Cefalù, la scuola fantasma che rubava allo Stato: nove indagati per la maxitruffa
Alunni mai presenti in classe ma sempre "a registro": così una cooperativa intascava i soldi pubblici sfruttando 118 lavoratori

Dirigenti e tutor avrebbero falsificato la presenza degli studenti per ottenere finanziamenti pubblici. L’inchiesta coinvolge una cooperativa sociale già sotto sequestro per oltre un milione di euro.
Il sistema fraudolento smascherato dai Carabinieri
Si allarga l’inchiesta della Procura di Termini Imerese sul sistema di gestione di alcuni istituti paritari nel cefaludese. I Carabinieri della Compagnia di Cefalù hanno notificato nove avvisi di conclusione indagini a dirigenti e tutor accusati di sfruttamento del lavoro e truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli indagati, di età compresa tra 26 e 75 anni, avrebbero orchestrato un meccanismo fraudolento per ottenere finanziamenti pubblici destinati all’istruzione.
Presenze false e documenti taroccati per ingannare Ministero e Regione
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i responsabili di alcuni istituti paritari riconducibili a una cooperativa sociale avrebbero falsificato la documentazione relativa ai progetti formativi e alla frequenza degli alunni. Le attestazioni irregolari avrebbero indotto in errore sia l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia sia il Ministero dell’Istruzione, consentendo alla cooperativa di incassare finanziamenti non dovuti.
Centodiciotto lavoratori sfruttati e costretti a restituire lo stipendio
L’indagine aveva già portato a risultati significativi nei mesi scorsi. Nell’aprile 2024 erano scattate misure cautelari e interdittive nei confronti di alcuni responsabili della cooperativa, mentre emergeva la condizione di 118 lavoratori sfruttati: dipendenti costretti ad accettare paghe irregolari e a restituire parte dello stipendio percepito. A maggio dello stesso anno il Tribunale di Termini Imerese aveva disposto un sequestro preventivo superiore a un milione di euro, comprensivo di immobili, conti correnti, automobili e denaro contante.
Doppio binario: dalle buste paga irregolari alla truffa allo Stato
Per garantire la continuità dell’attività didattica, nonostante il sequestro, il Tribunale aveva nominato un commissario giudiziale. Gli avvisi notificati in questi giorni consolidano il quadro accusatorio e confermano l’esistenza di un sistema che avrebbe fatto leva su due fronti: da una parte lo sfruttamento sistematico del personale scolastico, dall’altra la truffa organizzata ai danni dello Stato attraverso la manipolazione dei dati sulla didattica e sulla presenza degli studenti.
Si tratta di uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni in Sicilia nel settore dell’istruzione paritaria, dove il confine tra gestione privata e risorse pubbliche richiede controlli sempre più stringenti per evitare abusi a danno della collettività e dei lavoratori.







