Ucraina: gli aerei spia italiani a caccia della flotta russa.

In volo i due Gulfstream CAEW G 550 dell’AMI

In questi giorni la NATO è in allerta massima. Gli aerei spia dell’Alleanza Atlantica sono in perlustrazione in tutto il Mediterraneo centrale a “caccia” delle unità della flotta navale Russa. L’attenzione in particolare è focalizzata sulle sei grandi navi d’assalto anfibie salpate il 15 gennaio dal Baltico e dal mare di Barents ed arrivate al porto siriano di Tartus.

G550 e altri velivoli NATO fonte Flight Radar 24

A monitorare dall’alto il convoglio navale anche i due Gulfstream CAEW G550 in servizio presso il 71° Gruppo Volo del 14° Stormo dell’aeronautica Militare di stanza a Pratica di Mare. Si tratta di un bireattore leggero di derivazione commerciale militarizzato e customizzato in Israele dalla IAI. Il G550 in questi giorni, ha condotto missioni di pattugliamento marittimo sulla flotta navale russa e gestione del campo di battaglia (Bm – Battlefield Management), grazie alla compatibilità con i sistemi Rover del personale impiegato a terra a Pratica di Mare e sulle unità navali della NATO in navigazione nel Mediterraneo centrale (mediante la trasmissione anche video di immagini utili all’interpretazione dell’ambiente in cui si sta operando).

Operatori a bordo G 550 foto AMI

Il G550 è un sistema multi-sensore con funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, per garantire la supremazia aerea e il supporto alle forze di terra. Il velivolo utilizzato dall’Aeronautica Militare è stato modificato in parte dalla stessa ditta costruttrice stessa (Type A modification), ed in parte dalla Elta Systems Ltd ad Ashdod, Israele, con l’allestimento ed il montaggio dei sistemi di missione (Type B modification) tra i quali il radar di sorveglianza.

Gulfstream CAEW G550 dell’AMI

Il risultato è una piattaforma con prestazioni aerodinamiche sostanzialmente paragonabili al vettore civile (da qui la definizione di “conformal”). Molte delle sue caratteristiche, non solo riguardanti i sistemi di bordo, sono segrete, ma il velivolo è in grado di restare in volo per ore e di “spazzare” un’area di 300 chilometri di raggio a 360 gradi, oppure di “focalizzarsi” su un unico punto della superficie terrestre per osservarlo meglio, arrivando, perfino a distinguere un’autovettura o un piccolo Uas (Unmanned Air System), il tutto in tempo reale.

Consolle operatori radar G 550 Foto AMI

Le informazioni ottenute dai singoli sensori vengono analizzate e “fuse” in modo automatico, permettendo una rapida ed accurata acquisizione ed identificazione dei bersagli – che è il cuore della funzione di Early Warning vera e propria – con in più il vantaggio di una copertura radar maggiore grazie al sensore aerotrasportato. La Rasp (Recognized Air Surface Picture) ottenuta dal sistema e validata dagli operatori di missione, viene visualizzata tramite sei postazioni di bordo e può essere disseminata in maniera sicura e tempestiva ai centri di comando a terra grazie a un potente sistema datalink.

Questa integrazione nei sistemi di comunicazione della Difesa italiana avviene attraverso il sistema di comunicazione Link 16, lo stesso utilizzato dalle piattaforme di ultima generazione come il cacciabombardiere Stealth F-35, che proprio grazie ai suoi potenti sensori è in grado di coadiuvare il lavoro svolto dal G550 e da altre piattaforme, navali o terrestri, in modo da fornire un quadro completo ed in tempo reale, della situazione di combattimento: quella che, in gergo militare, si definisce situational awareness e che permette la “supremazia informativa”, come detto anche dal capo di Stato maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli.

G550 Foto AMI

L’intento del governo è di dotare l’Italia di altri 8 velivoli formando la più grande flotta di aerei da spionaggio elettronico d’Europa con i sistemi più avanzati e costosi del pianeta, in grado di individuare, analizzare e disturbare qualunque impulso, dai telefonini ai radar.

Fabio Gigante

 

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