CronacaPalermoPrimo PianoSicilia

Il delivery del narcotraffico: 11 arresti a Palermo, sequestrati 130 chili di hashish

La droga viaggiava in 2-3 giorni lavorativi, nascosta negli elettrodomestici

CRONACA

Traffico di droga via corriere: 11 arresti a Palermo, sequestrati 130 chili di hashish

Droga nascosta in elettrodomestici e caffè per ingannare i cani antidroga

La droga viaggiava nascosta dentro piccoli elettrodomestici, mimetizzata con polvere di caffè e incensi per confondere il fiuto dei cani. Un sistema rodato che permetteva di ordinare hashish e marijuana come si fa con qualsiasi altro prodotto online, con tanto di scelta tra diverse qualità e opzioni di spedizione “protetta”.

Come funzionava il “Just drugs”

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo ha arrestato undici persone coinvolte in un traffico internazionale di stupefacenti che sfruttava gli hub dei corrieri e i grandi centri di smistamento logistici. Altri nove indagati sono stati denunciati a piede libero.

La procura di Palermo ha coordinato l’operazione, che ha portato i finanzieri a sequestrare 131 chili di hashish, 14 chili di marijuana e oltre 1,7 chili di Wax (resina di marijuana) nelle province di Palermo, Trapani e Catania. Gli investigatori stimano che il valore complessivo della droga intercettata superi un milione e mezzo di euro.

Le indagini sono iniziate quando le unità cinofile della compagnia di Palermo-Punta Raisi hanno controllato i pacchi in transito presso gli spedizionieri cittadini. Parallelamente, i finanzieri hanno monitorato i social network, dove giovani acquirenti ordinavano e pagavano le sostanze stupefacenti. Grazie a 44 operazioni sospette individuate dagli investigatori, le forze dell’ordine hanno sequestrato la droga e identificato i committenti.

Dal singolo consumatore ai carichi da 35 chili

Gli investigatori hanno scoperto che il sistema serviva sia organizzazioni strutturate, capaci di movimentare grossi quantitativi — in un caso hanno intercettato 35 chili di hashish in un unico pacco — sia singoli consumatori. Gli acquirenti potevano selezionare diverse varietà di prodotto e scegliere come proteggere le spedizioni: potevano monitorarne il percorso con un tracker GPS o camuffarle in modo sofisticato, usando elettrodomestici svuotati e sostanze aromatiche.

Un mercato parallelo che ha trovato nel delivery una combinazione apparentemente vincente, almeno fino all’intervento delle fiamme gialle. L’indagine dimostra come il commercio illegale si sia adattato alle nuove tecnologie, ma anche che i controlli riescono ancora a intercettare i canali più battuti del narcotraffico moderno.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio