Verdi, Petrella e Čajkovskij protagonisti al Politeama: la Sinfonica Siciliana tra rarità e capolavori
Il 23 e 24 maggio, Massimiliano Stefanelli dirige la 65ª Stagione FOSS con prime assolute, riscoperte ottocentesche e la monumentale Quinta Sinfonia di Čajkovskij

Palermo, 19 maggio 2025 – Sarà un viaggio musicale tra rarità storiche e grandi capolavori sinfonici il prossimo appuntamento della 65ª Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma al Politeama Garibaldi venerdì 23 maggio alle 21 (con prova aperta alle 10) e sabato 24 maggio alle 17.30. Sul podio, Massimiliano Stefanelli, protagonista anche di una riscoperta musicale in prima esecuzione assoluta.
Il concerto si apre con una pagina poco conosciuta del repertorio verdiano: la Sinfonia composta per la prima italiana di “Aida” nel 1872, che fu poi esclusa da Verdi stesso in favore del Preludio originale. Recuperata e diretta da Toscanini nel 1940, la Sinfonia si distingue per la sua struttura a pot-pourri e la ricchezza tematica: vi si riconoscono, tra gli altri, i motivi di Aida, dei sacerdoti, del terzetto del primo atto e del celebre “Numi pietà”, tutti riproposti in una veste orchestrale intensa e drammatica.
Segue la Fantasia per orchestra da “Jone, ossia L’ultimo giorno di Pompei” di Errico Petrella, in prima esecuzione assoluta, preparata dallo stesso Stefanelli. Si tratta di un omaggio alla tradizione lirica italiana dell’Ottocento e alla Sicilia, con cui Petrella aveva un legame profondo: nato a Palermo nel 1813, fu uno degli operisti di maggior successo della sua epoca. La Fantasia, in due parti, rielabora la marcia funebre del quarto atto e presenta la sinfonia iniziale dell’opera, costruita su temi portanti di un lavoro che, un tempo acclamato, era caduto nell’oblio fino al recupero avvenuto negli anni Ottanta.
La seconda parte del programma è dedicata alla Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Petrella e Čajkovskij, composta nel 1888 e parte della celebre “trilogia del destino”, insieme alla Quarta e alla Sesta Sinfonia. Opera dalla forte carica emotiva e profondamente autobiografica, la Quinta affronta il tema della sottomissione al destino, in un alternarsi di pathos, passione e redenzione musicale. Nonostante l’iniziale freddezza della critica, oggi è una delle sinfonie più amate del repertorio tardo-romantico.
Un programma dunque che unisce riscoperta e memoria, grazie a un lavoro di ricerca storica e restituzione artistica che conferma il ruolo dell’Orchestra Sinfonica Siciliana come custode del patrimonio musicale e laboratorio vivo della cultura sinfonica europea.






