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Tv: in Italia si va a “carbone”, il Giappone punta sull’8K per Olimpiadi 2020 Tokyo

In Italia le Tv nazionali (non tutte) trasmettono oltre che in 16/9 anche in alta definizione sui canali 500; le Tv regionali, cosiddette locali, invece disconoscono l’HD, a parte qualche eccezione nel sud Italia.

Proprio di questo vogliamo parlare: la tecnologia dell’alta definizione in Italia per le Tv locali è rimasta solo utopia. La crisi economica che ha colpito il comparto ha prodotto solo fallimenti, chiusure d’azienda e, nei migliori casi, scarsa gestione dell’attività sia dal punto di vista economico che della qualità dei palinsesti.

Le colpe sono molteplici: da una parte l’Istituzione pubblica che non ha garantito azioni a sostegno del comparto proprio per la conversione al digitale terrestre e nell’attuare misure atte a finanziare programmi d’investimento e formazione dei dipendenti. Dall’altra la colpa degli imprenditori-editori che non si sono organizzati a fare “rete” per gridare con un’unica ed inequivoca voce le difficoltà e le emergenze del settore.

Oggi, le Tv regionali trasmettono quasi tutte in 4/3 e in alcuni pochi casi in 16/9; per il full HD si dovrà attendere in un futuro miracolo. I palinsesti delle emittenti di dubbia qualità trasmettono ore e ore di televendite e residui spazi vengono dedicati all’informazione ma ancora peggio alle produzioni indipendenti. L’informazione del video giornale, realizzato con mediocrità, vive ancora solo perché obbligatorio ai fini dell’ottenimento del contributo ministeriale.

Il bando pubblicato dal Ministero per la ripartizione degli LCN ha fatto “uscire” i furbastri dell’editoria che con i loro sotterfugi si sono accalappiati i canali di numerazione bassa. L’Ente pubblico, cieco e non attento, si è fatto “fregare” dai furbacchioni a discapito degli Editori onesti e seri. Molte imprese hanno “barato” per ottenere una numerazione “bassa” e i risultati sono agli occhi di tutti.

Ci chiediamo quindi, quale futuro avrà questo settore? Quali azioni-misure metterà in campo l’istituzione ministeriale, regionale e comunale al fine di rendere competitiva, tecnologica e all’avanguardia l’editoria televisiva? Quali controlli sta attuando AGCOM per verificare la sussistenza dei requisiti di un editore rispetto ad un altro nel rispetto della sana concorrenza?

Nel frattempo il mondo si evolve e mentre le Tv italiane diventano vecchie da ogni punto di vista «il Giappone ha iniziato le trasmissioni di programmi televisivi via satellite ad altissima definizione in 4K. Un formato quattro volte superiore agli standard di oggi, sul quale colossi come Sharp e Sony hanno deciso di puntare per rilanciare il segmento delle Tv, da tempo in sofferenza.

Ma l’obiettivo, come ha spiegato Akira Yoshizawa, direttore della ricerca della televisione pubblica NHK, è di arrivare rapidamente allo standard 8K. “Ad oggi siamo decisamente in vantaggio sulla risoluzione 4K, ma l’evoluzione è molto veloce e potremmo essere superati. Se non sviluppiamo rapidamente lo standard 8K, con l’aiuto del governo e delle risorse del paese, rischiamo di non essere più leader nella prossima generazione di Tv”.

Per stringere i tempi, è stato creato un consorzio composto da gruppi televisivi e produttori di Tv per diffondere il più rapidamente possibile la sperimentazione della tecnologia 4K in tutto il paese con l’obiettivo di arrivare alla definizione in 8K per le Olimpiadi 2020 di Tokyo». (TM News)

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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