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Trattativa per Gnahorè bloccata. Gerolin: “Noi abbiamo l’accordo con la Carrarese. Calleri non verrà”

gerolin

Erano previste per ieri le visite mediche del centrocampista  Gnahorè, ma l’attuale giocatore della Carrarese non si è presentato. Dietro questo rifiuto di effettuare le visite ci sarebbe l’interesse di club più blasonati dei rosa. Il Palermo dalla sua parte ha l’accordo con la società toscana e quindi rimane in vantaggio sulla concorrenza. Il giocatore ha chiesto tempo per pensare, ma sono attesi sviluppi a breve. Della situazione Gnahorè ha parlato Gerolin a “Mediagol”.

“Tempo fa mi era stato segnalato questo giocatore: quando l’ho visto, mi è piaciuto subito. E’ una scommessa perché è un ragazzo del ’93 che deve fare il doppio salto di categoria, ha bisogno di lavorare. Ci siamo accordati con la Carrarese, come è giusto che sia a livello legale, perché bisogna passare prima dal club proprietario del cartellino. Abbiamo trovato l’accordo con loro, quindi l’intesa col procuratore del giocatore. Lo aspettavamo questa mattina, ma evidentemente in questa settimana deve aver avuto pressioni. Si trovava nell’incertezza, non era più sicuro di dover accettare questo trasferimento. Volevamo portarlo qui a gennaio per dargli questi sei mesi di lavoro al fine di una graduale integrazione nella nuova realtà, come è giusto che sia per un calciatore che viene dalla C o dall’estero. Avevamo visto delle buone prospettive in questo ragazzo e abbiamo fatto tutto in piena conformità ai regolamenti. Però ci sono state delle pressioni sul ragazzo che non se la sentiva di affrontare questo immediatamente. La Juventus ha fatto un’azione di disturbo? Un ragazzo dalla C che non viene in una squadra di Serie A non è certo una cosa normale, ma non so cosa ci sia dietro. Il ragazzo ha detto che deve pensare, che non se la sente. Lasciamolo pensare, abbiamo un accordo con la Carrarese, vedremo se tra una settimana-dieci giorni sarà più sereno. Non ci sono preclusioni, anche se disturba il fatto che un ragazzo che milita in Lega Pro e dovrebbe avere un grande entusiasmo sia così titubante. Magari avrà una giustificazione che non ci vuole dire, non lo so. Legalmente abbiamo fatto tutto in maniera irreprensibile perché volevamo fare la nostra scommessa. Si parla tanto di lealtà sportiva e noi volevamo puntare su un ragazzo che è in Italia da un anno e quattro mesi in cui nessuno lo ha trattato. Poi è bastato un mio viaggio per scatenare questa attenzione, mi sembra una cosa assurda. Evidentemente c’è un qualcosa dietro. Leggo anche delle vicissitudini della Carrarese. Ci sarà dietro qualcosa che non si può svelare”.

Un caso simile a quelli di Defrel-Viviani? “Ci sono delle differenze, perché quando devi scegliere tra due società di Serie A esistono tante variabili che possono orientare la tua decisione in un senso o in un altro. In questo caso si tratta di rifiutare un’offerta dalla Serie A militando attualmente in Lega Pro. E’ qualcosa di strano. Aspetteremo e verificheremo. L’unica società che ha trattato e trovato un accordo è il Palermo. Ora non si muoverà da Carrara. Loro sono molto decisi, se si muoverà andrà al Palermo”.

Gnahorè nuovo Pogba? “Il paragone con Pogba è un po’ un azzardo. E’ un buon giocatore a livello tecnico, è bravo a sganciarsi e ad andare al tiro. Deve molto imparare in fase difensiva. E’ un prospetto su cui lavorare, ci si assume il rischio dell’investimento sperando che un domani diventi un buon giocatore. Non è ad oggi un rinforzo di spessore da rimpiangere, non è Maradona. Dispiace per quello che è successo perché avevamo fatto tutto come è giusto che si faccia. Se si parla di lealtà sportiva e di fare le cose per bene è esattamente quello che abbiamo fatto noi. Oggi è una mezzala, domani può fare il play davanti alla difesa perché è dotato di buona tecnica. L’ho visto in video diverse partite, ma ha preso quattro giornate di squalifica per qualcosa detta all’arbitro. Deve forgiarsi è maturare anche sul piano caratteriale. Dopo queste quattro giornate l’ho visto dal vivo e ho provato subito a raggiungere l’accordo senza perdere tempo”.

