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Iran, Trump avverte: “Senza accordo molte bombe inizieranno a esplodere”

Minacce, negoziati e tensione alle stelle: lo scenario mediorientale verso il punto di rottura

MEDIO ORIENTE

Trump stringe l’Iran: “Accordo subito o guerra”

Il presidente americano lancia ultimatum a Teheran e promette “un futuro grande e prospero” se i negoziati andranno a buon fine

Le trattative tra Washington e Teheran entrano nella fase più delicata. Donald Trump ha alzato il tiro nelle ultime ore, alternando promesse di prosperità ad avvertimenti espliciti: se il cessate il fuoco scadrà mercoledì senza che un accordo venga firmato, le conseguenze militari saranno inevitabili. Un messaggio che non lascia spazio a molte interpretazioni, mentre la diplomazia lavora a ritmo serrato sullo sfondo di un Medio Oriente ancora in fiamme.

Le parole di Trump: “Risultati sorprendenti” o bombe

In un’intervista a Fox News, Trump ha annunciato che l’accordo sarà firmato “oggi” in Pakistan, salvo poi precisare a Pbs che “se la tregua scade senza accordo, molte bombe inizieranno a esplodere”. Sul suo social Truth, il presidente americano ha tracciato uno scenario a due velocità: “Proprio come i risultati in Venezuela, di cui i media non amano parlare, i risultati in Iran saranno sorprendenti. E se i nuovi leader iraniani — cambio di regime! — saranno intelligenti, l’Iran potrà avere un futuro grande e prospero”.

Vance verso Islamabad, ma la situazione resta fluida

Al di là della retorica presidenziale, il vicepresidente JD Vance dovrebbe partire da Washington nella serata di oggi o martedì per raggiungere il Pakistan e partecipare all’ultimo round di colloqui con l’Iran previsto per mercoledì a Islamabad. Fonti vicine al dossier avvertono però che la situazione rimane fluida, complicata dalla “continua e accesa retorica pubblica” di entrambe le parti. La Casa Bianca ha dichiarato alla Cnn: “Ci aspettiamo che la delegazione sia in viaggio a breve, ma non è ancora chiaro quando”.

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso

Trump ha ribadito con chiarezza che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla firma dell’accordo, confermando al tempo stesso che il cessate il fuoco ha una scadenza fissa: mercoledì pomeriggio. Una pressione temporale che aggiunge urgenza a trattative già cariche di tensione.

Israele, le smentite e l’attacco ai media

Il presidente americano ha poi smentito le indiscrezioni che lo vedrebbero spinto verso il conflitto da pressioni israeliane: “Israele non mi ha mai convinto a entrare in guerra con l’Iran”, ha scritto su Truth, aggiungendo che sono stati piuttosto i fatti del 7 ottobre a rafforzare la sua “convinzione di lunga data” che Teheran non potrà mai dotarsi di un’arma nucleare. Infine, l’ennesima bordata ai media: “Il 90% di ciò che dicono sono bugie e storie inventate, e i sondaggi sono truccati, proprio come lo sono state le elezioni presidenziali del 2020”.

Nelle prossime ore si capirà se la diplomazia riuscirà a reggere il peso di un’escalation verbale che, giorno dopo giorno, lascia sempre meno spazio alla mediazione. Mercoledì, con la scadenza del cessate il fuoco, sarà il momento della verità.

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