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Tram: collasso del traffico a Palermo. “Comune impreparato a gestire la circolazione”

L’esecuzione dei lavori per realizzare le linee 2 e 3 della tramvia di Palermo ha fatto registrare, come era ampiamente prevedibile, il collasso del traffico nella zona di Piazza Einstein, a causa della chiusura della corsia laterale est di Viale della Regione Siciliana.

Dopo qualche giorno di passione, in cui la circolazione è stata completamente in tilt, il Comune, dovendo fare qualcosa, ha deciso di invertire il senso unico in via Scobar, istituendo contestualmente il divieto di sosta sul lato destro della carreggiata, con l’intenzione di incanalarvi tutto il traffico proveniente dalla corsia laterale e, in aggiunta, tutto quello proveniente da Viale Leonardo Da Vinci lato monte.

Come era fin troppo logico prevedere, anche in questo caso la situazione non ha retto e a farne le spese sono gli abitanti di via Scobar, costretti a percorrere lunghi e tortuosi giri per raggiungere la propria abitazione e bombardati da un inquinamento chimico, di polveri sottili e acustico, che il Comune si sta guardando bene dal monitorare con l’installazione di centraline di controllo.

Quello che dà da pensare, però, è che i problemi legati alle modifiche della viabilità cittadina, specialmente nel caso di chiusure di arterie fondamentali per la realizzazione di grandi infrastrutture, possono essere facilmente previsti, monitorati e gestiti. Circa il 90% del traffico urbano, infatti, è costituito da spostamenti abituali casa-lavoro o casa-scuola, facilmente rilevabili e censibili e il modo in cui si svolgono questi spostamenti è facilmente prevedibile, tenendo conto che gli utenti scelgono il mezzo e il percorso che consentono il risparmio maggiore, in termini di tempo e di denaro.

Esistono poi dei software che, una volta noti i numeri sulla richiesta di spostamento fra le varie aree della città, permettono di simulare abbastanza bene, al computer, il traffico che si genera. Ai tempi della mia tesi di laurea, questi software abbisognavano di computer grandi quanto un appartamento, mentre, oggi, i loro eredi girano tranquillamente su personal computer e, con qualche semplificazione, anche su quelle piccole macchinette, dette navigatori satellitari, che fanno ormai parte dell’equipaggiamento standard di ogni auto. L’unico posto in cui sembra siano sconosciuti, ahimè, pare sia l’Ufficio Traffico del Comune, in via Ausonia. O forse li conoscono, ma non hanno mai pensato di fare le indagini sulla densità abitativa e su quella dei luoghi di lavoro nelle varie aree della città, né tantomeno le interviste necessarie alla calibrazione e alla verifica dei dati necessari a generare elaborazioni attendibili.

Se il Comune si fosse dotato per tempo di questi strumenti e avesse raccolto i dati relativi, avrebbe potuto tranquillamente prevedere al computer il comportamento del traffico di fronte alle chiusure delle tratte oggi interessate ai lavori e avrebbe potuto testare le soluzioni proponibili senza recare alcun danno alla popolazione, predisponendo una pianificazione del traffico a livello cittadino e verificandone gli effetti al computer.

Purtroppo non si tratta di danni di poco conto, i costi dovuti al congestionamento del traffico e all’inquinamento sono costi milionari. E questi costi, purtroppo, li pagano integralmente i cittadini con lo spreco del loro tempo e del loro denaro, oltre che il Servizio Sanitario, che può attendersi un aumento delle patologie, specie respiratorie, legate all’inquinamento.

Qualcuno potrà obiettare che questo tipo di gestione tecnologica dei problemi legati agli interventi sul traffico non si è mai visto nel Sud Italia e che si tratta di fantascienza realizzabile, forse, negli Stati Uniti. Non è assolutamente vero. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, tutte le verifiche sull’impatto delle infrastrutture previste dal Piano Speciale dei Trasporti per l’Area Metropolitana di Palermo, finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno, furono effettuate proprio con questi sistemi. Riuscimmo a dare indicazioni abbastanza precise su come si sarebbe comportato il traffico con l’entrata in esercizio delle nuove infrastrutture e tutti i lavori vennero effettuati con il minimo disagio possibile per la popolazione, dato che alle limitazioni alla viabilità, necessarie all’esecuzione dei lavori, erano state trovate delle soluzioni, la cui sostenibilità era stata verificata al computer. Da quell’esperienza venne fuori anche un libro sull’analisi modellistica del traffico a Palermo.

Oggi, di fronte alla prima grande infrastruttura che si realizza, dopo gli interventi effettuati in quei tempi, purtroppo dobbiamo prendere atto dell’esistenza di un Comune completamente impreparato a gestire prevedibilissimi problemi di circolazione che, nell’ignoranza dei dati relativi all’origine della mobilità, viene colto alla sprovvista dal collasso del traffico causato dai lavori per l’infrastruttura tranviaria e si inventa, in emergenza e a danno fatto, soluzioni insostenibili sia sotto il profilo della quantità di traffico da smaltire, che del benessere ambientale, con gravissimi danni per la cittadinanza e per la già disastrata economia della città.

Antonino Vizzini

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