamente l’esposizione di merce agganciata ai prospetti degli edifici, una pratica diffusa che comprometteva l’aspetto visivo degli stabili storici lungo il tracciato ottocentesco della via.
Le strutture dovranno essere disposte in un’unica fila parallela alla facciata dell’esercizio, all’interno dello spazio di pertinenza, senza invadere aree non consentite. Sono previste anche sanzioni accessorie per chi non rispetta le norme, tra cui il ripristino immediato dello stato dei luoghi e la chiusura dell’esercizio.
Le deroghe previste: fiori, ortofrutta e biciclette
Il regolamento contempla alcune eccezioni mirate. I negozi di piante, fiori e ortofrutta potranno utilizzare piccole rastrelliere a gradoni, strumento tipico del settore. Le attività di vendita o noleggio biciclette avranno invece a disposizione una rastrelliera dedicata, con lunghezza massima di due metri.
“Questo intervento nasce dall’esigenza di restituire decoro e armonia a via Roma, nel pieno rispetto della sua storia e del suo valore monumentale. Le regole sono state definite anche grazie alle indicazioni della Soprintendenza ai Beni culturali, a conferma di una visione condivisa che punta a coniugare attività economiche e tutela del patrimonio. L’obiettivo dell’amministrazione è quindi quello di trovare un equilibrio tra le esigenze delle attività commerciali e la necessità di preservare il decoro urbano, in una delle vie più rappresentative del capoluogo” – il sindaco, Roberto Lagalla
L’assessore Forzinetti: “Regole uguali per tutti”
“Vogliamo garantire regole uguali per tutti e un maggiore rispetto degli spazi pubblici. Il decoro urbano è un elemento fondamentale non solo per i cittadini, ma anche per l’attrattività commerciale e turistica della città. Con questa ordinanza chiediamo collaborazione agli operatori per costruire insieme un’immagine più ordinata e accogliente di Palermo” – l’assessore, Giuliano Forzinetti
Un provvedimento che guarda al futuro della città
L’ordinanza si inserisce in un quadro più ampio di riqualificazione del centro storico palermitano, con un occhio rivolto anche alla dimensione turistica. Via Roma — asse portante tra la stazione centrale e il cuore del centro — torna così al centro di un progetto di cura dello spazio pubblico che coinvolge istituzioni, Soprintendenza e commercianti. La sfida, ora, è trasformare le regole in abitudine condivisa.


