Trump contro Meloni e la Nato: “Non ci hanno sostenuto, perché dovremmo farlo noi?”
Solidarietà bipartisan a Meloni, Salvini: "Condanno gli attacchi al Papa e alla premier"

POLITICA INTERNAZIONALE
Trump scarica Meloni: “Il nostro rapporto non è più lo stesso”
Dopo la guerra in Iran, il presidente americano attacca la premier italiana a Fox News. L’Italia resiste: solidarietà bipartisan da tutta la politica
Donald Trump ha lanciato il secondo attacco in meno di 24 ore contro Giorgia Meloni, questa volta in un’intervista a Fox News, mettendo nero su bianco la frattura tra Washington e Roma.
“Non è stata positiva”: Trump rompe con Meloni
Il presidente americano ha risposto senza giri di parole a chi gli chiedeva se i rapporti con la premier italiana fossero rimasti invariati: “No. È stata negativa.” Poi ha allargato il tiro: “Non abbiamo più lo stesso rapporto con chiunque si sia rifiutato di aiutarci.” La motivazione, secondo Trump, è concreta e geopolitica: “L’Italia riceve molto petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz” — quindi, nel ragionamento della Casa Bianca, avrebbe tutto l’interesse a sostenere l’operazione militare contro Teheran.
La Nato nel mirino: “Perché spendiamo centinaia di miliardi?”
Trump non si è fermato all’Italia. Nella stessa intervista ha preso di mira l’intera Alleanza Atlantica: “La Nato non era al nostro fianco.” E ha posto la domanda che da anni agita le cancellerie europee: “Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per la Nato se non ci sosterranno?”
La logica di Trump è lineare e brutale: chi non ha sostenuto gli Stati Uniti sulla questione iraniana non lo farà nemmeno su dossier ben più rilevanti. Un avvertimento che suona come un ultimatum a tutto il blocco occidentale.
L’Italia risponde compatta: da Salvini all’opposizione
Meloni, fedele al suo stile, ha scelto il silenzio. Ma intorno a lei si è costruita una difesa trasversale e inedita. Ministri, esponenti della maggioranza e leader dell’opposizione hanno rivendicato la correttezza della posizione italiana come difesa dell’interesse nazionale.
Il segnale politicamente più pesante è arrivato da Matteo Salvini, leader della Lega, che il giorno prima era rimasto in silenzio. Stavolta il segretario leghista ha preso posizione in modo netto: “È chiaro che quando attacchi il Papa o Meloni per me sei da condannare in un caso e nell’altro.” E ancora: “Se Trump attacca il Papa sbaglia, se attacca il governo italiano sbaglia.” Totale sostegno, ha detto Salvini, “all’attività del governo e del presidente del Consiglio da tutti i punti di vista.”
Roma ha tenuto la linea. Ora resta da vedere se Washington troverà il modo di abbassare i toni — o se questa crepa nei rapporti transatlantici è destinata ad allargarsi. In gioco non c’è solo una relazione diplomatica: c’è il futuro dell’Europa nella nuova geografia del potere globale.



