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Vancheri: “Ansaldo Breda non deve chiudere. Porterò a Roma proposte per rilancio stabilimento”

Il futuro di Ansaldo Breda di Carini rimane appeso ad un filo. Finmeccanica sta lavorando ad un piano di dismissione di alcuni stabilimenti presenti nel territorio italiano, ma nulla ha deciso in merito all’impianto di Palermo.

Il 21 ottobre scorso in un’audizione informale alla commissione Attività produttive della Camera, il neo amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti non ha fornito risposte precise, liquidando la faccenda con considerazioni di facciata: “La ricetta – ha detto Moretti – è individuare il core business ed eliminare il resto. Non c’è azienda che può continuare a vivere come oggi è Finmeccanica, con 500 linee di business”.

Oggi, durante la conferenza stampa di presentazione del Crocetta ter, abbiamo chiesto all’assessore regionale di competenza, Linda Vancheri, cosa intende fare per salvare l’impianto di Carini e lei esordisce con una battuta.

“Moretti in commissione alla Camera ha rimescolato le carte. Abbiamo incontrato i lavoratori dell’Ansaldo Breda di Carini proprio ieri, e non è stato l’unico incontro. Li abbiamo assicurati che stiamo continuando a lavorare al tavolo aperto già da oltre un anno col Ministero, ma purtroppo la situazione di Ansaldo Breda, nonostante ci sia stata un momento di stand by tecnico da gennaio ad oggi, che siamo riusciti a bloccare insieme con la chiusura annunciata in modo plateale sempre lo scorso gennaio, rimane critica. Siamo ancora in una fase di stallo, perché Finmeccanica non torna indietro e ha deciso di vendere l’azienda”.

Già, ma l’ipotesi di vendita degli stabilimenti di Napoli e forse anche Reggio sono ormai una realtà, dalla quale però resta tagliata fuori l’Ansaldo Breda di Carini….

“La situazione dell’impianto di Carini, rispetto a quelli di Reggio Calabria e Napoli, è più critica, come dicevo. Abbiamo chiesto con forza, anche attraverso una lettera inviata due settimane fa al ministro ed al suo vice, un incontro urgente a Roma per fare presente che Palermo deve entrare nell’operazione e che non venga esclusa. Abbiamo mostrato la volontà che l’Ansaldo Breda rientri nella trattativa che Finmeccanica sta portando avanti, non solo col governo nazionale ma anche con le altre aziende ed a abbiamo altresì chiesto che lo stabilimento di Carini non chiuda. Noi non ci opponiamo alle scelte industriali di Finmeccanica, ma vogliamo garanzie per la Sicilia”.

Dopo le trattative sindacali, i dipendenti hanno rispettato l’accordo con l’azienda di fare, a partire da gennaio,  trasferte a Reggio Calabria…

“Gli operai hanno dimostrato di voler diversificare la produzione e di lanciare un piano industriale che miri all’eccellenza, almeno sul piano locale. La vicenda di Ansaldo Breda a Carini è ormai annosa, la conosciamo tutti è da tanto tempo che si parla di questa chiusura, che trovo assolutamente ingiustificata, visto che parliamo di un settore, quello ferroviario, che non credo sia in crisi. Si tratta di uno dei settori più strategici del nostro Paese che è quello della logistica e dei trasporti. L’idea di voler continuare a chiudere queste vertenze sindacali senza pensare dall’altra parte ad innovarsi, attraverso nuove proposte di sviluppo, cercando di non fare sparire questi settori e puntando al loro rafforzamento, è assurda. Ecco, questa è la proposta che domani porterò al Ministero, dove avremo un incontro con al centro la cantieristica navale, nel corso del quale solleveremo pure la questione Termini Imerese. Oggi pomeriggio incontreremo i sindacati in vista del tavolo romano fissato per il prossimo 10 novembre”.    

Marina Pupella

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