Mercato:  “Premetto che noi siamo molto concentrati sulla prossima partita, quella contro il Frosinone: sappiamo che si tratta di un bivio, un match che può cambiare il nostro campionato e le nostre idee di mercato. Anche se siamo in difficoltà, abbiamo sempre un punto in più rispetto ai ciociari, abbiamo la possibilità di lasciarci alle spalle diverse squadre. Dunque si tratta di una gara che può pianificare le nostre idee di mercato. Logicamente, sappiamo i ruoli che dobbiamo coprire. Interverremo a centrocampo, compreremo una punta e anche un difensore. Quattro elementi dobbiamo metterli dentro. Speriamo di vincere contro il Frosinone e trovare un po’ più di serenità. Comprare un esterno destro? Beh, ne abbiamo tre in casa, dobbiamo verificare le condizioni di Morganella. Per ora sono tre, si stanno alternando, c’è chi trova spazio e chi ne trova di meno: il bivio fondamentale è sabato, vincere contro il Frosinone diventa fondamentale”Valdifiori e Sensi: “Sono due giocatori forti. Siamo vigili, stiamo vedendo, dopo la prossima partita faremo il punto della situazione. Sensi sta facendo molto bene, è giovane, è un giocatore di Serie B che deve fare un salto enorme, però ha già dimostrato di essere un buon regista. Il prezzo è molto elevato, il buon Foschi ha fatto una valutazione piuttosto alta. Valdifiori è già maturo e in questo periodo non sta trovando spazio nel suo Napoli perché circondati da top-player che gli stanno davanti nelle gerarchie di Sarri”.

Fantasma Iachini su Ballardini?  “Io col mister ci parlo quotidianamente, proviamo a non pensare negativo, proviamo a non pensare a ciò che potrebbe accadere. Parliamo del modo in cui possiamo vincere e affrontare questo avversario nel migliore dei modi. Ottenere i tre punti sabato diventa fondamentale. Progressi nella linearità e nella propositività nel gioco con Ballardini? Sì, ho visto miglioramenti. A questa squadra mancano due punti che dovevano essere conquistati all’Olimpico con la Lazio. In quella circostanza meritavamo di vincere: nell’arco dei novanta minuti avevamo fatto vedere che si poteva vincere anche con due o tre gol di scarto. Purtroppo c’è stata la disattenzione in occasione del rigore e soprattutto sull’1-0 abbiamo sbagliato molto e non abbiamo raddoppiato. Contro la Juventus abbiamo tenuto testa in tutto l’arco del primo tempo, nella ripresa invece abbiamo subito gol e a quel punto diventa un’impresa recuperare. Contro l’Atalanta infine, devo ammettere che abbiamo giocato bene nei primi venti minuti e poi è andata com’è andata. Qualcosa di positivo l’ho intravisto. Il gioco, lo sappiamo, non basta, dobbiamo essere piú concreti, concentrati e determinati nell’arco di un’intera gara, ma è un buon punto di partenza”.

I fuori rosa: “Ad ora sono fuori: all’elenco dei tre noti, si aggiunge anche Abdelhamid El Kaoutari, anche lui è terminato ai margini del nostro progetto tecnico. Vedremo dopo la gara di sabato cosa succederà. Da domenica faremo il punto della situazione. Loro sono fermi per una questione tecnica, una scelta dell’allenatore. Vedremo di domenica in domenica. Per il momento sono fuori tutti e tre, anzi quattro: perché, come detto, è fuori anche El Kaoutari”.

Situazione Calleri: “Noi siamo stati i primi ad andare su Jonathan Calleri, lo seguiamo da febbraio. Io l’ho visto alla prima giornata dell’ormai scorso campionato. Abbiamo parlato col giocatore, quindi col procuratore e infine col Boca Juniors. Però, già dopo quattro-cinque partite il prezzo era lievitato, raggiungendo quota 12 milioni di euro. In quel momento ci sembrava una follia spendere quei soldi per un ragazzo che stava iniziando. Non era più nei nostri parametri. Abbiamo fatto un’offerta ponderata, giusta, però più avanti si andava, più il valore di Calleri cresceva, perché il giocatore iniziava a giocare con più continuità. Il nostro intento era semmai di prenderlo e portarlo come comunitario, perché aveva la possibilità di diventare comunitario, ma adesso siccome non si è mosso, andrà in Europa come extra-comunitario: noi non abbiamo posti per gli extracomunitari. Dalle mie fonti, credo che sia stato acquistato da un fondo argentino che poi lo metterà dove vuole, ossia dove c’è il posto da extracomunitario. L’Inter? L’Inter non ha posti per extracomunitari”.

Possibile ritorno di Foschi: “Ci conosciamo da parecchi anni e ci stimiamo. Non ci sono gelosie o altro. Se il presidente contatta gli ex direttori sportivi, come Foschi, per dei consigli è normalissimo, nel calcio succede molto di frequente. Io ho fatto il direttore sportivo già a Siena per tre anni. Questa opportunità avuta da Zamparini l’ho accettata con molto entusiasmo, poi nel calcio non si sa mai, si può anche lavorare in equipe, l’importante è che ci sia chiarezza e avere piena convergenza di idee e strategie”.

 

 

 

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