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Unicredit: utile semestre 2,28 mld, trimestre batte stime. Risultati comprendono anche la Russia

UniCredit archivia il primo semestre con un utile di 2,28 miliardi. Il risultato del secondo trimestre è di 2,01 miliardi, molto al di sopra del consenso degli analisti che stimava 996 milioni. I risultati includono la Russia.

Escludendo l’impatto della Russia, l’utile netto di UniCredit nel trimestre è stato pari a 1,5 miliardi di euro, con una robusta generazione organica di capitale di 67 punti base nel trimestre e ha portato a un CET1 Ratio del 15,73 per cento. I ricavi netti si sono attestati a 4,4 miliardi, in rialzo del 12,5% anno su anno, riflettendo l’ elevata redditività aggiustata per il rischio in tutte le aree geografiche, sostenuti dalla crescita del margine netto di interesse attestatosi a 2,3 miliardi, e dalla diminuzione delle rettifiche su crediti che riflette la solida qualità dell’attivo. I costi operativi sono ridotti del 4,4% anno su anno, a conferma della disciplina del gruppo nel gestire la base costi garantendo al contempo la generazione di ricavi.

Il gruppo poggia su basi solide ed è ben posizionato per affrontare un periodo di incertezza macroeconomica, grazie al suo solido CET1 ratio, al migliorato modello di business a basso assorbimento di capitale e alla solida qualità dell’attivo. Questa posizione è ulteriormente irrobustita dal livello di accantonamenti, dagli ‘overlay’ di circa 1 miliardo esistenti sulle esposizioni non deteriorate e da un approccio al rischio rigoroso, rafforzando la capacità del Gruppo di assorbire eventuali shock macroeconomici.

Le esposizioni deteriorate lorde si sono attestate a 13,9 miliardi e sono principalmente composte da inadempienze probabili (Utp) che beneficeranno ulteriormente dell’accordo di partnership con Prelios in Italia, annunciato di recente, per la gestione specializzata di crediti utp. Sia il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e crediti totali netti di gruppo, che il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e crediti totali lordi di gruppo continuano a diminuire su base trimestrale, rispettivamente al 1,5 per cento e 2,9 per cento. Il costo del rischio, esclusa la Russia, è ampiamente sotto la guidance di 10 punti base, al contempo la guidance per l’intero anno è migliorata al di sotto i 30 punti base.

UniCredit  ha ridotto ulteriormente le esposizioni legate alla Russia . Da marzo l’esposizione è stata così complessivamente ridotta di circa 2,7 miliardi attraverso azioni proattive e disciplinate, mentre i Risk Weighted Asset (“RWA”) della Russia sono stati ridotti di circa 2,7 miliardi.

“UniCredit ha continuato a ottenere ottimi risultati nel secondo trimestre, conseguendo la migliore performance per il primo semestre degli ultimi 10 anni, spinta da redditività in crescita, solida generazione organica di capitale e riduzione della base costi nonostante l’impatto dell’inflazione”.  Lo sottolinea nella nota sui conti, il ceo Andrea Orcel. “Il nostro CET1 ratio si è ulteriormente rafforzato al 15,73 per cento, a riprova dell’ottima qualità dell’ attivo, con un costo del rischio di soli 10 punti base, esclusa la Russia. UniCredit poggia su fondamenta solide, che ci collocano in buona posizione per attraversare qualunque congiuntura macroeconomica ci attenda. Fare in modo di restare solidi e resilienti ci consentirà di adempiere alle nostre responsabilità nei confronti dei clienti, delle comunita’ e tutti gli stakeholder, sostenendoli nell’affrontare i tempi impegnativi che si prospettano”,

Il cda di UniCredit, a  seguito della presentazione della richiesta alla Bce di autorizzazione della ‘seconda Tranche del Programma di Buy-Back 2021’ per un importo di 1 miliardo di euro,  ha deciso di convocare l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria dei soci in Milano, per il 14 settembre prossimo. All’ordine del giorno l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie finalizzato alla remunerazione degli azionisti e per la parte straordinaria l’annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale.

UniCredit ha sottoscritto un contratto di compravendita di azioni avente ad oggetto la cessione della propria partecipazione complessiva a CNP Assurances, pari al 49% del capitale sociale, detenuta in CNP Vita Assicura (già Aviva) società assicurativa italiana, per un prezzo pari a 500 milioni di euro. UniCredit ha inoltre sottoscritto un secondo contratto di compravendita con CNP Assurances per incrementare la propria partecipazione in CNP UniCredit Vita., vale a dire dal 38,8% al 45,3% del capitale sociale, per un prezzo pari a 70 milioni di euro. CNP Assurances manterrà in CNP UniCredit Vita S.p.A. una partecipazione di maggioranza pari al 51% e ha assunto previsioni dirette a mantenere la societa’ partecipata operativamente autonoma.

Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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