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Una palermitana ai comandi del C130J della 46^ Brigata Aerea

Spari al decollo di un C-130 italiano da Kabul

Nella giornata di ieri un C130J dell’Aeronautica Militare Italiana impegnato nelle operazioni di evacuazione dall’aeroporto Hamid Karzai della capitale dell’Afghanistan Kabul sarebbe stato oggetto di un attacco poco dopo il decollo dalla pista dello scalo. A bordo il team dei giornalisti che nelle ultime ore hanno raccontato quello che stava accadendo a Kabul e 98 afghani in fuga dal Paese. L’Aeronautica Militare con un comunicato stampa riporta che “il pilota ha effettuato, una manovra evasiva per proteggere il velivolo e i passeggeri. Nessun ferito e nessun danno riportato dal velivolo. In merito a quanto riportato dagli organi di stampa circa l’evento che ha coinvolto dopo il decollo dall’aeroporto di Kabul un C-130J dell’Aeronautica Militare con a bordo un gruppo di civili afghani evacuati e alcuni giornalisti italiani, si precisa che nessun colpo di arma da fuoco ha interessato il velivolo.

Interno C 130J Foto Aeronautica Militare

Il capo equipaggio dell’aereo, come previsto dalle procedure operative ed oggetto di costante addestramento, nell’osservare dei colpi di arma da fuoco provenienti da terra e diretti verso l’alto, visibili come traccianti, ha messo immediatamente in atto una manovra evasiva per proteggere il velivolo ed i passeggeri ed evitare che, proseguendo con la rotta originaria, il velivolo potesse attraversare lo spazio aereo dove erano stati osservati i colpi traccianti. Nessun danno all’equipaggio, ai passeggeri e al velivolo è stato riportato. Il C-130J ha poi regolarmente proseguito la missione, diretta alla base aerea di Al Salem in Kuwait”. Ai comandi del C 130J in servizio alla 46^ Brigata Aerea un Capitano pilota, donna. Non sono tante le donne pilota in Aeronautica Militare impegnate in teatri operativi.

Il Cap. Annamaria Tribuna Foto Aeronautica Militare

Tra queste, il capitano Anna Maria Tribuna, palermitana, con oltre 2000 ore di volo all’attivo è una pilota combat ready (pronta al combattimento) sui C-130J, esperta di missioni ad altissimo livello, impegnata in diversi teatri operativi fuori area, la prima donna a condurre un velivolo in Antartide.  “Una missione ancora più speciale – secondo quanto riportato l’ANSA – per il Capitano Tribuna visto che dall’ingresso delle donne nelle Forze armate, 20 anni fa, è stata proprio lei la prima militare italiana a partecipare a una spedizione in Antartide”.

C130J Foto Fabio Gigante

 I C130-J insieme al C27-J, fanno parte della 46^ Brigata Aerea, di stanza a Pisa, un Reparto che dipende dal Comando Squadra Aerea per il tramite del Comando Forze di Mobilità e Supporto che svolge, con i suoi velivoli da trasporto un’ampia gamma di missioni nell’ambito del trasporto aereo, sia di carattere esclusivamente militare – con la partecipazione in tutti i Teatri Operativi che vedono la presenza delle Forze Armate italiane – sia in ambito civile, in concorso con altre agenzie dello Stato, come è avvenuto nel corso dell’emergenza Covid-19, o per soccorsi umanitari, interventi in caso di calamità naturali o evacuazioni di popolazioni in difficoltà come sta avvenendo in queste ore a Kabul.

La Brigata, è strutturata su tre gruppi volo: il 2° e il 50°, che operano con i velivoli C-130J ed il 98° dotato di velivolo C-27J. Fiore all’occhiello della 46° Brigata Aerea è l’International Training Centre: centro d’eccellenza nato con il compito di addestrare piloti e load master di C27J e C130J. Dotato di simulatori full-motion dei velivoli C27J e C130, è un centro d’eccellenza per la formazione degli equipaggi dell’Aeronautica Militare Italiana e di diverse altre forze armate estere. Un centro riconosciuto anche a livello internazionale per l’elevato livello d’addestramento fornito dagli istruttori dell’I.T.C. e dai simulatori. Le peculiarità dei simulatori che permettono di riprodurre innumerevoli scenari, anche in teatro operativo, come ad esempio operazioni di decollo e atterraggio su piste semi-preparate. La scelta di impiegare i simulatori per la formazione degli equipaggi garantisce la possibilità di riprodurre in anticipo situazioni di volo complicate, come condizioni meteo avverse.

C 130J a Kabul Foto Difesa

L‘ITC inoltre forma ed impiega il personale istruttore che costituisce il cuore pulsante del Centro stesso. All’interno dell’European Air Transport Fleet Program, l’ITC ospita periodicamente i corsi ETAP-I, attraverso i quali si formano selezionati istruttori tattici europei alla dottrina europea del trasporto tattico, alle sue procedure e tecniche. Per il raggiungimento delle missioni assegnate, il Centro si avvale di due Operational Flight Trainer (OFT – Simulatori di volo dinamici) di ultima generazione, uno per il (K)C-130J/-30 ed uno per il C-27J, e di un simulatore statico del cockpit del C-130J. Essi permettono di ottimizzare l’addestramento mantenendo al minimo le risorse impiegate. Il team di istruttori riesce, infatti, a replicare sui simulatori la quasi totalità delle forme di volo, degli scenari e delle emergenze addestrando il personale ai più elevati standard di combat readiness (prontezza al combattimento).

C 130J a Kabul Foto Difesa

Il Centro si avvale della preziosa professionalità di uomini e donne in divisa e dipendenti civili, suddivisi principalmente in due Gruppi Volo: Gruppo di Conversione Operativa (OCU), che assicura l’addestramento basico ed operativo del personale neo assegnato ed effettua i corsi per le tutte le qualifiche istruzionali; Gruppo di Addestramento a Terra (GAT), che garantisce l’applicazione delle corrette metodologie didattiche e gestisce l’attività ai simulatori di volo e la formazione del personale tecnico-manutentivo. I C-130J e il C-27J sono i velivoli di punta che vengono impiegati in ogni teatro operativo, dal deserto all’Antartide, con temperature da 50 sotto zero a più di 50 gradi. Realizzati per fare questo tipo di lavoro. Hanno capacità di trasporto uniche, di mezzi e materiali, oltre che di persone anche in bio contenimento, come è successo nel periodo di emergenza Covid. Una peculiarità è anche quella del rifornimento in volo, sia come receiver, per il C-27 che per rifornire velivolo e anche elicotteri, come per il C-130J. L’addestramento e l’esperienza sul campo hanno consentito di essere operativi H24, soprattutto per il trasporto sanitario in urgenza su tutto il territorio nazionale.

Fabio Gigante

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