USA in shutdown, Trump minaccia licenziamenti.
Il quindicesimo shutdown dal 1981 paralizza le attività governative: Democratici e Repubblicani ancora divisi su sanità e spesa pubblica

Gli Stati Uniti affrontano un nuovo shutdown a partire da oggi, mercoledì primo ottobre, dopo che il Senato non è riuscito a votare l’estensione dei finanziamenti federali oltre la mezzanotte. La chiusura dimostra la profonda impasse tra il presidente Donald Trump e i Democratici del Congresso, con possibili ripercussioni su servizi pubblici, voli e rapporti economici.
Trump minaccia licenziamenti di massa
Il presidente ha annunciato che potrebbe epurare la forza lavoro federale: “Licenzieremo un sacco di gente. Saranno Democratici”. Oltre 150 mila lavoratori lasceranno i libri paga federali questa settimana dopo aver accettato un buyout, segnando il più grande esodo degli ultimi 80 anni, mentre decine di migliaia di altri sono già stati licenziati quest’anno.
La disputa sui sussidi sanitari
Il shutdown nasce dall’impossibilità dei due partiti di trovare un accordo sull’inclusione di sussidi sanitari nella legge di spesa. I Democratici chiedono che qualsiasi disegno di legge renda permanenti gli incentivi fiscali dell’Affordable Care Act, evitando aumenti drastici dei costi sanitari per 24 milioni di americani. I Repubblicani, invece, insistono per trattare separatamente la spesa pubblica e i sussidi.
Servizi essenziali e attività sospese
Le agenzie federali interromperanno tutte le attività non essenziali, comprese ricerche scientifiche, assistenza clienti e alcuni programmi ambientali. Restano operativi solo i settori considerati essenziali, come truppe militari e guardie di frontiera, che lavoreranno senza stipendio fino a quando il Congresso non troverà una soluzione. La Small Business Administration sospenderà i prestiti e il Dipartimento del Lavoro non pubblicherà il consueto rapporto mensile sulla disoccupazione.
Le tensioni interne e la clausola anti-Trump
Trump ha rifiutato di spendere i fondi già stanziati dal Congresso, scatenando nuove tensioni. La senatrice Catherine Cortez Masto ha definito la situazione una “costosa chiusura“ che “dà ancora più potere a questa amministrazione sconsiderata”. I Democratici chiedono inoltre una clausola anti-Trump per impedire al presidente di ignorare o trattenere unilateralmente i fondi, garantendo la copertura sanitaria a 7 milioni di americani entro il 2035.
Cosa rischiano i cittadini
I Democratici puntano a rendere permanenti gli incentivi fiscali dell’ACA, che altrimenti scadrebbero alla fine dell’anno. Senza interventi, i costi assicurativi aumenterebbero drasticamente, soprattutto negli stati controllati dai Repubblicani come Florida e Texas. L’impatto della chiusura rischia di colpire milioni di cittadini e decine di settori economici.
I prossimi passi e le trattative in corso
Con il Controllo Repubblicano di Camera e Senato, una risoluzione temporanea potrebbe estendere i finanziamenti fino al 21 novembre, dando tempo a una negoziazione annuale sul bilancio. Tuttavia, senza accordi su sanità e programmi sociali, lo shutdown potrebbe prolungarsi con gravi ripercussioni economiche e sociali.







