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Accordo improvviso USA-Iran: stop ai raid e riapertura immediata dello Stretto di Hormuz

Dopo settimane di terrore arriva il cessate il fuoco bilaterale mediato dal Pakistan: negoziati al via venerdì a Islamabad

MEDIO ORIENTE

Trump annuncia il cessate il fuoco: crolla il prezzo del petrolio

L’intesa tra Stati Uniti e Iran ferma i bombardamenti e riapre le rotte commerciali, attesa per i negoziati di venerdì a Islamabad

Il panorama internazionale registra una svolta improvvisa che allenta la morsa della tensione tra Washington e Teheran. Dopo settimane di scontri e incertezza globale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato la sospensione delle operazioni militari contro l’Iran.

La decisione scaturisce da una proposta di mediazione avanzata dal premier pakistano Shehbaz Sharif, segnando l’inizio di una finestra di tregua della durata di quattordici giorni.

Le basi del compromesso poggiano sulla riapertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, condizione essenziale posta dalla Casa Bianca per interrompere i raid.

Attraverso il suo canale social Truth, Trump ha definito l’intesa come un cessate il fuoco bilaterale, motivando la scelta con il raggiungimento degli obiettivi militari prefissati e l’esistenza di una proposta in 10 punti inviata dall’Iran, considerata una base valida per costruire una pace duratura in tutto il quadrante mediorientale.

La replica di Teheran non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato su X che le forze armate della Repubblica Islamica interromperanno le azioni difensive in risposta allo stop degli attacchi americani. Araghchi ha garantito il passaggio sicuro delle imbarcazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, pur sottolineando che il transito avverrà in coordinamento con le autorità militari locali e nel rispetto dei limiti tecnici necessari.

Il riverbero di questa notizia ha scosso immediatamente i mercati finanziari.

Il prezzo del greggio Wti ha subito un vero e proprio tracollo, segnando un -18% e scivolando a 93,03 dollari poco prima dell’apertura delle piazze asiatiche. Questo allentamento della pressione energetica rappresenta un segnale di sollievo per l’economia mondiale, che guardava con estrema preoccupazione al blocco delle rotte petrolifere.

I prossimi passi formali si consumeranno a Islamabad, dove venerdì avrà luogo il primo round di negoziati ufficiali.

La delegazione americana vedrà la partecipazione di figure di primo piano come il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. L’obiettivo dichiarato dal governo pakistano è estendere la tregua a tutti i fronti caldi della regione, incluso il Libano, per trasformare questo stop temporaneo in una stabilità strutturale.

Il mondo osserva ora con estrema attenzione l’evolversi dei colloqui in Pakistan, consapevole che le prossime due settimane peseranno in modo decisivo sugli equilibri geopolitici e sui costi energetici che ricadono quotidianamente sulle imprese e sulle famiglie.

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