“Troppo ‘choosy’ nella scelta del lavoro”‘, tutti contro la Fornero. Ma ha davvero torto?

Ministro Fornero

Non devono essere troppo choosy nella scelta del posto di lavoro. Lo dico sempre ai miei studenti: è meglio prendere la prima offerta di lavoro che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno, non si può più aspettare il posto di lavoro ideale, bisogna mettersi in gioco”. Queste le parole del ministro del Lavoro e del Welfare, Elsa Fornero, rivolte ai giovani, durante il suo intervento dal palco di Assolombarda a Milano, avvenuto lunedì scorso.

Parole che hanno scatenato reazioni nel mondo politico e sul web, in quanto proferite da un ministro. Ma se fossero state il frutto di un pensiero di uno che con la politica non ha nulla a che vedere, il clamore sarebbe stato lo stesso? Non credo affatto.

Analizziamo il pensiero, infatti, al di là del mittente. È davvero una dichiarazione senza senso e offensiva per i giovani? Oppure cela una verità che non spesso si racconta?

In fondo, se un giovane appena laureato dovesse ricercare il lavoro perfetto, in un momento in cui il mercato offre davvero poco, ciò significherebbe che rimarrebbe ‘a spasso’ per chissà quanto tempo. Perché non è detto che un laureato in giurisprudenza, in lettere, in ingegneria, in psicologia, trovi subito un lavoro confacente ai propri studi. Innanzitutto, per via della concorrenza. Poi, per via del fatto che nel nostro Paese non esistono fabbriche di avvocati, di professori, di ingegneri e di psicologi.

Insomma, è vero che bisogna guardarsi in giro e accettare magari un altro lavoro da quello agognato, purché sia dignitoso dal punto di vista retributivo e rispettoso della dignità dell’individuo. Non tanto perché così gira l’economia quanto perché si rischia che i giovani italiani prediligano solo mestieri ‘mentali’ più che ‘manuali’, determinando una crisi di risorse nei settori in cui la tecnica conta più della preparazione intellettuale.

Non è vero, in fondo, che ci sono più avvocati che panettieri, ingegneri che falegnami, psicologi che idraulici? Eppure la società ha sia bisogno dei primi che dei secondi e non è affatto detto che i secondi guadagnino meno dei primi. Anzi, meno risorse disponibili ci sono, più sono remunerate e ricercate quelle specializzate.

Lo so, queste parole vi stanno facendo innervosire, magari di più di quelle proferite dal ministro Fornero. Perché tra di voi magari ci sono studenti che hanno dovuto faticare per tanto tempo prima di conquistare la laurea ed il sacrificio andrebbe premiato, soprattutto da parte di un sistema – quello italiano – che non coltiva i talenti dei propri giovani.

Però, viviamo in tempi oscuri e bisogna rimboccarsi le maniche per campare e realizzare i propri sogni. Lamentarsi è inutile, soprattutto se lo si fa soltanto davanti al Pc.

La nostra non è più l’Italia del posto fisso. Inoltre, la laurea non è più il pezzo di carta che apre le porte del Paradiso. Oggi occorre ben altro: spirito di adattamento, reclamando però rispetto e dignità.

Machiavelli

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