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Università di Palermo, aumenta la tassa per il diritto allo studio

L’ingresso dell’Università di Palermo

L’anno accademico 2012/2013 si preannuncia ancor più oneroso per gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo: ai sensi del D.L. n.68 del 29/3/2012 l’importo della tassa regionale per il diritto allo studio è stato rideterminato in 140,00 Euro.

Si tratta di un aumento significativo, considerando l’importo di “soli” 85,00 euro dello scorso anno. Ancor più significativo è il fatto che a dover subire l’aumento della tassa saranno anche le categorie a basso reddito, per l’ammontare complessivo di 391,68 euro, obbligatorio per tutti gli studenti dell’Ateneo palermitano. Risultato? L’istruzione si fa un “diritto” sempre più difficile da esercitare…

Dietro al rincaro della tassa regionale per il “diritto” allo studio si cela una decisione del Governo nazionale: il decreto legge, emesso dal Governo Monti, prevede che le regioni stabiliscano l’importo di tale tassa in base al reddito, fissando tre fasce da 120, 140 e 160 euro; qualora la regione non specifichi, entro il 30 giugno, l’importo della tassa di ciascuna fascia, la stessa è dovuta nella misura di 140 euro. Ciò è accaduto con la Regione Sicilia, che non ha rispettato le scadenze e così ha dovuto introdurre in maniera uniforme, senza distinzione di fascia di reddito, l’aumento di 55,00 euro.

L’indignazione si fa sempre più acuta tra studenti e famiglie, sulle cui tasche grava già l’attuale situazione economica.

L’UDU Palermo ha al riguardo espresso una precisa posizione: sebbene le tasse nel mondo universitario siano in continuo aumento, ciò non equivale ad un aumento dei servizi, che invece rischiano di diminuire ulteriormente. “I servizi sono da anni in contrazione e, nonostante questo aumento, si prevedono in calo anche per i prossimi anni” ha affermato Alessio lo Presti, coordinatore dell’UDU Palermo.

Dando voce a tutti gli studenti dell’Ateneo e forte dell’importanza del diritto allo studio, l’esponente dell’UDU Palermo ha così concluso: “Chiediamo che il Ministero e la Regione Siciliana intraprendano un percorso di confronto con le rappresentanze studentesche, che possa permettere di fermare lo smantellamento del diritto allo studio al fine di evitare conseguenze irreversibili per gli studenti universitari”.

Rosaria Cucinella

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