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Trump all’Europa: “Se non difendete Hormuz, il futuro sarà molto negativo”

Il presidente americano avverte gli alleati Nato, chiama in causa la Cina e minaccia l'Iran: "Colpiamo Kharg in cinque minuti"

MEDIO ORIENTE

Trump lancia l’ultimatum alla Nato: “Garantite lo Stretto di Hormuz o le conseguenze saranno gravi”

Il presidente americano chiama in causa anche Pechino e minaccia Teheran: “Possiamo colpire Kharg in cinque minuti”. Israele lancia un’offensiva su larga scala contro l’Iran. L’Ue valuta il rafforzamento della missione Aspides.

La tensione attorno allo Stretto di Hormuz non accenna a diminuire e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alza ulteriormente il tiro. In un’intervista al Financial Times, il capo della Casa Bianca lancia un avvertimento esplicito ai partner dell’Alleanza atlantica: chi non contribuirà a mantenere aperto il passaggio strategico dovrà fare i conti con un futuro che Trump definisce, senza mezzi termini, “molto negativo“.

Trump chiama la Cina: “Il 90% del suo petrolio passa da lì”

Nell’intervista il presidente rivolge un appello diretto a Pechino. “La Cina dovrebbe aiutare“, afferma Trump, ricordando che circa il novanta per cento del petrolio cinese transita proprio per Hormuz. Il presidente attende una risposta prima di volare in Cina per incontrare Xi Jinping a fine mese, un viaggio che potrebbe anche slittare. Dal canto suo, Pechino risponde per le rime: “Gli Stati Uniti correggano subito i loro comportamenti scorretti sul commercio“, dichiarano le autorità cinesi, senza lasciare spazio a interpretazioni diplomatiche.

Minacce dirette a Teheran: “Possiamo colpire Kharg in cinque minuti”

Sul fronte iraniano, Trump non risparmia le parole. Dichiara apertamente che gli Stati Uniti sono in grado di colpire l’isola di Kharg, cuore delle esportazioni petrolifere iraniane, in appena cinque minuti, e accusa Teheran di condurre una campagna di disinformazione tramite strumenti digitali. Sui negoziati, il presidente ammette: “Stiamo parlando con loro, ma non credo siano pronti per un accordo“. Nel frattempo le grandi compagnie petrolifere avvertono che la crisi potrebbe peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane.

Israele attacca Teheran su larga scala, l’Iran respinge ogni trattativa

La notte scorsa Israele ha lanciato un’offensiva su larga scala contro Teheran. Le autorità militari israeliane ritengono che il conflitto necessiti di “almeno altre tre settimane“, segnalando che restano ancora migliaia di obiettivi da colpire sul suolo iraniano. Teheran non apre a nessuna trattativa e chiede agli alleati degli Stati Uniti di “non compiere alcun atto che possa allargare il conflitto“. I droni iraniani hanno nel frattempo preso di mira i Paesi del Golfo, costringendo le autorità di Dubai a sospendere temporaneamente le attività dell’aeroporto.

Aspides e droni dragamine sul tavolo

Sul fronte europeo si registra un cauto attivismo. L’Unione Europea valuta il rafforzamento della missione navale Aspides nell’area, senza però sbilanciarsi sull’invio di navi direttamente a Hormuz. Il Regno Unito, da parte sua, studia la possibilità di dispiegare droni dragamine nella zona. Il dossier è approdato oggi al Consiglio Esteri europeo, dove i ministri sono chiamati a trovare una posizione comune su uno scenario che si fa ogni ora più complicato.

Trump spera di poter annunciare la formazione di una coalizione internazionale già nel corso di questa settimana. Ma tra alleati riluttanti, una Cina che chiede rispetto e un Iran che non cede, la strada verso qualsiasi soluzione appare ancora lunga.

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