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Iran, Trump lancia l’ultimatum finale: “Un’intera civiltà potrebbe morire stasera”

Washington e Teheran troppo distanti per un accordo. I sistemi di difesa israeliani in azione. Il tycoon: "Lo scopriremo stasera."

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Iran nel mirino: scade l’ultimatum Trump, il Pentagono prepara gli attacchi alle infrastrutture energetiche

Scade questa notte la tregua imposta dal presidente americano. Il Pentagono amplia gli obiettivi da colpire, Israele lancia ondate di attacchi aerei. I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità di un accordo.

Il mondo trattiene il fiato. Nella notte tra il 7 e l’8 aprile scade l’ultimatum che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato all’Iran: cedere alle richieste americane — una tregua di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz — oppure subire le conseguenze militari. Le ultime ore sono segnate da dichiarazioni cariche di tensione, attacchi aerei israeliani e movimenti militari che rendono il quadro sempre più precario.

Trump su Truth: “Forse qualcosa di meraviglioso può accadere”

Dal suo profilo Truth Social, Trump non ha usato mezzi termini. “Un’intera civiltà morirà stasera, per non essere mai più riportata indietro”, ha scritto il presidente americano, aggiungendo però uno spiraglio: “Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere, chi lo sa?”

Il messaggio si chiude con tono solenne: “Lo scopriremo stasera, uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsione, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo iraniano!”

Il divario è troppo ampio: i negoziatori non credono all’accordo

Dietro le quinte diplomatiche, il pessimismo regna sovrano. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti interne all’amministrazione americana, il divario tra Washington e Teheran è considerato troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari riferiscono che Trump si è mostrato sempre meno fiducioso nelle ultime ore e che un ordine di attacco potrebbe scattare già subito dopo la mezzanotte.

Il Pentagono allarga gli obiettivi: centrali e impianti civili nel mirino

Mentre la diplomazia si arena, il Pentagono lavora agli scenari militari. Secondo Politico, che cita due funzionari della difesa, il dipartimento sta ampliando la lista dei siti energetici iraniani colpibili, includendo impianti che servono sia la popolazione civile che le forze armate. Tra questi figurerebbero anche impianti di desalinizzazione dell’acqua, considerati obiettivi legittimi poiché le forze armate dipendono anch’esse dall’acqua potabile.

La natura duale degli obiettivi servirebbe, secondo i funzionari, a rispondere preventivamente alle eventuali accuse di crimini di guerra per colpi a infrastrutture di base. Intanto, aerei da guerra americani e israeliani operano da cinque settimane in modo ininterrotto contro siti militari iraniani, mentre le truppe di terra statunitensi continuano ad affluire nella regione.

Israele attacca Teheran, l’Iran risponde con i missili

Sul piano operativo, l’esercito israeliano ha annunciato ufficialmente una “ondata” di attacchi aerei contro infrastrutture del regime iraniano, colpendo obiettivi a Teheran e in altre aree del Paese. Sul canale Telegram ufficiale delle Idf si legge: “Poco fa, l’IDF ha annunciato un’ondata di attacchi aerei con l’obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell’Iran.”

La risposta di Teheran non si è fatta attendere: l’Iran ha lanciato missili verso il territorio israeliano. L’IDF ha attivato immediatamente i sistemi di difesa aerea, comunicando: “Sono stati identificati missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi difensivi stanno operando per intercettare la minaccia.” Le sirene di allerta sono risuonate in diverse città, e agli israeliani è stato intimato di non prendere i treni.

Una crisi che entra nel suo 39° giorno

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran raggiunge oggi il suo 39° giorno. Ciò che era cominciato come una campagna di pressione militare e diplomatica si è trasformato in uno scontro aperto, con attacchi incrociati e una comunità internazionale che guarda con apprensione all’evolversi della situazione. Le prossime ore diranno se la finestra per la diplomazia è davvero chiusa o se, come ha lasciato intendere lo stesso Trump, qualcosa di inatteso potrà ancora cambiare le carte in tavola.

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