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Raid israeliano a Teheran: morto il capo della milizia Basij Gholamreza Soleimani

Le Forze di Difesa Israeliane annunciano l’operazione mentre il conflitto entra nel diciottesimo giorno

MEDIO ORIENTE

Ucciso a Teheran il comandante dei Basij Gholamreza Soleimani durante un raid israeliano

Attacchi anche a Shiraz, mentre la guerra regionale entra nel 18° giorno

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver ucciso Gholamreza Soleimani, comandante della milizia Basij, durante un raid condotto a Teheran contro un accampamento di comando mobile dove si trovavano diversi ufficiali militari iraniani.

Secondo la ricostruzione diffusa dalle stesse fonti militari israeliane, l’operazione sarebbe avvenuta dopo che il quartier generale dei Basij era stato già distrutto in precedenti attacchi. Nel bombardamento sarebbe morto anche il vice comandante della milizia, Seyyed Karishi, insieme ad altri ufficiali presenti nella struttura. Le stesse fonti affermano che un secondo raid aereo simile avrebbe colpito obiettivi militari a Shiraz, provocando ulteriori perdite tra i vertici della milizia. Da Teheran, al momento, non sono arrivati commenti ufficiali né conferme sulle morti dei comandanti né sulle circostanze degli attacchi.

Chi era Gholamreza Soleimani

Gholamreza Soleimani era nato in Iran nel 1964 e negli ultimi anni aveva assunto un ruolo centrale nell’apparato di sicurezza della Repubblica islamica. Guidava la milizia Basij da circa sei anni, una forza paramilitare che opera all’interno dei Guardiani della Rivoluzione.

I Basij sono conosciuti soprattutto per il loro impiego nel controllo interno del Paese e per il ruolo nella repressione delle proteste popolari, in particolare durante le manifestazioni degli ultimi anni. Per queste attività Soleimani era stato inserito nelle liste di sanzioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Attacco all’ambasciata Usa a Baghdad

Il conflitto nella regione intanto continua ad allargarsi e raggiunge il diciottesimo giorno di combattimenti. Nelle stesse ore l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi.

Almeno uno degli ordigni ha centrato la sede diplomatica provocando un’esplosione e una densa colonna di fumo nero visibile dalla capitale irachena. Poco prima un altro drone aveva colpito un hotel di Baghdad dove alloggiava anche personale italiano, che secondo le prime informazioni non sarebbe rimasto coinvolto nell’esplosione.

Nuovi attacchi tra Iran e Libano

Nel frattempo l’esercito israeliano ha avviato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi considerati terroristici a Teheran e contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut, nel tentativo di colpire le reti militari alleate dell’Iran nella regione.

Le operazioni militari proseguono mentre la tensione resta altissima e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto continua a preoccupare la comunità internazionale.

Pressioni internazionali e tensioni sulla Nato

Sul piano politico cresce anche la pressione internazionale. Donald Trump ha avvertito che il futuro della NATO potrebbe diventare “molto negativo” se gli alleati non aiuteranno a riaprire lo stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche per il traffico petrolifero mondiale. Secondo l’ex presidente statunitense almeno sette Paesi avrebbero offerto il proprio sostegno, mentre diversi governi europei mostrano prudenza sull’ipotesi di un intervento.

La situazione resta estremamente fluida e l’assenza di conferme ufficiali da parte di Teheran rende difficile verificare l’esito reale dei raid. Intanto il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi, con nuovi attacchi e tensioni diplomatiche che coinvolgono sempre più attori internazionali.

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