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Ultimo appuntamento di Cuor/Anima. Domani a Palazzo Mirto arriva Carlo Spallino Centonze

La tradizione e l’identità siciliana nei riti e nei piatti del Natale.
Ne parla Carlo Spallino Centonze venerdì 17 dicembre alle 18 a Palazzo Mirto.


L’Assessore Samonà: “Recuperare il senso della ritualità e della tradizione della nostra cucina è un modo per ritrovare serenità e fiducia nel futuro”

 

Ultimo appuntamento di Cuor/Anima, il progetto di musica cultura e gusto di Pietro Ballo e Francesco Panasci si avvìa alla conlusione: domani a Palazzo Mirto arriva Carlo Spallino Centonze

Palermo, 16 dicembre 2021 – La tradizione e l’identità attraverso i riti e i piatti della cucina siciliana saranno oggetto di un incontro con Carlo Spallino Centonze che si svolgerà donami, venerdì 17 dicembre alle 18 a Palazzo Mirto di Palermo nell’ambito del progetto “Cuor/Anima – Musica, dialoghi e gusto”, sostenuto dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana con la produzione dell’Associazione Culturale ECU – European Culture University. Ingresso gratuito nel rispetto delle norme anticovid.

Tra poco più di una settimana sarà Natale, un Natale ancora una volta diverso dal solito, con una pandemia che ci sta addosso e un sentimento di paura che ci accompagna anche nelle riunioni conviviali e familiari delle Feste. Il rito del banchetto per noi cattolici nasce dal ricordo del convivio dell’Ultima Cena. In Sicilia si mescola anche con l’uso arabo dell’offerta di cibo: la tavola deve essere sontuosa per santificare e celebrare la festa. Ma affermare quei riti e cucinare quei piatti che accompagnano la tradizione siciliana da secoli e secoli, aiuta tutti a ritrovare un po’ di serenità e fiducia nel futuro. È un balsamo.

La nostra è una regione di dominazioni e incroci di culture le più diverse. L’insieme di materie prime, tradizioni, riti celebrativi è alla base della complessità della cucina siciliana che si esprime anche nella svariata fantasia dei piatti del Natale che, seppur simili in tutta la regione, hanno caratteristiche loro proprie in relazione alle materie prime di cui è ricco ogni singolo territorio e dell’influenza culturale che ha caratterizzato ogni area. Elementi comuni che danno riconoscibilità alle nostre pietanze che, per Natale, diventano straordinarie, sontuose, come a voler sottolineare la grandezza del momento cristiano: così per i timballi, le fritture, il falso magro e i trionfi di dolci, introdotti dal buccellato, dai biscotti ripieni con i fichi secchi e da tutti i prodotti conservati durante i mesi estivi per essere celebrati trionfalmente nelle feste sante. E al centro non può mancare una cassata.
A Natale si incontrano gli elementi fondamentali della civiltà siciliana: la grande cucina e la riunione felice fra le persone.

“Andiamo incontro a un Natale ancora una volta diverso – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – con una pandemia che condiziona anche il nostro modo di vivere le relazioni familiari e le Feste. Cucinare i piatti che da sempre accompagnano i riti della nostra tradizione, è un modo per ritrovare serenità e fiducia nel futuro. Un balsamo che ci fa sentire più protetti e meno soli”.

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